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London Dungeon
 
They call us walking corpses
Unholy living dead
They had to lock us up
Put us in their British hell
 
Make sure your face is clean now
Can’t have no dirty dead
All the corpses are clean, boy
All the yanks in British hell
 
Don’t wanna be here in your London Dungeon
Don’t wanna be here in your British hell
Ain’t no mystery why I’m in misery in hell
Here’s hoping you swell
 
I Misfits! La leggenda vuole che Glenn Danzig (No Danzig= No Misfits mi spiace) scrisse questa canzone durante una notte passata in gattabuia dopo una rissa durante una loro tournee in Inghilterra, quindi si può comprendere (ma non lo condivido sia chiaro) il suo essere insofferente nei riguardi del Regno Unito. La mia leggenda riguardante i Misfits però è ben altra… sono rimasti avvolti nella nebbia fino a quando sono andato a Torino per motivi di studio… le due canzoni che i Metallica avevano rifatto (“Last Caress” e “Green Hell”) mi avevano rimbombato in testa per mesi senza che io scovassi lo straccio di un loro disco (erano anni duri, altro che internet!). E quando arrivai nel capoluogo regionale sembrava il paradiso: Scaffali smisurati pieni di cd: metal, thrash, death, grind, punk, hardcore, doom, seventies ed il portafoglio che piangeva a dirotto…
A scuola conobbi un paio di ragazzi appassionati della mia stessa musica, solo che al loro confronto io sembravo un sottosviluppato: uno di loro mi fece ascoltare “Collection I” e “Legacy of Brutality” ed io gli prestai un cd dal vivo dei Nomeansno (chissà come ne ero entrato in possesso) che devo ancora riavere… e fu da lì che cominciai a credere ai colpi di fulmine (almeno in musica, perché diversamente non ci credo affatto) era amore alla prima nota! Di slancio raccattai i soldi e comprai gli originali. Registrazioni veramente approssimative, tre note in croce ed una voce davvero tenebrosa che, ora sbraitando ora facendo il verso ad Elvis, narrava di astro-zombies, Marilyn Monroe, marziani, Vampira, halloween e films horror sgangherati e di pessimo gusto, si può desiderare di più? NO!!
 Assolutamente avvolti nel mistero, nessuno ne parlava e ne sapeva qualcosa (ripeto non c’era internet!) e anche quelli che ne possedevano i dischi restavano sul vago o sparavano balle colossali… congetture a non finire sulla loro origine, sulla loro identità (Danzig a parte, ovviamente), sui loro testi ed anche sulla loro discografia. Qualche anno dopo avendo acquistato praticamente tutto quel che trovavo cominciavo a capirci qualcosa, ma le lacune furono colmate solo aspettando ancora qualche anno quando uscì un fantastico cofanetto a forma di bara con un booklet finalmente esaustivo, ma che fatica! Cosa non si fa per delle leggende morenti…
 
WE ARE 138!!!
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