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Hangover blues
 
Un soggiorno all’estero può insegnare tante cose. In particolare sul Regno Unito mi sento di poter dire una cosa: se pensate che gli sport nazionali siano chessò rugby o cricket o calcio vi sbagliate, lo sport nazionale è senza tema di smentita la sbronza. Può capitare addirittura che i colleghi al rientro dal fine settimana ti chiedano se ti sei ubriacato, e quando tu da bravo italiano cerchi di non compromettere il tuo buon nome negando (e mentendo) spudoratamente, ti guardino malissimo, come a dire MA COME NO??!!
Là sì che sono bevitori professionisti! Hanno addirittura coniato un termine, “hangover” per l’appunto, che sta ad indicare il malessere post-sbronza e può capitare di sentir dire ad una collega, che gentilmente ti sta accompagnando al lavoro, “Scusami, ma stamattina ho un hangover incredibile…” e tutto questo per aver bevuto smodatamente al compleanno della figlia 6enne!! Semplicemente mitologica. Mi è poi capitato di assistere ad una trasmissione scientificamente all’avanguardia che affrontava il fondamentale problema dell’ hangover con un metodo deliziosamente empirico, facendo cioè sbronzare di brutto diversi gruppi di “cavie” (UMANE, sia chiaro!!) al fine di testare su queste diversi rimedi più o meno caserecci… Risultato: si è dimostrato che rimedi farmacologici, abbondanti colazioni o l’eventuale ri-assunzione di alcool (in piemonte si dice: fese barlichè d’la bescia ca l’ha mordute, cioè farsi leccare dalla bestia che ti ha morso) o di latte non portano a risultati apprezzabili. L’unica sarebbe avere lo stoico coraggio di bersi almeno un litro e mezzo d’acqua al ritorno dai bagordi, poiché questo combatte la disidratazione causata dall’alcool. Per curiosità ho provato e funziona ma è un impresa sinceramente titanica. Forse è meglio tenersi mal di testa e stomaco in subbuglio ed essere orgogliosi dei propri bagordi della sera prima… fa folklore almeno!
Tutto questo per dire che stamattina sono esattamente in queste condizioni, ma una volta tanto ne è valsa la pena… del resto quando si sconfina in Val d’Aosta il pericolo è sempre in agguato (e si chiama grappa).
 
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