Mese: dicembre 2011

A Black End

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Chi seguiva al tempo il vecchio blog sa del mio pessimo rapporto con la festività di inizio/fine anno. A parte l’assurdità di festeggiare il temo che passa, a parte che non credo abbia alcun senso aspettarsi nulla da un anno che si avvicina. E’ una convenzione il tempo, è una convenzione lo spazio, è uno sforzo quasi disumano strascenderli, ed io oggi proprio non ce la faccio. Come se tutte le crepe sul mio edificio esistenziale iniziassero a stridere sinistramente e simultaneamente, un sogno che inizia ad avvolgersi su se stesso, impotenti pensieri e viscose riflessioni. Voglio che finisca questo malessere, voglio che terminino i pensieri macilenti, che si sedino le voragini. Di quest’anno non mi importa. Chissà perchè mi sono messo a riascoltare i Nirvana.

A Black Beginning

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Quello che potete leggere prima di questo post è il contenuto del blog www.xerosignal.splinder.com ovviamente i post sono stati inseriti alla rinfusa, complice un’incasinatissima operazione di importazione del blog, che non è ancora chiaro se sia andata a buon fine. In realtà il blog  era inattivo da un po’ a causa degli sconquassi emozionali del suo titolare, della sua scarsa voglia di esprimersi e condividere, sfoghi idee e quant’altro gli potesse venire in mente.

Ora sento che la voglia di scrivere e di mandare al diavolo l’espressività di plastica, sta ritornando, ma per ora ciò che andrebbe scritto è troppo falsato dalla particolare situazione nella quale mi trovo ed ecco qui un breve post di introduzione a questa nuova creatura, abbia essa funzione di semplice archivio del passato, oppure sia davvero un inizio di qualcosa… l’indecisione non mi divora, l’ansia sì.

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The Metal X-file
 
Nell’ultimo periodo sono in vena di tributi, ad alcune personalità che hanno significato qualcosa nella mia vita. In questo caso si parla della prima adolescenza ed il personaggio in questione è Cliff Burton, storico bassista, purtroppo deceduto in seguito ad un incidente stradale ormai tanti anni fa. Spendere parole in retorica non è mia consuetudine, e non lo farò, lui era un grande con i suoi pantaloni a zampa ed il tatuaggio dei Misfits sulla spalla (fu anche grazie a lui se conobbi questo gruppo fondamentale).
Tuttavia gli sopravvisse il suo gruppo: dopo un primo periodo all’altezza del loro passato, tornando nuovamente in pista con un bassista nuovo, il simpatico Jason, che si era fatto le ossa in un altro gruppo thrash i Flotsam and Jetsam, pubblicarono un doppio vinile “…and justice for all” senz’altro buono e con un brano scritto addirittura da Cliff (“To live is to die”) che aveva il potere di farmi rimanere zitto ed immobile per tutta la sua durata. I suoi compagni di avventura ricordarono Cliff con un home-video intitolato “Cliff ‘em all” che era un collage di video-bootleg, raccolti dai fan nel corso degli anni, che i superstiti reperirono con una gran fatica, vista la reticenza dei possessori dei filmati che temevano ritorsioni, per via dei diritti d’autore. A quel punto ha inizio il declino, perché credo ce ne sia abbastanza per supporre che quattro alieni abbiano preso il posto dei quattro “cavalieri”. Il video su Cliff vende bene, oltre ogni aspettativa, ed è costato praticamente nulla… forse i quattro alieni mangiano la foglia, e da lì in poi, diventano irriconoscibili. C’è la fase transitoria del black album, che introduce gradatamente cambiamenti nel suono anche grazie (?) al nuovo producer Bob Rock (noto in tutt’altri ambienti), mentre quello storico, Flemming Rasmussen, viene messo da parte, ora suonano accessibili (anche grazie a “nothing else matters” che traina l’album con un annesso video sempre a costo zero) e pronti al salto. Ed il salto ci sarà… nel baratro, ma questa è solo un’opinione personale. Volevo però raccontare di un periodo di vita della band del quale nessuno pare ricordarsi più… magari sto diventando vecchio…

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TRIBUTE

How many times can they fill me with lies and listen again
Twisting the truth and they’re playn’ around with my head OK
The things they will do and the things they will say
When they don’t really understand
Tears fill my eyes when I hear all the cries
For the reason today

And they don’t really know even that they’re talkin’ a bow
And I can’t imagine what empty heads can achieve
Leave me alone don’t want your promises no more
‘cause rock’n’roll it’s my believe to need my love
Won’t ever change, may think it’s strange
You can’t kill rock’n’roll it’s here to stay

Looking through eyes of time mirrors reflecting their stories untrue
Promises, promises, telling me all of my glorios overdue
How many times have I heard it before
And I’ll probably hear it again
King of a thousand knights, pown in a table right
Losing to you

And they don’t really know even that they’re talkin’ a bow
And I can’t imagine what empty heads can achieve
Leave me alone don’t want your promises no more
‘cause rock’n’roll it’s my believe to need my love
Won’t ever change, may think it’s strange
You can’t kill rock’n’roll it’s here to stay

Even the rhumes that they give me in times of confession
Ain’t true
Out come is obvious all for them none for us meaning you too

The things they will do and the things they will say
When they don’t really understand
Fear of rejection I need their protection
I’m making and stand

And they don’t really know even that they’re talkin’ a bow
And I can’t imagine what empty heads can achieve
Leave me alone don’t want your promises no more
‘cause rock’n’roll it’s my believe to need my love
Won’t ever change, may think it’s strange

Leave me alone don’t want your promises no more
‘cause rock’n’roll it’s my believe to need my love
Won’t ever change, may think it’s strange
You can’t kill rock’n’roll it’s here to stay
I’m born to rock’n’roll, I’m here to stay

["You can’t kill rock’n’roll" da "Diary of a madman" 1981, senza ombra di dubbio una delle mie canzoni preferite in assoluto, pelle d’oca ad anni ed anni di distanza… Grazie Randy!!!]

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Suicidal for life
 
…In pieno accordo con la vena nichilista- disfattista che mi assale ad ogni fine d’anno oggi mi è capitato tra le mani un disco che non ascoltavo da una vita l’omonimo disco dei Suicidal Tendencies. Era il 1983… ed è chiaro che io non abbia potuto vivere le cose in presa diretta, ma i Suicidal erano (e sono) un’istituzione. Partiti da un hardcore feroce e senza compromessi, potevano vantare come compagni d’avventura nientemeno che i Black Flag, che suonarono più di una volta nel garage di Mike Muir, il loro cantante. Il loro primo lavoro suona come una frustata alla schiena, veloce e rabbioso come pochi, solo più tardi interverranno le tentazioni crossover che porteranno il loro leader a dare vita agli Infectious Grooves, in quel momento c’era solo rabbia, disgusto e direi anche una buona dose di amarissima ironia. Del resto il movimento hardcore era in pieno sviluppo… migliaia di giovani in tutto il mondo (Italia, fortunatamente, inclusa!) stavano finalmente alzando la testa e sbraitando ai quattro venti che la vita che gli si prospettava davanti non gli stava bene, che quello non era il miglior mondo possibile… triste constatare che non sia servito poi a molto. Tuttavia io sono grato a formazioni come queste per averlo fatto, perché non è da tutti e perché serve a riprova del fatto che non tutti sono disposti ad accettare convenzioni e consuetudini stupide, come quelle che sembrano comunemente accettabili dalle persone che popolano il globo. Beh, se serve a qualcosa, 23 anni dopo c’è ancora chi si ricorda di voi, a tale scopo riporto due loro testi, spero sia chiara l’impostazione (auto)ironica e polemica dei medesimi, soprattutto, lo dico per correttezza, che nessuna ragazza si senta offesa dalla seconda strofa di “suicide’s an alternative”… io non sono d’accordo con tale generalizzazione, ma permango dell’ idea che la stronzaggine non sia prerogativa di nessuna categoria in particolare, ma insita nella natura umana.
 
“I WANT MORE”
 
Don’t wanna pump nobody’s gas- I want more
Don’t wanna kiss my bosses ass- I want more
Don’t wanna take the first job I find- I want more
Don’t wanna dig coal out of a mine- I want more
 
Slaving in a factory a different kind of insanity
Feels like I’m locked in a cage
Working like a maniac, gave myself a heart attack
For a job that pays a minimum wage
 
Don’t wanna work at the golden arches- I want more
Don’t wanna wash rich man cars- I want more
Don’t wanna be nobody’s gardener- I want more
Don’t wanna be a garbage man- I want more
 
 
 
 
“SUICIDE’S AN ALTERNATIVE”
 
Sick of people-no one’s real/ Sick of chicks- they’re all bitches/ Sick of you- you’re too hip/ Sick of life- it sucks
 
Suicide’s an alternative
 
Sick of trying- what’s the point/ Sick of talking- no one listens/ Sick of listening- it’s all lies/ Sick of thinking- just end up confused/ Sick of moving- never get nowhere/ Sick of myself- don’t wanna live/ Sick and tired- and no one cares/ Sick of life- it sucks
 
Sick of politics- for the riches/ Sick of power- only oppresses/ Sick of government- full of tyrants/ Sick of school- total brainwash/ Sick of music- top 40 sucks/ Sick of myself- don’t wanna live/ Sick and tired- and no one cares/ Sick of life- it sucks
 
Suicide’s an alternative
 
Sick of life- it sucks/ Sick and tired- and no one cares/ Sick of myself- don’t wanna live/ Sick of living- I’m gonna die.
 

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Here we go again
 
Siamo nuovamente al capolinea, è finito un’altro anno. Personalmente una delle peggiori annate che mi ricordi, è successo di tutto, ma di positivo ben poco… ed anche musicalmente non ci sono state uscite in grado di lasciarmi di stucco, forse perché nessuno dei miei gruppi in attività preferiti (Neurosis, Converge, Tool) ha fatto uscire nulla, ma forse nemmeno tanto per questo… mi ha fatto piacere ritrovare vecchi amici come Obituary e Napalm Death, in una forma strepitosa, e dispiace non essere potuto andare in america a seguire il tour dove si esibivano assieme, mentre in Italia gli Obies si sono visti, ingiustamente, relegare a comprimari in quel baraccone che è il gods of metal… che tristezza (ma magari tornano). Per il resto, ben poco da segnalare… anche se, ad onor del vero, mi sono piaciuti anche i lavori di Nevermore e Fantomas (un GRAN concerto a Berghem) e devo ancora procurarmi uscite di gruppi importanti come Cephalic carnage, Nile, Soilent green ed un disco dei Nasum, dovrebbe essere in dirittura d’arrivo, se non è già uscito. Ma spero che quest’anno finisca in fretta ed io sia in grado di voltare pagina rapidamente… anche se è vero che più si va avanti peggio diventa, spero vivamente di avere una tregua presto… e magari di vedere un concerto decente in tempi brevi. E comunque, in conclusione, un anno che si conclude non significa NULLA in senso assoluto… ho sempre detestato le feste di fine anno perché si basano sul vuoto spinto… non c’è proprio niente da festeggiare ed essere felici. Credo proprio che mi chiuderò in una grotta e cercherò di dimenticare la miseria del mondo che mi circonda… poi mi si domanda perché io odi l’umanità… basta guardarsi attorno con un minimo di occhio critico, per stentare a trovare qualcosa per cui valga la pena sopportare tutto ciò che è necessario ad esistere, vivere è tutt’altra cosa… sentirsi vivo, praticamente impossibile… circondati come siamo da zombies antropofagi.

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Trojan horse blues

Mi scuso solennemente con le migliaia di utenti in attesa di un qualche aggiornamento a questo segutissimo blogghe, purtroppo ho avuto a che fare con un virulentissimo trojan horse che mi ha forzato ad eseguire una bella spianata dell’ HD. Amen. Intanto però oggi ho aderito attivamente alle nerd wars incitate dal Roarche… paggeggiavo tranquillamente per le strade del mio paesino, solitamente deserte, quando -con "reign in blood" nelle cuffie- mi sono lanciato in un pauroso urlo: "ANGEL OF DEEEEATH!!!!" non accorgendomi per altro di essere ampiamente osservato… ahahah hanno fatto delle gran facce i due malcapitati cha hanno assistito alla performance del sottoscritto, la popolarità cresce e la lira si impenna! Pensateci la prossima volta che avrete la presunzione di sentirvi al sicuro… per ogni deficente maschio alfa, c’è un piccolo nerd incazzato abbestia… e a volte si fa sentire…

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The missing link

Tra i links che vedete nella colonna a  sinistra ne manca uno che avrei davvero voluto mettere. Purtroppo non è più possibile, perché il gruppo in questione ha fatto perdere le sue tracce da qualche anno. Erano diventati un po’ gli idoli miei e del mio meccanico di fiducia e violentato le orecchie di alcuni nostri amici (tra cui il Roarche) che poi si sono rifiutati di parlarci assieme di nuovo. Verso la fine degli anni 90 (quand’è che ritornano?) le nostre orecchie furono sconvolte da un devastante mix di noise-sludge-doom-core, chi deliziava le nostre orecchie con tale mefitica mistura era un gruppo americano (poi entrato nel rooster della mai troppo elogiata Relapse records) che risponde al nome di NIGHTSTICK! Il primo contatto con tale entità avvenne al salone del vinile e cd che si tiene in appositi capannoni a poca distanza da Linate. Avevamo letto le recensioni ed il meccanico si decise ad acquistarne il secondo lavoro, dall’eloquente titolo “Ultimatum” … arrivati a casa lo ascoltammo di getto e ci venne il mal di testa… capimmo immediatamente che erano il gruppo che faceva per noi. Brutti, sporchi e veramente malati! Con un jolly da giocare non da poco, perché il loro quarto elemento era un Clown di nome Padoinka che catturò subito la nostra curiosità ed attenzione soprattutto perché sul cd stesso c’era stampigliata una esilarante sequenza nella quale il nostro si esibiva in una performance tossica (comprate il cd se volete saperne di più). Poi venne “Blotter”, il cd che i nostri incisero in prima di “Ultimatum”, lo trovammo a Torino durante uno degli innumerevoli tours “a fare la spesa” di cd, vista la enorme gamma di cd reperibile qui in provincia (no comment!)… ed anche lì chicche a non finire a partire dalla copertina (quando si dice la gente malata yuhuuu!) o una mastodontica versione di “Set the controls for the heart of the sun” letteralmente messa sotto i cingoli di un rallentatissimo (e rumorosissimo) suono distorto, con tanto di break centrale dove si sente chiaramente qualcuno che accorda le sua chitarra… geniale!  Poi il capitolo finale “Death to music” (esplicativo no!?) che, nonostante avesse avuto il grande merito di restituirceli in una forma discreta, mi mette addosso un po’ di tristezza perché poi ne abbiamo perso le tracce. Sono nate innumerevoli gags sui Nightstick e su Padoinka, ed i loro riffs sono stati cantati con improbabili distorsioni vocali alla fine di serate particolarmente ricche dal punto di vista etilico… come è giusto che sia. WEYMOUTH ROCK RULZ!

 

 

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Genital Grinders

Uso un titolo dei Carcass per dire senza mezzi termini BASTA agli spots pubblicitari dei “numeri trova-numero”. Non se ne può più! In un mese siamo stati letteralmente bombardati da queste pubblicità, hanno iniziato i due biondo baffuti e poi valanghe di pubblicità loro e della concorrenza, pare proprio che sia l’ultima frontiera del business… tutti ci si buttano a pesce, ed agli utenti non resta che sorbirsi questo tentativo di invasione mediatica. Prima o poi finirà, come ogni cosa che va a ondate (fanno eccezione i reclame della telefonia mobile che da anni non sono riusciti comunque a convincermi ad acquistare uno di questi aggeggi infernali, nonostante lo sfoggio di testimonial della, quasi sempre, dozzinale e scontata avvenenza) ma intanto ognuno si deve sorbire la sua fetta di advertising… e farsi giustamente devastare dalla noia (contrariamente a quanto si possa supporre c’è un numero di persone immune alla ripetizione ossessiva di un messaggio, che finisce per diventare ostile quando si raggiunge il limite di sopportazione… fino al punto di rinunciare all’informazione) senza che qualcuno intervenga a protezione di milioni di coppie di zebedei. Inoltre, personalmente, non sono mai ricorso a questo tipo di servizio in passato e non vedo perché dovrei farlo in futuro quando esiste internet…. Nel tentativo di sottrarmi alla noia ho anche stilato una classifica di questi spot: all’ultimo posto quello dall’immagine pseudo anni-60 che sembra la sagra dello scontato, dove l’unico elemento distintivo è dato dalla fascinazione vintage che pervade le scene… decisamente poco. Mentre i meno peggio sembrano essere i due pupazzi rossi, formati da una doppia sfera pelosa con braccia e gambe… non per altro, ma perché mi hanno ricordato i muppets per le fattezze (W animal!) occorre ricordare però che se Gerda farebbe fatica a mangiare un maiale, a meno che non si trattasse di Miss Piggy, io sono e rimango un vegetariano convinto e spero di poter evitare di rivolgermi a quei servizi…

[tra l’altro le due sfere rosse sono eloquenti quanto a infiammazione e crescita abnorme]

 

 

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…e adesso vedetevela con loro…

SUFFOCATION  PIERCE ‘EM ALL FROM WITHIN!!!