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Cut my love right in two!
annichilente week-end pt.2
 
 Dopo una serata passata a farsi fresare l’apparato uditivo da quattro leggende del death metal svedese, il giorno dopo doveva essere votato al riposo assoluto direte voi… ma gli inavvicinabili rispondono no su tutta la linea. Ora tocca ai Mastodon ed ai Tool! Incuranti del dolore diffuso al collo per il troppo headbanging della serata precedente, con le mani perennemente inchiodate a fare le corna ci si getta ancora nella mischia. Il “rustico mezzo” si muove infine verso Torino con buoni propositi e programmi… senz’altro uno show memorabile con la flebile speranza che finisca in tempi urbani per non essere zombies più del dovuto il lunedì sul lavoro. Purtroppo la confusione la fa ancora da padrona (noi siamo gente della vecchia scuola!!!) e sbagliamo uscita alla tangenziale… attimi di panico poi, grazie a dio, torniamo sui nostri passi e troviamo la via per il mazda palace con qualche paranoia in più della quale avremmo volentieri fatto a meno, dribbliamo più o meno agevolmente i soliti parcheggiatori abusivi e bancarellisti selvaggi ed entriamo. Per la prima volta mi capita di patire il freddo ad un concerto… il posto è gelido e la security è composta da rompiscatole professionisti che gettano acqua sulla folla, ti piantano luci in faccia… MAH!
 Gli attesissimi (almeno da me) Mastodon tengono il palco egregiamente offrendo un buono show (Brann Dailor è veramente un MOSTRO, non solo su disco!) dimostrando un’ottima coesione ed intesa… estratti da “Blood Mountain” e “Leviathan”, tra i quali spicca un’ottima “Hearts alive”, giustamente posta in chiusura. Bello lo sarebbe stato soprattutto se avessero potuto usufruire di suoni appena decenti. Purtroppo invece da questo punto di vista proprio non c’eravamo per niente: si distinguevano male e poco gli strumenti, distorti e fin troppo rombanti nei bassi… al punto che ho potuto accorgermi della bravura del batterista solo guardandolo con attenzione… che cosa indecorosa, per un gruppo talentuoso come questo!
 Amareggiati e preoccupati che la cosa possa ripetersi con i Tool… attendiamo, più o meno fiduciosi, l’inizio della prova di Maynard e soci; personalmente covavo l’illusione di conoscere almeno un po’ lo show avendoli già visti in giugno, invece mi sorprenderà in pieno!!! Se la scaletta non differisce molto dal concerto milanese, i video di Adam Jones sono TUTTI diversi e, manco a dirlo, bellissimi! Al punto che l’Oltranzista mi passerà la mano davanti agli occhi durante il concerto per vedere se qualcosa riesce a distogliere la mia attenzione dal palco… si aggiungono anche giochi di raggi laser, per quanto questo mi ricordi una strofa di una canzone di Battiato… Danny Carey è uno spettacolo per conto suo, Jones e Chancellor sai sistemano ai lati del palco mentre Keenan esce indossando una maschera antigas con microfono incorporato che terrà per tutta la durata del concerto… che posso dire… a me fanno impazzire! I suoni si sistemano come per miracolo e le canzoni escono pulite e trascinanti come non mai: anche meglio di come avevano fatto in quel di Milano. Impressionante anche il muto sfoggio di accendini accesi durante la pausa, niente a che vedere con la solita pacchianata rock… semplicemente loro seduti sul palco con Justin che regge un accendino e tutto il pubblico che lo imita in un silenzio quasi religioso.
 Sempre più persone sembrano lamentarsi di annoiarsi con la loro musica e rimproverano loro di non avere un rapporto con il loro pubblico. Avranno i loro buoni motivi ma io non comprendo queste critiche e raramente un concerto mi ha coinvolto di più… quanto al rapporto col pubblico… cosa vi aspettate? Che vi dicano “su le mani” o cose del genere?? Per cortesia! Lo scambio di energia tra palco ed audience era assolutamente tangibile… se non ve ne siete accorti problemi vostri.
 A fine concerto, dopo aver visto il batterista dei Mastodon confondersi tra il pubblico a seguire lo show (ma l’abbiamo riconosciuto ed elogiato solo noi!?), sembra di svegliarsi da un bellissimo sogno, nel modo più brusco possibile: subito fuori dal mazda palace ci accoglie una selva di venditori ambulanti che strillano, alziamo gli occhi e siamo circondati da palazzoni squallidi tipo russia anni ’60! Aiuto! Siamo ritornati sulla terra! Scappiamo via veloci e, dopo una pausa rifocillante a Cigliano ci avviamo al riposo (magro) dei guerrieri, consci che difficilmente passeremo ancora un fine settimana del genere a breve…
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