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Siberia
 
Il ghiaccio si confonde
Con il cielo, con gli occhi
E quando il buio si avvicina
Vorrei rapire il freddo
In un giorno di sole
Che potrebbe tornare in un attimo solo.
Forse stanotte,
Se avrò attraversato
La strada che non posso vedere
Poi in un momento
Coprirò le distanze
Per raggiungere il fuoco
Vivo sotto la neve.
I nostri occhi impauriti
Nelle stanze gelate,
Al chiarore del petrolio bruciato
E oltre il muro il silenzio
Oltre il muro solo ghiaccio e silenzio.
Aspetterò questa notte pensandoti,
Nascondendo nella neve il respiro,
Poi in un momento diverso dagli altri
Coprirò il peso di queste distanze.
 
[Diaframma: title track da “Siberia” 1984]
 
Dopo l’HC italico, è il momento della New-dark-wave italica, per chi se la ricorda è impossibile scordare gruppi come i suddetti, i Neon, i Gaznevada e (una tristezza infinita per la fine che han fatto…) i vecchi Litfiba con Gianni Maroccolo. Il motivo che mi spinge a postare questo testo è però un altro: non posso pensarci… siamo alla fine dell’inverno e, passi per la primavera, ma l’estate non la reggo proprio e sto già male al pensiero. Lo so che tutto il mondo non aspetta altro, ma io non sono tutto il mondo: sono un maledetto asociale misantropo e bastian-contrario (anche un po’ nerd per la verità). Non sopporto il caldo, il sole, i tamarri che si mettono in mostra, le spiagge, gli annessi ed i connessi. Meno male che d’inverno fa freddo, più fa freddo meglio è, almeno la gente se ne sta rintanata ed evita di farsi vedere in giro: sia resa gloria al freddo (ed alle montagne innevate sotto un bel plenilunio invernale con il cielo limpido). Invece tutto ricomincia daccapo, non c’è scampo… vorrà dire che sarò io a rintanarmi se non potrò permettermi una vacanza in Siberia o in qualunque altro posto faccia almeno un po’ freddo… un’altra estate da recluso e buon pro mi faccia.
 
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3 pensieri riguardo “

    DressedInBlack ha detto:
    29 marzo 2006 alle 12:04

    si, si io ben capisco
    estati con videogiochi a nutrirsi di liquidi, in solitudo
    che qui per i 40gradi manco puoi berti una birra

    Nxero ha detto:
    29 marzo 2006 alle 14:38

    Grazie per la comprensione!

    MorganaLaPazza ha detto:
    30 marzo 2006 alle 08:27


    In questo disco c’è tutta la forza della resurrezione spirituale, quel grido che nn viene + soffocato, quell’attimo eterno che viene carpito e fatto proprio…

    in quest’immagine c’è tutto cio’ che eravamo…messi al muro da un mondo di luccichii senza senso, dalla paura di essere, dal timore di poter proferire la Nostra parola…

    ma ci stiamo rialzando anche se nn ce ne rendiamo ancora conto…

    Ce ne renderemo conto quando ci ritroveremo impiedi e ci domanderemo: ma cosa è successo? come abbiamo fatto?…

    Con la semplicità di un cuore che nn si rinnega.

    Ti voglio bene!

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