Postato il

Carpe diem
 
Quando uscì il film “L’attimo fuggente”, ci fu una netta rivalutazione di questo motto latino che concerne il cogliere l’attimo, il non perdere l’occasione… la cosa andò avanti per qualche tempo, e quando ebbi modo di vedere il film (che trovo tutt’altro che disprezzabile anche ora) mi feci contagiare, da bravo pivello adolescente che ero, da quel modo di pensare. Feci cose che normalmente non avrei fatto (tipo dichiararmi spudoratamente alla ragazza che mi piaceva in quel momento) con esiti assolutamente disastrosi, la vita non è un film.
 Io non sono un attore e quando le cose decidono di andare storte, lo fanno. Ci sono momenti di apatia assoluta nei quali non ho voglia di fare niente e non mi smuove niente… momenti nei quali considero il distruggere una priorità assoluta rispetto al costruire, momenti in cui ogni sforzo mi sembra vano e poco importa se quest’esistenza è l’unica della quale siamo certi e quindi l’unica possibilità di essere vivi su questo pianeta.
 Siamo sicuri che si possa essere vivi su questo pianeta? Ed essere vivi cosa significa? Per vivere servono soldi, per avere soldi serve un lavoro. Per avere un lavoro necessiti di una buona dose di culo, un GRANDISSIMO calcio nel suddetto culo (siamo onesti, suvvia, nessuno lavora senza l’interessamento di un santo in paradiso) e solo a molti Km di distanza vengono intelligenza (è un arma a doppio taglio, non dimentichiamolo), studi e cultura (chi ignora le cose è molto più manipolabile), propensione al ragionamento e attitudini varie. E’ dunque da invidiare chi lavora? Solo perché avrà meno problemi materiali nella vita, poiché comunque sono da contare sulla punta di una mano coloro che provano soddisfazione a lavorare… E’ dunque possibile stimare qualcuno in base al possesso di una gran somma di denaro? Non direi, generalmente ci sono dietro sfruttamenti e furberie, per non parlare di fenomeni di servilismo. Sono da invidiare le coppie consolidate? Alcune sì. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di rapporti logori, di convenienza, cresciuti all’ombra della solitudine strisciante, di vittime maldestre dell’orologio biologico (sia maschile che femminile sia chiaro). Fa paura vero? Eppoi, ad un certo punto occorrerà pure mettere ordine nella propria vita: famiglia, auto, casa, figli e… (brividi che corrono lungo la schiena).
 
 Scegliete la vita e poi chiedetevi chi cazzo siete la domenica mattina.
 
 Routine, routine, routine… non c’è nulla di reale in questo, non c’è passione, solo il lento degradarsi di un modo di fare che conduce al collasso.
 Come si fa a basare la propria vita su queste cose? Proprio perché è unica dovresti basarla su ideali più nobili ed unici… nessuno lo fa, prima o poi ci cascano (quasi?) tutti.
 
Quante persone hanno un’automobile perché devono spostarsi?
 
Quante un telefono perché hanno qualcosa da dire?
 
Quante dei figli perché amano il compagno/a con cui li hanno fatti?
 
Quante una casa per ripararsi da freddo e pioggia?
 
Quante dei vestiti perché hanno freddo?
 
Quante un lavoro che le gratifichi?
 
 Si fa presto a dire “Cogli l’attimo” quando in quell’attimo non c’è nulla che sia il caso di cogliere… sta svanendo il senso delle cose. Inesorabilmente. Per questo si diventa fantasmi sulla terra, ribelli senza una causa e si brucia la propria gioventù, senza scampo, si intuisce il disagio ma non è possibile porvi rimedio. Sta scadendo il tempo e spero di godermi l’implosione. Si salvi chi può.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...