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Milano

 Difficile dire quale rapporto io abbia con questa città. Oggi è stata ansia e malinconia, ma non è colpa del posto in sé, è colpa dei fantasmi che si porta appresso. Fantasmi che vedo sbucare dietro ogni angolo ed ogni volta che ci torno, è un continuo tentare di soffocarli. Se ci torno per un concerto va bene, ho altro a cui pensare. Ma quando, come oggi, ci vado per vedere una mostra d’arte (Egon Shiele nel caso), allora devo combattere con la memoria, e ne esco spesso perdente, ne esco spesso a pezzi: il confronto col passato mi distrugge, mi fa rendere conto di quanto miserrima sia la mia condizione attuale. Eppure Milano sta lì, non la posso cancellare dall’anima e dal cuore. E allora, visto che non voglio imbruttirmi ulteriormente, non posso ignorare che spesso ci sono mostre ed eventi interessanti che non voglio perdere e opto per il mordi-e-fuggi, giusto il tempo di vedere quello che devo vedere. La mostra è bella: adoro Shiele ed adoro il periodo ed i luoghi dove visse (Vienna, primi anni del secolo) e non posso mancare all’appuntamento. La mostra mi soddisfa (anche se un po’ più di Klimt non sarrebbe stato male, visto che tratta anche dei suoi contemporanei) la giro in un’ora e un quarto chiedendomi se non abbia corso un po’, ma mi rendo conto che no, non ho corso affatto, ho dedicato ad ogni quadro il suo tempo, alcuni li ho proprio fissati da vicino e quando una ragazza mi sbarrava ferocemente la visuale su uno di essi, ho pensato che fosse bello anche con lei davanti…
 Quando esco è un brulicare di gente ad accogliermi, un cielo grigio monocromatico e freddo, getto uno sguardo attento attorno, quasi a volere che uno di quei fantasmi mi si pari davanti… ad ogni passo scruto i volti, i luoghi, l’atmosfera, ma niente. Torno in alcuni dei luoghi che ero solito frequentare ormai più di una decina di anni orsono, tra cui il maryposa center sotto al Duomo, storico negozio di CD, ogni volta mi sembra che il commesso, sempre lo stesso, mi riconosca, ma forse è solo una mia impressione, chissà quanta gente avrà visto finora e quanta ne vedrà ancora. Milano mi piace anche perché ti ci puoi nascondere, talmente è onnicomprensiva per i provinciali come me… che sbaglio la direzione della metro tornando a casa, il classico errore, anche se mi coglie il dubbio che io volessi andare in direzione di San Donato piuttosto che tornare in Centrale…

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