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  Ieri sera ha avuto finalmente luogo uno dei concerti che ho atteso di più. Da quando avevano disdetto la data con Ozzy (un concerto del genere avrebbe sinceramente messo a dura prova le mie coronarie) ho atteso la loro discesa in terra italica spasmodicamente, quasi contando i giorni. E finalmente il momento è arrivato. Mi è sinceramente dispiaciuto non aver potuto godere della cosa con il mio altro solito compagno di avventure, scindendo forzatamente il duo degli inavvicinabili, il mio cuore era comunque anche con il mitico amico Oltranzista, trattenuto da inderogabili impegni lavorativi, spero ci rifaremo il 2 di Luglio a Cuneo con gli altrettanto mitici Napalm Death.
 Allora accetto l’invito di Fabris (leader dei sempre più lanciati Fabris e i Malis, a presto, spero, su my space) ed insieme ci dirigiamo verso il come-diavolo-si-chiama Forum di Assago. Tutto nella norma per quanto riguarda il viaggio, io da buon paranoico avevo preso il biglietto in prevendita, lui lo ricompra ad alcuni ragazzi di Cecina pagandolo 25 €, buon per lui. Soliti ritardi all’ italiana per aprire i cancelli, giusto quella mezz’oretta per far arrabbiare per bene i presenti, decidiamo di optare per le gradinate per seguire il concerto con calma, a ciò fa seguito un’interminabile attesa di circa due ore durante le quali il suddetto cantante fa di tutto per dare sfogo al suo tabagismo, finendo clamorosamente le cicche e scroccando a destra e a manca, senza perdere occasione di farmi notare la presenza del sesso femminile presente che, ne convengo, era notevole… in particolare un paio di creature fulvocrinite che non hanno mancato di attirare la mia attenzione con la loro avvenente persona (non nascondo la mia preferenza in merito).
 Parlerò poco del concerto in sé, anche perché è mia ferma convinzione che sia necessario esserci di persona ad un concerto dei Tool, difficile spiegarlo a parole (inoltre io sono di parte: è bene non dimenticarlo). Sottolineo in primis qualche fatto: il concerto è stato impeccabile dal punto di vista strumentale e visivo: loro (TUTTI e quattro) sono dei MOSTRI di bravura, non è possibile parlarne in altri termini, una rodata e complessa macchina da concerto che non sbaglia un colpo, i filmati proiettati alle loro spalle seguono la falsa riga dei loro “videoclips” (le virgolette sono assolutamente d’obbligo): enigmatici ed inquietanti e aggiungerei anche coinvolgenti ed assolutamente in tema con la musica. Per me, che ho sempre considerato i loro dischi come un “corpus” unico, è stato molto difficile riconoscere i singoli brani: la scaletta è stata comunque piuttosto equilibrata con un’attenzione particolare (com’è ovvio che fosse) all’ultimo lavoro pubblicato (eccezionale la chiusura affidata a “Ænema” ed anche “Sober” fatta seguire a “Right in two”) con poche piccole modifiche, attuate soprattutto per le parti di batteria.
 Ferma restando dunque l’ottima impressione destata dai musicisti, occorre, al solito, sollevare qualche riflessione. Fabris (amante dei performers che coinvolgono il pubblico in maniera evidente) si lamenta più volte del fatto che Keenan canti per la maggior parte del tempo spalle al pubblico restando in secondo piano vicino alla batteria e che, anche gli altri musicisti, siano piuttosto introversi (come se gli introversi non avessero diritto di esprimersi in musica). Io su questo dissento su tutta la linea. Ogni artista ha il suo modo di esprimersi ed i Tool lo fanno con le immagini e con la musica soprattutto, sono uno dei pochi complessi che basa i suoi concerti su questo e non su pose coreografiche, dal mio punto di vista è una scelta ammirevole, considerato che io sono un fermissimo sostenitore della sostanza anziché della forma. Non considero un segno di mancato rispetto vedere la schiena di un cantante, se apprezzo la sua arte rispetto anche il suo modo di proporla, visto che egli l’ha concepita è soprattutto sua la scelta. Poi si sa che è un tipo particolare: si presenta sul palco a petto nudo, occhiali scuri, jeans, cappello da cow boy, taglio improbabilmente mohicano (posticcio?) e cintura con un revolver come fibia, fate voi… il bello dei Tool è comunque anche il fatto che sono uno dei pochi gruppi in grado di far discutere i propri fan, anche nel modo di proporsi cosa che succede sempre più di rado, se proprio devo muovere loro una critica essa riguarda piuttosto l’assenza di un agognato bissettino, quello sì.
 Detto ciò passo agli aspetti negativi (ma contingenti) che hanno segnato la serata. Voglio subito esprimere il mio disprezzo nei confronti di chi ha progettato le tribune del forum… se non sei una specie di puffo e superi in altezza il metro e sessanta è insostenibile starci! [parolacce assortite] E’ possibile una cosa del genere?! Se il gentilissimo Fabris non mi avesse ceduto il suo posto, che era proprio davanti ad un sedile libero, sarei morto! E a quel punto sarebbe stato impossibile spostarmi sotto. Al diavolo!!
 Inoltre mi piacerebbe proprio sapere che fine ha fatto il gruppo di supporto… con 36€ di biglietto, mi sembra il minimo che ci fosse, anche perché era annunciato (si parlava degli Jesu) e poi nemmeno l’ombra, boh! Miracoli della rinomata Live, che annuncia orari di apertura cancelli ed inizio concerto, evidentemente a caso…
Pazienza, nonostante questo, è stata una serata che ricorderò a lungo… grazie Tool ed alla prossima!!
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