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Un gradito appuntamento

Ormai per chi vi scrive assistere ad un concerto degli Zu è come andare ad una vecchia riunione di famiglia, talmente tante sono le volte che ho assistito ad una loro esibizione, ora sembra che tutto giri ancora meglio per il trio di Roma è c’è di che esserne contenti: il nuovo dico esce per l’etichetta di Mike Patton, dopo il tour assieme dello scorso anno, vede la collaborazione di King Buzzo. E loro, posso dirlo fin da subito, migliorano esibizione dopo esibizione.
Stavolta orfano dell’Oltranzista, sarà Mr. Roarche ad accompagnarmi nell’avventura e a sorbirsi le “bizze panoramiche” del navigatore satellitare, il rumore “da boing 747” della mia auto, i miei scazzi stradali e quant’altro, grazie della comprensione: sei meglio del nüvi!
L’Hiroshima è sempre un bel posto dove seguire un concerto, con le sue pareti nere e l’acustica apprezzabile, l’unica, maledetta, pecca è quella usuale per i locali torinesi ovvero il fatto che i concerti iniziano, e di conseguenza finiscono, sempre troppo tardi… non risulta ragionevole, con tre gruppi in cartellone iniziare verso le 10.30, per terminare verso l’ 1.30! C’è gente che ha ancora un’ora e mezza di auto da fare prima di guadagnare il letto… e forse ha ragione il Roarche a dire che stiamo diventando vecchi…
Ad aprire la serata ci pensano i Last minute to Jaffna con il loro apprezzabile (ma dannatamente derivativo) stile che mutua fin troppe idee da Neurosis e Isis, volendo essere gentili, come il Roarche, si potrebbe dire che ricordano il periodo più vicino al metal dei Motorpsycho… ma questo è proprio il massimo complimento che gli si può fare. Seguono i Bachi da pietra con il loro blues minimale e viscerale che, se dapprima interessa per gli spontanei parallelismi con gente come Tom Waits, alla lunga (sarà complice anche l’ora tarda) finisce per annoiare un tantino…
Appena aperto il banchetto degli Zu mi fiondo subito su un gentilissimo Jacopo Battaglia che rimane sorpreso dal fatto che gli chiedessi due copie del loro nuovo lavoro (una era per l’ Oltranzista) e io gli dico “Non vorrai mica che lo masterizzi al mio amico!”, inutile dire che sono strafelice di supportare il loro gruppo e sapere di finanziare, seppure in minima parte, un ensamble così valido mi ripaga un poco di tutti i patimenti subiti sul lavoro: spero che continuino e prosperino!
Il concerto… difficile parlarne, tutto, al solito, è stato di un’intensità incredibile, per quanto mi riguarda anche il coinvolgimento era ai massimi livelli. L’energia e la bravura elargita sono difficilmente descrivibili a parole e poco senso avrebbe anche una fredda scaletta dei brani eseguiti, l’anima selvaggia di Jacopo Battaglia si riversa su una attonita batteria spinta al limite dal suo flagellatore, l’anima rumorosa di Massimo Pupillo martoria senza sosta corde ed amplificatori erigendo un muro del suono impenetrabile ma assolutamente ammaliante, mentre il battitore libero Luca T. Mai cesella sulla pietra litanie fatte di fiato impazzito come di percussioni dal retrogusto metallico… questi sono gli Zu e bisogna andarne orgogliosi!

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Un pensiero riguardo “

    utente anonimo ha detto:
    2 marzo 2009 alle 09:51

    amigo è stato un piacere!!!

    roark

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