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Brera

 Nel vano tentativo di scacciare il pensiero dell’ultimo sabato libero prima di tornare nella bolgia lavorativa, parto con l’Oltranzista alla volta di Milano per visitare la Pinacoteca di Brera. E parlando di questo luogo non possono che tornarmi in mente mille ricordi e mille fantasmi. Mi ricordo dello studente di ingegneria che, sentendosi inadeguato alla scuola che stava frequentando, saltava, nel limite del possibile, le lezioni di fisica per seguire quelle di estetica a 130 chilometri di distanza… mi ricodo del mondo che gli si dischiuse davanti, mi ricordo della passione nei suoi occhi (e non solo nei suoi), mi ricordo di un mondo che non esiste più ma che in quegli anni mi mostrò il suo volto più radioso.
 Quando scendiamo dalla metropolitana, alla fermata montenapoleone della linea 3, Milano non sembra troppo diversa, in particolare sembra solo ieri che percorrevo questi marciapiedi sbilenchi pregno di un fervore che non sono mai riuscito a provare ancora. il cielo sembra una spessa coltre di piombo, scende una pioggia quasi svogliata. Non sbaglio strada (anche se a noi provinciali Milano sembra un grosso labirinto a pianta gotica) via Borgonuovo e poi via Fiori oscuri. Ci siamo. La facciata è coperta da impietose impalcature, ma è ancora tutto lì.
 Invito l’Oltranzista a farsi un giro per i corridoi dell’ Accademia, tanto per vedere che effetto fa… e fa un gran effetto. Adoro quel posto, le volte altissime, la luce fioca che si espande dall’alto, i gessi (purtroppo irrimediabilmente rovinati), le finestrone, le bacheche sempre piene di annunci, a volte anche in contrasto tra di loro. Questa é l’accademia, questo era il mio modo di non finire seppellito da dimostrazioni e teoremi. In particolare mi ricordo di una volta che assistetti ad un esame… mi sembrava incredibile che agli allievi venisse chiesta, finalmente, la LORO opinione circa questa e quella opera d’arte… avrei tirato fuori dei soldi di tasca mia perchè qualcuno mi interrogasse a quel modo! Io che ero abituato ad essere una sorta di "macchina per l’assimilazione di nozioni del tutto impersonali" restai di sasso quando vidi che gli esaminandi prendevano la cosa con un distacco svogliato, quasi annoiato, come se fosse una sorta di routine che li aveva ormai stancati. Si fecero scrivere il loro 26 sul libretto. Per loro era normale, per me sostenere quell’esame sarebbe stato una importante riaffermazione del mio se, un modo per esistere finalmente in quanto individuo dotato di opinioni e di intelletto. Mentre se ne andavano avrei voluto prenderli per le spalle e scuoterli: vi rendete conto? Finalmente potete confrontarvi con l’arte! Finalmente venite valutati per le VOSTRE considerazioni ed opinioni… entrate a far parte del gioco! A me sembrava esattamente tutto quello che avevo sempre voluto da un sistema educativo, ma che non avevo mai osato chiedere. Tutto l’ambiente mi sembrava assolutamente provenire da un’ altra galassia. Eppure i tre studenti esaminati assieme se ne andarono via quasi mesti e rassegnati, ed io rimasi lì a vedere i prossimi con un enorme punto interrogativo sul capo…
 Tuttavia ora è tempo di far tacere questi e mille altri ricordi, andiamo a bere un caffé al desertissimo bar dell’accademia e poi ci fiondiamo al piano superiore prima di farmi definitivamente seppellire dalla malinconia. Anche la Pinacoteca è quasi come me la ricordavo, con la sua illuminazione che sfrutta (quasi sempre) la luce esterna, e i suoi molteplici capolavori. Ora, come allora non posso fare a meno di restare incantato da cotanta magnificenza e sono più che contento di essere in compagnia di un’altra persona in grado di apprezzare.
 Credo che quello sia il posto ideale dove passare un sabato pomeriggio: esistono senz’altro collezioni più ricche e complete, tuttavia io ritengo che a Brera ci sia un numero giusto di opere per non stancare chi la visita e permettergli di osservarle tutte con attenzione. Osservare stanca e penso che se mi trovassi chessò al Louvre o agli Uffizi,  finirei per non prestare a tutti i dipinti l’attenzione che meritano, non per disinteresse ma perchè la cosiddetta "curva dell’attenzione", per quanto ti possa interessare quello che stai vedendo, prima o poi sia destinata a scemare… inoltre a differenza di altri musei costa poco (5€) e ti fa vedere tanto senza temere code chilometriche. I capolavori contenuti sono assolutamente mirabili… Raffaello, Bellini, Tiziano, Rubens, Tiepolo, De Ribeira, Piero Della Francesca, Mantegna, Hayez, Caravaggio (magnifica "Cena in emmaus")… ed il dipinto che ieri (ma è passeggera la cosa) mi ha emozionato di più ovvero "Il ritrovamento del corpo di San Marco" di Jacopo Tintoretto… è bello tentare di "infilarsi" nella sua geniale fuga prospettica.

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