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L’eterna ricerca
 
 Non vedo perché tutto debba sempre dissolversi, scivolare tra le dita non appena appare una parvenza di senso, non appena sembra essere in sintonia (apparente?) con quello che sei. E sembra che ogni cosa si vanti di non appartenerti e sembra che anche un microcosmo al riparo dalle brutture del mondo non possa esistere. E non esiste.
 Pulsioni pornografiche a parte, mi torna in mente Taxi Driver ed il valore che attribuisco a quel film. Da qualche parte nel mondo esiste un uomo solo, e oggi più che mai, ogni uomo è una nazione con il suo codice i suoi usi e le sue consuetudini… sempre più spesso si tratta di cose che non mi spiego, davanti alle quali resto fatalmente senza parole. Sbalestrati da mille simbolici semafori che ossessivi si ricorrono incrocio dopo incrocio, notte dopo notte, anno dopo anno. In continuo movimento, mentre tu avresti bisogno di un appiglio sicuro, di una roccia a cui aggrapparti mentre il mare in tempesta fa di tutto per ingoiarti. La cosa più pericolosa nel non trovare niente di compatibile con quello che sei è che, nonostante il valore altissimo che attribuisci al pensiero individuale, questa totale indipendenza genera inquietudine che necessita assolutamente una valvola di sfogo.
 E’ bello e nobile ergersi e rivendicare la propria personalità in faccia al mondo, ma quanto si può resistere? Quanto a lungo senza che nessuno ti venga incontro o dimostri di capire (e possibilmente accettare) le ragioni del tuo modo di porti? Se lotti per sempre sarai un imprescindibile, ma potresti impazzire prima. Potresti identificare il male con un volto e cercare di distruggerlo, se hai fortuna, questo ti verrà impedito e finirai col liberare una ragazza dai suoi aguzzini, affogando il loro squallore col sangue. Ma non tutti si chiamano Travis e vengono interpretati da De Niro.
 Alcuni si fanno possedere dal desiderio di trovare qualcuna a cui legarsi, qualcuna che sembri essere fuori dagli schemi e dalla consuetudine: è quasi una maledizione che puzza di fiori marciti in pochi metri quadri. E mille delusioni patite sembrano spingerti verso l’inevitabile conclusione che lei sia proprio come tutti gli altri volti anonimi e dozzinali nella folla, una conclusione comoda, ma non per questo distante dalla realtà, o forse sì. Tutto diventa dannatamente confuso, di una confusione assolutamente tenace, e ti perseguita non permettendoti il lusso di risparmiarti l’ennesima occhiata al retrovisore che giunge come una stilettata al cuore pochi istanti prima dell’ultimo fotogramma tutt’altro che risolutivo.
 
 

In fondo si tratta solo di un angolo…

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