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Walk the line
 
In quest’oceano di solitudine, c è il mio vestito nero abbandonato su una stampella, pronto per qualche funerale, forse. Ho conosciuto la confusione. La prigione di ogni uomo, ho tastato i denti della sega. E amato. Una volta sola. Naufragavo nei suoi occhi, l’accarezzavo con lo sguardo mentre dormiva, adoravo ogni suo movimento. In un sogno che si è infranto mille e mille volte. Nel fondo di ogni bottiglia ed ogni volta che tornavo a casa per ritrovare la mie speranze in frantumi ancora. E la mia voce che insegue la linea. Ho rigato dritto perché sei mia e sono caduto nel tuo cerchio di fuoco che mi ha incendiato l’anima che ancora brucia.
 
A volte i sogni diventano realtà
 
Secondi solo alle note che tentano di descriverli
 
Altre volte i sogni ti fanno schiavo
 
Di un ideale crudelmente fragile.
 
Ho solo cercato di vivere lontano da qui. Perché so che questo posto non è per me.
 
Sono nato in giugno, ma dov’è la mia June?
 
[In amorevole ricordo di June e Johnny Cash]
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