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John Garcia

 Solo a sentir nominare questo nome mi vengono alla mente molti ricordi… soprattutto il rammarico di non aver mai visto i Kyuss dal vivo, quando ne avrei avuto l’occasione. Grazie al locale biellese Babylonia li vidi "a pezzi", nel senso che riuscii a vedere, nel giro di pochi anni,  i due gruppi di Josh Homme  (i Queens of the stone age) prima e di John Garcia  (gli Unida) poi,  in questi due gruppi c’erano anche molti musicisti che avevano fatto parte dei grandissimi Kyuss…  ma non è proprio la stessa cosa.
 Comunque me li ricordo entrambi come persone che non disdegnano affatto il contatto col pubblico, prima del concerto mr. Homme (un tantino alticcio, in verità) era lì a sfogliarsi i vinili nelle bancarelle, arricchendo senz’altro la sua collezione, mentre il cantante se ne stava, rigorosamente vestito in nero, appoggiato ad una colonna del locale sorseggiando scadente birra in lattina, mentre ascoltava il gruppo di supporto.
 Ebbene, la carriera post-kyuss del nostro è stata di sicuro piuttosto travagliata, un bellissimo ep con gli Slo-burn (mai rimpianti a sufficienza dall’ Oltranzista), qualche progettino estemporaneo (Jmj, tanto per citarne uno), una band, gli Unida, capace di muoversi sulla scia desertica della sua prima band, che ha tuttavia incontrato innumerevoli problemi a pubblicare il suo secondo lavoro (a tutt’oggi mi risulta ne esista una sola oscura edizione in vinile) ed un’altra più fieramente rock: gli Hermano dei quali è uscito da poco il nuovo cd "…into the exam room".
 Il disco sinceramente merita ed è in grado di dare una sana rinvigorita al genere, restando sincero e leale come pochi.  Quando finisce nel lettore  l’opener "Kentucky" sembra rimandare fin troppo ai "cugini" QOTSA…  tanto da lasciare un tantinto perplessi,  poi però il disco  prosegue sui suoi binari  e lascia  intravedere  un’anima propria dove la personalità non si è persa, ma nemmeno si dimentica della sua provenienza. Mi vengono in mente alcuni riferimenti al grunge, altri a quel bellissimo (e, purtroppo, snobbato) disco che fu "Beyond good and evil" dei Cult, ma la creatura di John si regge in piedi da sola: questo é un disco di rock, finalmente, ne sentivo la mancanza…
 
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2 pensieri riguardo “

    utente anonimo ha detto:
    20 dicembre 2007 alle 22:33

    Bel dischetto…. speriamo in un luminoso futuro!
    E Jesu??? non ci sono potuto andare e tu?
    Maino

    Nxero ha detto:
    22 dicembre 2007 alle 11:24

    Sono contento che concordi sul disco degli Hermano! Per quanto riguarda i Jesu… ehm… ho volutamente sigh! tralasciato di parlarne… siamo bersagliati dalla sfiga in tema di concerti quest’anno!

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