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The long way home
 
 I Cult of Luna fanno ritorno a casa. Dopo aver fatto visita ai Neurosis (dei quali era palese l’ispirazione per “The beyond”), aver intrapreso un intricato viaggio con “Salvation”, con “Somewhere along the highway” si stabiliscono decisamente in Svezia, riappropriandosi alla grande delle loro origini nordiche fin dall’opener “Marching to the heartbeats” che chiama in causa alcune assonanze con i Sigur Ròs, gente che risiede ancora più a nord di loro.
 La distorsione del suono, le frequenze abbassate.
Tuttavia se con Svezia identificate neve, freddo e buio, siete fuori strada. Lungo il percorso di questo disco si incontrano case di legno, si percepisce il sole a mezzanotte, si lasciano alle spalle chilometri su chilometri in mezzo alla natura, si ammirano le foreste trafitte dai raggi solari che evidenziano il pulviscolo atmosferico, si respira a pieni polmoni. Incantesimi solo di rado spezzati dal grido inquietante del cantante che giunge roco a fare da contraltare alla maestosità dei paesaggi messi in musica. “Finland” sembra aver metabolizzato la lezione degli Isis di “Panopticon” senza lasciare però dubbi circa il fatto che si tratti di una citazione momentanea, poiché mai come ora il gruppo scandinavo dimostra di avere personalità e consapevolezza di se stesso. “Back to the chapel town” si dimostra perfetta colonna sonora per una solitaria camera appoggiata sul parabrezza a catturare immagini senza sonoro. E da qui in poi lasciatevi trasportare su strade solitarie, una volta tanto… non state a chiedervi nulla, poiché la guida sarà consapevole della via, sognante e suggestiva nei paesaggi: notturni ed agresti in “With her came the birds”, imponenti, scoscesi ed a tratti rarefatti in “Thirtyfour”, avvolgenti, crepuscolari ed ampi in “Dim” fino a giungere al culmine nell’ultima traccia (“Dark city, dead man”) dove tutto si intreccia e si disperde lungo i minuti che passano con calma, lasciando che il pensiero vaghi attraverso le lande assolate ma pur sempre desolate e, per questo, traboccanti di spazio per anime. Quando è risuonata l’ultima nota alzate gli occhi un’ultima volta, c’è un cartello con il nome della vostra città: siete a casa. Anche voi.
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