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I Love Radio Rock

Sabato sera dal cielo cade una pioggia effimera ma persistente, sullo sfondo il cielo si è tinto di rosso donando all’ambiente un’atmosfera irreale e visionaria. Solo, come al solito. Internet mi salva la serata, nella mia seconda sala cinematografica preferita (Abcinema “La Serra” ad Ivrea) proiettano un film interessante sugli albori delle radio private in Inghilterra sul finire degli anni ’60. Quando il rock stava nascendo e pop non era ancora una parolaccia. Radio bbc non trasmetteva che piccoli stralci di tutto questo, ma il cuore e le orecchie di molte persone stavano su altre lunghezze d’onda, ovviamente non amate dai compostissimi sir al potere. Così non restavano che le radio pirata a soddisfare il bisogno di musica che andasse oltre gli schemi, una di esse, popolare presso la gente, aveva sede su una nave ancorata nel mare del nord e da lì diffondeva, secondo le sue regole strampalate, il nuovo verbo che sarebbe cresciuto e si sarebbe moltiplicato a dismisura nei quarant’ anni a seguire.
La sala è calda, il tessuto dei sedili non aiuta a trovare refrigerio, inizialmente siamo solo in tre, poi si aggiungeranno pochi altri spettatori: io (pur riconoscendo che non dev’essere il massimo per i gestori) amo queste visioni per pochi intimi. Ho la presunzione di sperare un giorno in una proiezione solo per me… la stagione afosa non aiuta le proiezioni al chiuso. Due ragazze sghignazzano nei sedili di fianco al mio, le loro risate in qualche modo mi colpiscono, poiché il mio atteggiamento, inconsciamente assunto per la serata, si avvicina al non lasciar trasparire alcun atteggiamento all’esterno ed il loro divertirsi buca platealmente la mia cortina inespressiva ed alla fine ci mettiamo a ridere quasi all’unisono… una bella sensazione. Il film mi appassiona e coinvolge, da fedele seguace della musica rock quale sono da anni, immagino che agli albori le cose dovevano essere decisamente diverse da adesso: ogni ascolto una conquista, strappata dalla radio, acquistata con sacrificio e, soprattutto una sorta di sfida alla morale ed allo status quo avvincente quanto non sempre facile, quando sono giunto a fruire io di certe sonorità molte porte erano già state sfondate per me, anche se nella provincia italiana non lo erano state certo tutte, non lo sono nemmeno adesso. E mi prende un po’ di invidia per chi ha vissuto sulla propria pelle gli albori della musica che amo, nei posti (l’Inghilterra) dove queste cose accaddero sul serio e non di riflesso, mi prende un po’ di nostalgia anche per quei tempi, nei quali non ho mai vissuto, meno artefatti e per questo, sicuramente più ingenui e liberi.

Per chi conosce le mie idee sulla radio: No, non sono impazzito, detesto tutt’ora quel mezzo, detesto tutt’ora che un altro scelga la musica che devo ascoltare io, detesto tutt’ora le radio che ad oggi infestano l’etere italiano. Ma qui sitratta di una cosa diversa, a quei tempi la musica NON era a disposizione di tutti e nemmeno le informazioni su di essa, non potevi essere autodididatta più di tanto e comunque ogni onore e riconoscimento alla mai troppo ricordata trasmissione della RAI(!) Planet Rock (in particolare a Claudio Sorge e al suo Rumore III: essi vivono e a Mixo) e, perchè no anche a rock FM!

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3 pensieri riguardo “

    utente anonimo ha detto:
    30 giugno 2009 alle 22:10

    A tal proposito ti invito a dare un’occhiata qui, mi riferisco ai commenti, ovviamente 😉

    E ricordo con te Stereodrome, Planet Rock, Stereonotte e tutti i loro grandi dj

    Yoursecretplace

    Nxero ha detto:
    3 luglio 2009 alle 18:15

    Eh eh, Rock Fm vive!

    P.s.: Un saluto! E’ da un sacco che non ci si sentiva, spero tutto ok!

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