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Another dimension
 
Esistono dischi di musica e dischi di suoni. Esistono evocazioni ed esistono canzoni. Esistono composizioni nate apposta per destabilizzare, urtare, decomporre (o sovrastrutturare) il suono e la sua percezione, nonché le emozioni e le sensazioni che può suscitare…. Senza fare discorsi sul merito, se sentite di non appartenere a questo spazio forse un brano o un disco intero possono aiutarvi ad uscirne. Come non restare turbati da “Echoes” dei Pink Floyd quando lo si suona per la prima volta? Sconvolti da “Headcleaner” dei maestri Einstürzende Neubauten… oppure dal loro mefistofelico “Faustmusik”? Come pure da “Jesus’ blood never failed me yet” di Gavin Bryars o, se, vogliamo mantenerci elettrici, dalla seconda parte di “Stoner Witch” dei Melvins, da “The Eye of Every Storm” degli imprescindibili Neurosis… fino a giungere all’alienazione massima di “Jerusalem” degli Sleep. Ebbene ieri ho acquistato un cd che promette bene in questo senso, ovvero il prodotto della collaborazione tra le entità sunn 0))) e Boris. Necessito senz’altro di un ascolto più attento e concentrato: in questi casi mi sento di affermare che non è possibile ascoltare questi lavori senza essere nel giusto stato d’animo, ed in questo sta la loro forza… nel non poter essere ascoltati se non in momenti di particolare predisposizione. Quasi che quelle onde sonore non fossero in grado di venire assimilate correttamente se non in particolari occasioni. Ciò rende il lavoro di questi musicisti interessante, poiché il loro talento consiste proprio nel condurre l’attenzione dell’ascoltatore attraverso un percorso assolutamente libero, ma inizialmente ostico (quasi repellente) se non si riesce ad abbandonare una certa idea preconcetta (e preconfezionata) di musica legata a quello che alcuni identificano nelle cosiddette canzoni.
 Chiaro che in assenza di regole e canoni il confine tra capolavoro e infima qualità sia sottile quanto una linea immaginaria, tale linea però, pur essendo sottilissima, è quanto mai importante poiché rappresenta colui che ascolta e le sensazioni che egli è in grado di cogliere… come dire che, in questi rari episodi sonori, viene dato un sonoro calcio ai giudizi obbiettivi per porre l’attenzione solo su quelli soggettivi, ponendo in primo la personalità e la sensibilità di chi avverte i suoni nell’etere: mi pare un risultato tutt’altro che trascurabile. Ora vado ad ascoltare meglio il prodotto di questo ensemble di pazzi…
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6 pensieri riguardo “

    NeroVero ha detto:
    4 gennaio 2007 alle 18:03

    allora qui i casi sono due:

    – o fai il giornalista musicale
    – o vorresti farlo

    … in ogni caso, tu DOVRAI scrivere per me! More details to come 😉

    drunkprincess ha detto:
    4 gennaio 2007 alle 19:59

    allora mi sento di consigliare (sempre se non arrivo tardi, e visto “l’articolo” non mi stupirei): Pranzo Oltranzista di Mike Patton.
    Ostico, quasi repellente all’inizio, da ascoltare solo se il momento è propizio, tutto come dici tu, e poi nella follia generale è bellissimo.
    🙂

    mr.roark ha detto:
    5 gennaio 2007 alle 14:24

    caro dottore,
    come sai la musica ostica per me rappresenta la vita!!! mi piace che tu abbia dedicato una postata su questo argomento!!!

    supporta!!!

    Nxero ha detto:
    5 gennaio 2007 alle 15:29

    Innanzi tutto grazie per i commenti, poi, nello specifico:

    @Nero vero: Ahahah! Diciamo che ho una passione notevole per la musica e mi diverte scrivere “recensioni”… comunque questa storia dei dettagli mi incuriosisce…

    @Drunk Princess: Ne ho sentito solo parlare… però in genere apprezzo Mike Patton (nonostante la parentela stretta con Zorn) quindi se lo scovo da qualche parte sarò felice di dar retta al tuo consiglio.

    @Roarche: Chetelodicoaffare? Certo che supporto! Long live the noize!!!

    drunkprincess ha detto:
    5 gennaio 2007 alle 19:23

    a rischio di fare la maestrina: il disco riprende un tipo di pranzo tratto dal libro “la cucina futurista” scritto da Marinetti (si proprio il futurista del primo novecento).
    se non l’hai ancora ascoltato non ti dico nulla, ma giuro che merita!
    🙂
    kisses

    utente anonimo ha detto:
    6 gennaio 2007 alle 10:49

    Il commento:ad un primo ascolto,potrei dire!
    “Questo se lo compra”
    Firmato(il Farinella)

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