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Einstürzende Neubauten, 3 giugno 2011 Teatro Colosseo Torino


 Sono passati mesi oramai, ha senso contarli? Ha senso enumerare le ragioni della mia assenza da queste pagine? Ha senso scrivere, condividere, sviscerare l’impossibiltà sopraggiunta di esternare le proprie sensazioni se non proprio emozioni. “Cos’ hai fatto in questi anni?” “Sono andato a letto presto”-avete visto “C’era una volta in America”?-, no io non sono andato a letto presto in questi mesi, a volte non sono riuscito a dormire addirittura, a volte sono proprio crollato. E, dunque, cosa mi spinge ancora qui? La risposta, in parte, può essere trovata nelle righe che seguono.

 


 Stavolta l’occasione era clamorosa gli Einstürzende Neubauten che festeggiano i 30 anni di attività… e chi se li perde? Per di più si tratta di un concerto da tenersi a teatro, a Torino… In una serata velata di tristezza decido si scuotermi regalando a me medesimo ed all’Oltranzista i biglietti per l’evento, posti di lusso, in seconda fila, questa volta facciamo le cose in grande…
 I biglietti stampati dopo qualche peripezia con varie carte di credito per il pagamento, riposano sul fondo di un cassetto per svariati mesi e, solo ogni tanto, il pensiero scorre velocemente a quella serata di inizio Giugno clima di promesse e di attese. Finchè poi il giorno arriva: piove a dirotto e la macchina dell’Oltranzista rimane con un finestrino aperto (!) così siamo costretti a prendere la mia con non poche paranoie gentilmente elargite dal sottoscritto. Paranoie anche circa l’orario di inizio dello spettacolo, che però si riveleranno infondate in entrambi i casi (non posso vivere senza paranoia, fa parte di me!) poiché l’auto, dopo mille peripezie alla ricerca di un maledetto parcheggio, viene lasciata nei pressi del Valentino in una zona apparentemente losca e poco illuminata ma che si rivelerà, in seguito, il parcheggio di una pseudo discoteca addirittura con posteggiatori professionisti. Ed anche circa l’orario di inizio, fortunatamente mi sono sbagliato, poiché l’evento non inizia prima delle ventuno e trenta, dandoci il tempo di salutare altri compaesani intervenuti e cercare i nostri posti. Posti che si rivelano tra i più scomodi mai assaggiati dai nostri posteriori: Stretti all’inverosimile sia in larghezza che in lunghezza si riveleranno un vero e proprio  supplizio, essendo stati progettati probabilmente per degli strani ometti blu alti suppergiù due mele o poco più, sono l’unica cosa che proprio non va in questa idilliaca serata.

 Parlare del concerto è difficile: i Neubauten sono un’esperienza più che un’esibizione, parlarne a chi non li ha mai visti non rende l’idea. Io sono alla terza volta ed ancora non sono pago, di come si possa essere intesi e vibranti sul palco, stupendo ancora. Certo ormai lo spettacolo mi è familiare: la prima volta mi investì letteralmente cogliendomi piacevolmente imprepratato e fugando al contempo molti dubbi su come si possa “rendere” certa musica anche dal vivo… ora è diverso ma la voglia di ascoltarli, di vederli suonare di cogliere i loro gesti, le loro “note” ed i loro urli, bah quella non è cambiata di una virgola, talmente sono bravi. E stasera è una conferma di quanto scritto sopra, possibilmente ampliata dal fatto che, per i loro anniversario, la scaletta si amplia arrivando a contenere alcune chicche, come il mini concept sull’eclisse solare del ’97, riproposto in coda all’esibizione, tuttavia dirò che se volete una recensione di quanto è successo qualche sera or sono dovrete cercarla da un’altra parte poiché non ho alcuna intenzione di offuscare i ricordi cercando chissà quali errori interpretativi (ammesso che ne abbiano commessi!) all’interno della performance, oppure tuffarmi in una sterile stesura di una scaletta… no proprio non mi va.
 Posso mandare mille maledizioni all’omino in prima fila che piazzava davanti ai miei occhi in continuazione la sua stramaledetta digitale, o ancora inveire contro i sedili, parlare dell’innegabile carisma di Blixa o anche dei suoi compagni, del caloroso contatto del pubblico che applaude a scena aperta, si alza in piedi dopo la prima pausa e si ammassa sotto al palco, delle mie allucinazioni uditive che nei momenti di silenzio mi fanno sentire attraverso i tappi la pioggia martellare sul tetto(!!!), posso parlare degli sguardi di approvazione con l’Oltranzista… ma una fredda analisi, vi prego, non la farò!

Einsturzende neubauten

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Un pensiero riguardo “

    utente anonimo ha detto:
    7 giugno 2011 alle 21:24

    Non ci sono i tastini 'Mi piace' e 'Condividi' … ma… per mia fortuna, ogni tanto torni qui dentro 🙂

    Sole

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