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Ne resterà soltanto uno!
 
 Oggi mi è arrivato l’ennesimo invito ad un matrimonio, un altro amico e compagno di università sta per procedere al passo fatidico, l’anno scorso ne avevamo mandato un altro all’altare. La cosa mi lascia assolutamente apatico. Dovrei gioire per i miei amici, invece bah, diciamo che non provo nulla. Fortuna loro se hanno trovato un degna persona con cui condividere l’esistenza (dal canto mio, più vado avanti più mi convinco che per quel che mi riguarda sia una pia illusione e che morirò come sono nato: DA SOLO), questo mi fa felice, il resto è coreografia, non mi tange… a parte per il vino che, solitamente, scorre a fiumi in queste circostanze… qualcosa di positivo dovrà pur esserci, in fondo…
 Non mi serve l’autorizzazione di un Sindaco (meno che mai di un Prete) per voler bene a qualcuna. Non ho bisogno di vestiti, regali, parenti, pranzi e cene, fiori e cerimonie, tutto questo mi nausea. I sentimenti sono e restano una questione privata, e le mie profondità sono insondabili. Senza contare che quando un matrimonio fallisce è una tragedia e purtroppo ho davanti agli occhi anche eventi di questo genere.
 Ma non bisogna pensare al peggio e augurare di cuore ogni bene agli sposini. Sì, è l’unica cosa da fare. L’anno scorso tornai a casa con un gran mal di testa e anche qualche paranoia circa la mia incapacità cronica di reperire una compagna degna di questo nome (c’entrerà quella parolina “uncompromising” sull’intestazione del blog?), chissà stavolta come andrà. Già mi sento addosso la sensazione di ridicolo che mi assale ogni volta che indosso l’unica camicia che possiedo. Altre convenzioni che sarebbe meglio abbattere: com’è che se un povero pirla non è in camicia, non è elegante e credibile? Solo per le imprecazioni lanciate per stirarla sarebbe un indumento da abolire, poi è scomoda: si stropiccia in un nano secondo e ti strangola sistematicamente ogni volta che cerchi di abbottonare l’ultimo maledettissimo bottone, tenta in continuazione di uscirti dai pantaloni (e alla fine vince lei, la perfida, quando il tasso alcolico ti fa perdere la lucidità necessaria). La cravatta l’ho già abolita da tempo dal guardaroba in quanto orpello inutile e conformista, senza contare che ODIO la sensazione di essere preso per il collo. Mi resta il maledetto truce completo anch’egli oltre il livello massimo concepibile della scomodità.
 I migliori in bocca al lupo agli sposi, ma che siano maledette le convenzioni, l’ eleganza e chi l’ha inventata!!
 
NE RESTERA’ SOLTANTO UNO!
 
 Intanto l’età aumenta e la voglia di “adeguarmi” e “crescere” continua a non arrivare… come facciamo? Non so se augurarmelo, ma magari, prima o poi, passa di qua una valchiria immortale che, impietosita, decide di decapitarmi e di porre fine a quest’esistenza scomoda …ahahah!
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