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To Asgaard we fly!
Annichilente week-end pt.1
 
 Il duo degli inavvicinabili ha colpito ancora! Questo week-end rappresentava indubbiamente uno dei progetti più ambiziosi mai portati a termine dai nostri. Infatti la due giorni di concerti poteva minare il loro stato psico-fisico ben più duramente di quanto ha fatto in realtà. Il primo dei due appuntamenti prevedeva un festival di death metal svedese in quel di Milano, al Transilvania live per la precisione. L’appuntamento era pressoché impedibile perché difficilmente ci sarà data nuovamente la possibilità di assistere ancora ad un concerto del genere con impegnate leggende come Grave, Unleashed, Entombed e Dismember, nell’ordine esatto nel quale le ho citate. I nostri si armano di “rustico mezzo” (un epico fiorino dal fragrante aroma di crisantemo appassito) e, dopo una mezza sfida al palet, si dirigono in quel di Milano provvisti di abbondanti libagioni tra le quali panini, birre, thè caldo in appositi thermos ed anche un fornelletto per prepararsi un ottimo caffè “da campo”.
 Il viaggio verso Milano si svolge su un’autostrada sempre più improbabile sulla quale si notano inquietanti cantieri, sinistri moncherini di cemento armato che emergono dalla nebbia e rampe cementificate dalle traiettorie sghembe nemmeno si trattasse di uno scenario di wipe-out! Manco a dirlo la viabilità fa pena, e lo constateremo abbondantemente anche il giorno successivo quando, tornando da Torino, ci troviamo costretti a percorrere una pericolosissima monorotaia di asfalto delimitata da guardrail di cemento ad entrambi i lati. Ciò nonostante arriviamo a Milano dove sta per svolgersi l’incontro Milan-Roma… aiuto! Il Transilvania si trova in zona e raggiungerlo diventa un’impresa ardua: vigili, deviazioni, scarsa conoscenza del luogo ed incontinenza a causa birra non aiutano di certo… eppure, dopo vari svarioni, ci siamo finalmente!
 La gente fuori dal locale sembra essersi fermata all’inizio degli anni ’90 (che gioia!) facciamo un po’ di coda incontrando il druido (parentado Oltranzista) che come al solito si è portato dietro buona parte della sua solita crew, poi ci accorgiamo che, avendo già i biglietti, ce la possiamo risparmiare ed entriamo (tra l’altro paghiamo, con diritti di prevendita, 23€ mentre chi entra senza biglietti pare abbia pagato 25€, mah misteri!). La bramosia di magliette dell’Oltranzista rimane insoddisfatta a causa della presenza di sole taglie XL (la sacrosanta rivincita dei panzari!) così ci assestiamo su un impalcatura strana a lato del palco… dopo qualche istante l’amico mi prega di guardare sotto un telo alle nostre spalle… beh, c’era una teca con dentro un pitone albino! Inquietante come presenza, ma a mente fredda mi sono ricordato che i serpenti sono sensibili alle vibrazioni del terreno… pensate un po’ cosa deve aver passato con un concertone di death metal sulle spalle… povera bestia, mi spiace.
 Un altro paio di avventure tra gente che vomita e vari personaggi scardinati e ci siamo… stranamente nell’audience si notano personaggi latino-americani (mi sarei aspettato di tutto ma degli equadoregni fan del del death metal proprio no!!) e spagnoli… inizia un gruppetto di apertura buono giusto per scaldare gli animi, io per la cronaca avrei preferito veder suonare di più i protagonisti… poi tocca ai Grave aprire le danze, a distanza di tutto questo tempo era lecito aspettarsi un cedimento, invece va detto a favore di tutte e quattro le band intervenute che hanno spaccato di brutto! Ola, il cantante si presenta con tanto di maglietta dei Celtic Frost (grande!!) e sciorina una striminzita scaletta colma però di pathos, tanto che si alzeranno a lui i cori “grave, grave, grave!!!”, un buon concerto sebbene troppo breve e si giunge alla conclusione con il classico “Into the grave”… bello.
 Va detto che in un posto così piccolo, ospitare quattro bands con al seguito crews, banchetti non è cosa da poco… mi aspettavo casini nel cambio di palco, attese interminabili… invece non ho nemmeno il tempo di scambiare due parole con una cara amica rincontrata per l’occasione, che vengo zittito dagli Unleashed!! Tra tutte le bands forse questa è quella alla quale tengo di meno, hanno atteggiamenti e testi fin troppo enfatici, tanto che mi sembrano un po’ troppo pacchiani… eppure coinvolgono tutti ed anche il sottoscritto si lascia trasportare dalla sacrosanta voglia di spaccare tutto!! I Vichinghi si impadroniscono del palco e non si contano headbanging furiosi (i miei??), mani innalzate con corna e pare anche che i sudamericani si diano da fare a pogare come matti… l’epilogo si ha con Johnny (il cantante) che spunta bevendo birra da un corno (!!) preso chissà dove dietro al palco.
 Adesso viene il bello perché si tratta di Entombed!! Ero più che scettico su di loro visto che della formazione originale rimangono solo il chitarrista Alex Hellid (che cela la capoccia sotto un berretto di lana… a fine concerto avrà come minimo il cervello lesso, visto che lo abbassa anziché toglierlo!) ed il cantante Lars Goran Petrov… ed anche per il fatto che il loro nuovo corso musicale non mi piace più di tanto. Ebbene mi hanno zittito! Se attaccano con “When in Sodom” dal loro ultimo ep e già mi sento un tantino deluso, bastano un paio di pezzi a far riaffiorare il sorriso: la scaletta infatti risulterà pregna di pezzi dai loro primi tre albums (che restano i migliori) eseguiti anche con una certa perizia nonostante siano rimasti orfani di un chitarrista… e allora mi lancio… e non ce ne sarà più per nessuno!! Riconosco gemme come “Left hand path” (il delirio!!), “Supposed to rot”, “Out of hand” ed altre grandi canzoni che mi rendono assolutamente soddisfatto, gli anni scavano il volto di Lars, ma è inarrestabile e da tutto, senza risparmiarsi, ed alla fine sembra assolutamente contento anche del feedback dell’audience… il tempo di tirare il fiato ed è ora di sottoporsi a smembramento!
 I Dismember paiono in ottima forma, sciorinano un repertorio assolutamente brutale: l’apertura è riservata a “Where the ironcrosses grow” ma poi, restano assolutamente in tema con la serata e vanno a ripescare vecchi classici come “Casket garden”, “Skin her alive” e soprattutto l’attestissima “Skinfather” (altro delirio), con un divertimento collettivo assolutamente trascinante. La parola è quanto mai corretta: infatti i nostri a fronte di testi truci e crudi sfoggiano gran sorrisi, si prestano a gags e scherzano col pubblico come succederebbe a una normale riunione di amici… testimonianza del fatto che certi concetti facciano certamente parte del loro immaginario, ma vadano anche presi con ironia e non certo interpretati letteralmente. Matti Kärki sembra in ottima forma con tanto di barbone e doverosa panza da birra, Fred Estby fa delle facce improponibili dietro la sua batteria ed anche David Blomqvist, nonostante stia combattendo una lotta perduta con la calvizie (un po’ come L.G. Petrov) sembra perfettamente a suo agio divertendosi e sputando addosso al pubblico una serie di riffs memorabili… i nuovi arrivati, infine, sembrano assolutamente inseriti (peccato per il buon Richard Cabeza!). Chiude alla grande “Dreaming in red”, con anche (unica band a farlo) un piccolo bis e ci accorgiamo che purtroppo la serata è volata in un soffio… qualche chiacchiera, un thè in compagnia e siamo già sulla strada del ritorno.
 Tappa obbligatoria l’autogrill di Novara: per mangiare qualcosa e preparare un caffè al volo… si narra che, durante la preparazione, l’Oltranzista sia stato avvicinato da un oscuro personaggio di origine partenopea che, rifiutando una “tazzulella ‘e caffè” prontamente offerta dal nostro, desiderasse in realtà aspirare del gasolio dal nostro serbatoio… MAH!
 Ora è tempo di pensare al domani… ci aspettano Tool e Mastodon occorre recuperare le forze… un altro report a breve… HELL YEAH!!!.
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3 pensieri riguardo “

    Yoursecretplace ha detto:
    20 novembre 2006 alle 15:15

    bella recensione, mi hai fatto quasi rimpiangere di non essere andata, anche se non vado pazza per quel genere. aspetto impaziente il report sui tool 🙂 io li ho visti lunedì scorso, gran bello spettacolo ma…. non dico niente, aspetto il tuo resoconto 😉
    un saluto

    drunkprincess ha detto:
    20 novembre 2006 alle 17:54

    pitoni albini?
    Corni pieni di birra??
    napoletani che rifiutano la tazzullella ‘e cafè???
    ma dove sei finito????
    🙂

    Nxero ha detto:
    21 novembre 2006 alle 19:46

    @ Yoursecretplace: Grazie! Io mi diverto a narrare le avventure degli “inavvicinabili” (una vera e propria saga!!)… in fondo il senso della cosa sta tutto lì, non avevo mai pensato potessero piacere a qualcuno, ma ne sono contento! A te i Tool, ora… che ne dici?!

    @ Drunkprincess: Ahahaha!! Le avventure degli inavvicinabili sono sempre mirabolanti!! Essi sono gli eroi delle situazioni “malate” come direbbe L’Oltranzista… 🙂

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