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The myspace experience
 
 A volte penso che Roarche sia diabolico a suo modo (nel modo del vicino-investigatore Winston se avete visto “Broken flowers”). Dovete infatti maledire lui se queste pagine nere appaiono sul vostro schermo. Benché i blog siano un modo di mettersi in mostra –invito chiunque a negarlo!- e benché siano affetti da un certo trendismo che fa si che siano infestati di nulla, sono anche un’eccellente mezzo, aperto a tutti, per poter dire la propria: per questo mi piacciono e per questo ne usufruisco.
 Senza divagare oltre racconterò che un bel giorno il suddetto artista elettroacustico se ne esce con il suo nuovo progetto, partorito con un altro musicista di estrazione ben più ortodossa, destinato ad incidere dischi, aprire per i Liars (non tocchiamo il tasto Zeni Geva) ed altre svariate cose… e scopre il trendissimo myspace! Volete che non tiri dentro anche me? In capo a poco anche io ho il miospazio personale. E proprio qui sta la differenza: mentre per le band è un ottimo mezzo per conoscere e farsi conoscere, dal punto di vista personale l’ho trovato assai deprimente. Soprattutto perché detesto parlarmi addosso senza un motivo… studio questo, ascolto questo, mi piacerebbe incontrare quell’altro, bleah. Preferisco di gran lunga che la mia personalità emerga dai post che scrivo piuttosto che renderla immediatamente disponibile ed accessibile a tutti… a volte trovarsi la pappa fatta fa schifo, SE meritano le persone è molto meglio scoprirsele per gradi… Inoltre non mi piace come sono trattati i posts, si meritano appena un richiamino sulla pagina principale mentre dovrebbero dare l’idea della persona che li sta scrivendo, sembrano volutamente sepolti dalla frenesia di conoscere persone nuove. Non faceva per me e sono felice di averlo chiuso, che riposi in pace dov’è… io non ne voglio più sapere e spero che quella pagina non sia stata letta da troppe persone. E poi dai: fai la classifica dei tuoi amici (una cosa che francamente non facevo dalle elementari!!!), commentini tipo: scusa-grazie-prego, senza mettersi a pensare ai commenti al tuo profilo e, quindi, alla tua personalità… e chi se ne frega? tanto sono sufficientemente consapevole di ciò che sono, a che pro commentarlo? volete farmi cambiare? andiamo su, siamo seri… mio spazio non fa per me… [però sarei curioso di sapere che business enorme sia].
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0 pensieri riguardo “

    mr.roark ha detto:
    31 maggio 2007 alle 11:45

    se ti può consolare anche un sacco di musicisti chiudono il loro spazio…anzi tra un annetto myspace imploderà e io sarò lì tra le macerie!!!

    franMc ha detto:
    31 maggio 2007 alle 19:25

    Il punto è che sembra un altro mondo.
    Una volta ero collegata nello stesso momento in cui lo era Antonino Spadaccino.
    Wow.
    Non sapevo che fare.

    Seriamente parlando,io per dir la verità ho scoperto un sacco di musica su myspace so thumbs up,actually.

    franMc ha detto:
    31 maggio 2007 alle 19:31

    Uh e,Broken Flowers…
    Questo film non l’ha visto nessuno!
    Quindi,quando io cerco di spiegare Bill Murray che stringe il ragazzo per le spalle dicendo “look,i know you think i’m your father…”,il ragazzo che scappa e il tipo in macchina con la tuta (pure lui),nessuno mi capisce.
    *spoiler ends here*
    (sorry) 😛

    utente anonimo ha detto:
    31 maggio 2007 alle 20:33

    amico mio, siamo circondati da creature fantasma che ignorano la propria potenziale e vittoriosa personalità. L’unica prospettiva è la morte certa del pensiero personale. Quindi sono con te, morte ai my space, come qualsiasi cosa che persegua il pensare stupido senza azzardi critici.
    black betty

    Nxero ha detto:
    2 giugno 2007 alle 07:30

    @ Roarche: Sarebbe ora che qualcosa ti implodesse addosso ahahah!!

    @ FranMc:Uhm… Sì siamo d’accordo per la musica. Effettivamente in quel senso myspace è utile ed è un gran mezzo di diffusione. Il punto è però che quando ci si spinge sul piano personale mi sembra una sorta di discount umano: è una forma di mera esposizione delle caratteristiche personali e la cosa mi fa abbastanza pena. Eh, poi “broken flowers” è un bellissimo film… sembra assurdo ma il finale mi ha ricordato quello (assolutamente geniale) di “easy rider”… troncare la storia a quel modo mette addosso una sorta di inquetudine che ti si cuce addosso… e poi la mia ammirazione per Jarmusch perdura da anni.

    @ Black Betty: Per prima cosa è un onore ospitare un suo commento su Xerosignal! Poi sono d’accordo circa la vittoria della massificazione acefala: è una triste realtà dei giorni nostri e richiede un grosso impegno possedere lo straccio di una personalità oggi come oggi.

    NeroVero ha detto:
    5 giugno 2007 alle 20:35

    tu non ci crederai,… ma sto post è esattamente uguale a qualcosa che scrissi tempo fa (e ora fa parte dell’archivio nascosto di NeroVero… ma ora vado a riesumarlo e te lo mando in PVT!!!!!!!!) incredibboli!

    p.s. azz cmq ci sono anche io su myspace. Il modo per farlo funzionare c’è. Avere solo intorno chi conosci!

    utente anonimo ha detto:
    7 giugno 2007 alle 09:35

    Zena rules!!!
    Maino

    NeroVero ha detto:
    9 giugno 2007 alle 12:14

    …o chi l’è sto mio concittadino anonimo? X°D

    Nxero ha detto:
    9 giugno 2007 alle 16:28

    …Proprio concittadino no, però credo che abbia bazzicato abbastanza dalle tue parti… (vedi il post sul babylonia). Quant’e piccolo il mondo… specialmente se si è fanatici di google earth!!! 🙂

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