Postato il

Jesus Blood never failed me Yet

 La citazione quasi casuale di quest’opera nel post di ieri, parlando di "Flood" dei Boris, ha fatto sì che, ancora una volta, l’idea di parlarne si piazzasse nei miei pensieri fino a fare in modo che, nonostante oggi avessi in programma di parlare d’altro (almeno per non diventare tematicamente ossessivo), io sia qui a trattarne incurante dell’eventuale tedio che potrei procurare nei lettori di questo blog. Occorre anche considerare il fatto che si tratta di opere distanti anni luce ed accomunate principalmente dal fatto di protrarre un unico tema per tutta la durata di un cd.
 L’acquisto di questo cd nasce da una scommessa, negli anni ’90 ero incredibilmente frustrato dal non riuscire mai a trovare i cd che desideravo nella mia città: quello che i negozianti avevano da offrire a livello di musica pesante si fermava a Iron Maiden, Metallica e Ac/dc, in qualche caso Scorpions (per la gran carità!), la musica "alternativa" non veniva presa minimamente in considerazione. Solo con l’enorme popolarità di due dischi come "Nevermind" dei Nirvana o "Appetite for destruction" dei Guns’n’Roses, la musica di un certo tipo iniziò a venire in qualche modo "sdoganata" dai nostri commercianti. Molto tempo dopo trovo che ci sia qualcosa di macabramente ironico nel fatto che la causa principale del decadimento di Kurt Cobain (la sua smodata popolarità) si sia rivelata una sorta di manna dal cielo per noi provinciali che iniziammo a vedere qualche timido tentativo di proporre, sugli scaffali, musica maggiormente affine ai nostri gusti. Ciò nonostante la scarsissima reperibilità di certi cd continuava a rimenere un grosso ostacolo.
 Un giorno mi ritrovavo a passeggiare per le vie centrali della nostra cittadina con un mio compagno di scuola molto meno addentro a certe problematiche del sottoscritto. Quando gli parlai della mia difficoltà nel reperire certi cd lui si mostrò assai incredulo dicendo che non gli sembrava verosimile che un negozio non volesse soddisfare le esigenze di tutti i potenziali clienti (evidentemente aveva messo piede dentro un negozio della nostra città si e no un paio di volte, mi ricordo ancora come fosse oggi le espressioni assurde dei commercianti di fronte a certe richieste: mi guardavano letterlamente come se venissi da un altro pianeta!!!). Giunti che fummo davanti ad un negozio di dischi fra i più popolari della città gli proposi una scommessa: consisteva nell’entrare e chidere un cd, sicuro di una risposta negativa. Lui conscio dei miei gusti "particolari" mi disse che, per me, sarebbe stato fin troppo facile entrare e "sparare" un titolo assurdo, quindi dovevo tentare con qualcosa di estraneo ai miei soliti ascolti.
 Ci pensai un attimo e mi venne in mente di una litania che avevo sentito come sottofondo a certe immagini di blob, un cantante anziano strambo che ripeteva costantemente i soliti versi ma che, nonostante questo, aveva su di me un effetto fortemente magnetico. Proprio qualche sera prima avevo visto, per sbaglio visto che non apprezzo questo autore, il programma di Baricco che credo si intiolasse Totem o qualcosa del genere. Altro caso volle che in quei cinque minuti in cui l’avevo seguito l’autore nostrano parlasse esattamente di quel brano, associandolo, per qualche oscuro motivo a "Viaggio al termine della notte" di Céline, affermando che erano due opere simili nel modo con il quale erano state costruite. Incurante delle sue strampalate idee ero raggiante: sapevo finalmente titolo ed autore del brano "Jesus blood never failed me yet" di Gavin Bryars. Estrassi dalla tasca il bigliettino con queste due preziose informazioni acquisite poche sere prima grazie alla tv e lo proposi come oggetto della scommessa all’amico. In realtà non c’era nulla in palio ma se avessi perso sarei rimasto senza una lira per una settimana e più, visto che i soldi che avevo in tasca bastavano appena per un cd! Entrai sicuro della vittoria ma, quando il negoziante lesse il mio bigliettino, mi stese quasi un tappeto rosso, "Gavin Bryars! Sei un grande! io lo adoro, ma in questa città non se lo fila nessuno!…" e poi blablabla un interminabile spiegone sull’ autore e sulle sue composizioni. Uscii fuori, con il cd in mano, dove mi aspettava l’amico ancora incredulo ed inebetito: Avevo perso!
Però avevo guadagnato un’opera unica nel suo genere, qualcosa assolutamente in grado di rubarti l’anima (anche se, come nel mio caso, nemmeno ti sfiora la tematica religiosa delle strofe).
 Dalle note interne appresi che tutto ebbe inizio nel 1971, quando l’autore, vivendo a Londra, venne reclutato da un amico per girare una sorta di documentario sulle persone che vivevano, come senzatetto, nella zona di Elephant and Castle e Waterloo Station. Occupandosi dell’audio si imbattè in parecchi vagabondi intenti a cantare temi fra i più disparati: canzoni popolari, opere, ballate sentimantali. Uno fra di loro, tra i pochi ad essere astemi, cantava una canzone religiosa "Jesus Blood never failed me yet" che non venne inserita nella stesura finale del documentario. Ritornato a casa noto che il cantato si adattava bene ad essere accompagnato dal piano ed iniziò a lavorarci sopra.
Il brano passò attraverso una incredibile serie di diverse orchestrazioni e finì per vedere la luce solo nel 1993, ben 21 anni dopo! Eppure il risultato ripaga di tanta attesa, con il solo rammarico che colui che cantò quelle poche strofe non visse abbastanza per ascoltare il risultato finale che rappresenta qualcosa assolutamente in grado di incollare chiunque agli altoparlanti.
 Un curioso aneddoto su questa registrazione é che quando l’autore copiò le poche strofe in un loop continuo nello studio in cui lavorava a Leicester, lasciò la porta aperta mentre scese a prendere un caffè. Quando tornò, la stanza attigua era completamente assoggettata al potere emozionale del brano: tutti si stavano muovendo molto più lentamente e alcuni addirittura stavano piangendo sommessamente in un angolo; questo aperse ulteriormente gli occhi del compositore sul valore dell’opera… ed egli prese a lavorarci sù ancora più febbrilmente. Un ulteriore attestato di stima arrivò anche da Tom Waits che, anni dopo averne ricevuto un nastro di prova, si vide costretto a ricontattare lo stesso Bryars perchè aveva smarrito la sua preziosa copia di quello che egli stesso considerava essere la sua "registrazione preferita"! Fu così che, considerato l’attaccamento del cantante americano al brano, quando fu pronta l’orchestrazione finale, Bryars iniziò a considerare l’idea di far cantare qualcuno assieme al vagabondo, almeno per una piccola parte dell’opera, e la scelta non poté che cadere su Waits, che partecipa effettivamente alla versione finale del disco in veste di ospite.

"Jesus’ blood never failed me yet
Never failed me yet
Jesus’ blood never failed me yet
There’s one thing I know
For he loves me so…"
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...