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I bleed black
(ovvero il sabato sera dell’alternativo parte III)

 Dopo aver chiesto all’Oltranzista se gli andasse una birra assieme ed averne ricevuto in risposta un rifuto causa gita in montagna la mattina successiva, quella sera, esco da casa sua con un cavolo in una busta che porto a casa.
 Era da tanto che non camminavo per le vie del paese all’imbrunire. Guardare le ombre allungarsi e poi confondersi col buio su questi muri familiari e consueti, lungo queste strade spesso battute, fa freddo e penso che l’inverno è tornato finalmente dopo quel ridicolo sussegursi di giorni tardo-autunnali che ho dovuto patire lo scorso anno. L’inverno è tornato, non so se avrò la fortuna di rivedere la neve o se mi porterà la pace ed il raccoglimento di cui avrei tanto bisogno, ma questo amico almeno mi ha fatto visita, graffiando, come al solito, le mie guance con il suo alito freddo. Cammino, un passo dopo l’altro verso casa, prima strade asfaltate e poi sentieri sterrati e conosciuti tra le vecchie case dai mattoni rossi, il paese si addormenta lento.
 Ed io per dirla con Dostoevskij, mi ritiro nelle mie stanze. Consumo la cena considerando che per l’ennesima volta non c’é nulla da fare, nemmeno stasera. E poi sono stanco, sono sempre davvero a pezzi nel fine settimana, sarà anche perchè, nonostante il lavoro attenda il giorno dopo, esco spesso su settimana, eppure ho le gambe pesanti. Riascolto, mi era venuta in mente giorni fa, "I bleed black" dei St. Vitus e poi mi do in pasto allo schermo inframmezzato da varie considerazioni, letture, pensieri. Non succede niente, non c’è un posto dove io voglia andare… so che un conoscente farà il dj in un locale di "fighetta" dove ho già avuto il dispiacere di mettere piede… tenterà di far digerire alla sua audience tardo-adolescenziale una scaletta rock (o pseudo tale), sarei anche curioso di vedere di nascosto l’effetto che fa, ma mi blocca l’idea di essere da solo a farlo (in due si ride molto di più) e anche il locale dove tutto questo avrà luogo. Considero l’ipotesi di un bel film al cinema, ma l’idea si estingue rapidamente al pensiero che io possa cadere clamorosamente addormentato durante la proiezione. A monte anche questo, a che serve una vita sociale infarcita di nulla? Guardo un pezzo di una di queste serie moderne… uno sterile palliativo, un pezzo dello show di Luttazzi…  e poi decido di salire a scrivere tutto questo sul blog. Un post inutile, se non altro scritto ascoltando il nuovo disco degli OM. Forse l’unica cosa degna di nota nella serata. Io sanguino nero.

Open my veins
I do it everyday
I live in a dark world
Where death is just an L.A. game
Feelings of caring
Are something I lack
Slice me wide
I Bleed black
No one comes close
Nobody dares to care
I can tell by their eyes
They are just a bunch of fucking
Unaware squares
They can’t tell just where I’m at
Slice me wide
I bleed black
They say I’m crazy
I should be locked away
But no bars can hold me
Still spread my decay
Hurt my bad side
I’ll make you crack
Slice me wide
I bleed black
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