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Stay in and push play!
 
 Venerdì sera da misantropo. Colto da incredibile nausea mi barrico in casa e con somma soddisfazione lascio tutti quanti fuori dal portone di casa. Se penso a quel che mi aspetta varcata la soglia di casa sto male. Allora decido che sono in vena di revival e mi lancio nella visione di due film-culto per due annate culto: “I Guerrieri della notte” (in VHS) e “Il Corvo” (In TV) e tanti saluti ai poser anni ’80 (shame on you!). Non che siano dei capolavori della cinematografia (anzi…) ma proprio per questo forse sono in grado di farmi venire la nostalgia del periodo nel quale furono girati, dato che i grandi film sono senza tempo per definizione.
 Le scene iniziali de "I Guerrieri della notte" in metropolitana sono fantastiche con quei titoli rossi, i testoni afro di alcuni protagonisti e lo scorrere veloce del tragitto verso il Bronx …la storia è semplice e semplice è anche il suo svolgimento… Union Square, bisogna tornare a Coney Island, che il capo supremo di tutte le band di NYC è stato assassinato e qualche fuori di testa da la colpa a noialtri… uno di noi finirà sotto la metro, un altro arrestato, gli Orfani e una messicana porta guai… quei teppisti pittati dei Baseball Furies, la buona Dolly che manda richieste sulla nostra pelle, le Lizzies (dove sono finite le bellezze rustiche di una volta?) che ci sparano dietro e dei simpatici in pettorina di Jeans… alla fine il sole splende sulla ruota delle meraviglie e, mentre rimaniamo stupiti da quanto fa schifo il nostro territorio e da quanta fatica abbiamo fatto per raggiungere quel posto di merda, se ne esce l’assassino del capo e fa: “Warriors… Come out and plaaaaay!” meno male che, dopo aver schivato una pallottola, ci pensano i Riffs a rimettere a posto le cose, i guerrieri sono leali. I migliori.
 La cassetta finisce e sta per iniziare un altro film stavolta su regolare canale televisivo. Devo dire di essere stato decisamente critico verso “Il Corvo” quando uscì… semplicemente non ne potevo più di sentire un sacco di gente che me la menava su quanto fosse bello, oscuro e maledetto. Per quanto mi possa dispiacere della dipartita di Brandon Lee morto durante le riprese, annessi e connessi, non capisco perché, all’epoca, mi sarei dovuto aggregare come una pecora (sia pure nera) e mettermi in coda con gli altri per andare a vederlo. Quando mi si ossessiona con qualcosa tendo a demolirla e a denigrarla pur non conoscendola, mi spiace sono fatto così. Alla fine lo vidi per la prima volta al cinema estivo in seconda visione e, a qualche mese di distanza, riuscii anche ad apprezzarne qualche aspetto, tipo il buio cronico, la scena del corvo che vola con “Dead Souls” rifatta dai Nine inch nails in sottofondo, la giapponese sorella del capo… e soprattutto la capacità del protagonista (a proposito il trucco è preso pari-pari da Alice Cooper!) di far provare a chi l’ha causata la sofferenza e l’agonia e di liberarsene in quel modo… devo ammettere che non è male come potere!! Mentre il lato “sentimentale” del film mi ha sempre lasciato un po’ stomacato. Ieri sera l’ho guardato in massima parte perché volevo mi tornassero alla memoria alcuni ricordi del periodo… e devo dire che ha funzionato, missione compiuta… anche grazie alla colonna sonora a base di Cure, Helmet, NIN e compagnia… magari si potesse tornare chessò al ’94… mi mancano quegli anni.
 Stasera però esco… c’è un amico che suona e, nonostante si tratti di una cover-band (ed è risaputo che io non le ami particolarmente, anzi…), io ed il Roarche lo supporteremo, quando vale la pena si può anche (tentare di) vincere la nausea. E poi succede sempre qualcosa ai concerti dell’ eclettico bassista… staremo a vedere! 
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Un pensiero riguardo “

    OzzyRotten ha detto:
    19 marzo 2006 alle 13:40

    Per quanto riguarda “Il Corvo”, dico che mi sarebbe piaciuto molto vederlo se avesse avuto la regia (come si era parlato ai tempi) di Dario Argento.
    Però adesso, dopo tanti anni che lo trasmettono e ritrasmettono, e dopo che tutte le ragazzine adolescenti di allora sono guarite dalla “corvite”, oggetivamente dico che è un film molto d’atmosfera, e nient’altro.
    Il goticismo metropolitano che lì si voleva riprodurre è stato solo un esercizio sterile che non ha portato da nessuna parte.

    Meglio tornarsi a riguardare “Edward mani di forbice” di Tim Burton, quelle sì che sono favole nere!

    Dal Buio

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