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The Million Dollar Hotel
 
 Adesso vorrei ammirare il panorama dal tetto dell’hotel descritto nel film di Wim Wenders. Sopra un palazzo alto e massiccio, ai piedi di un’imponente insegna allargare le braccia e farmi avvolgere dal vento. Guardare verso l’orizzonte, e poi in basso. Vorrei che esistesse un posto popolato da persone che non riescono ad allinearsi con il mondo, ma non sono comunque sole. Generalmente le città, specialmente quelle con i grattacieli alti ed imponenti non mi dicono nulla… ho sempre nello spirito paesaggi sommersi dalla neve, case solitarie, montagne monolitiche, tuttavia un palazzo del genere sarebbe come un isola a sé…
 Ho la testa pesante e sovraccarica, ma sento la tensione che piano piano si allenta. Ho nostalgia della mia innocenza, quand’è stato che la purezza mi ha abbandonato?
 Giorni fa ho ascoltato, in TV, l’intervista a Mishima dove egli spiegava la sua decisione di fare harakiri. Aveva la purezza nello sguardo e gli assoluti come punti focali, mi ha letteralmente ipnotizzato, affascinato come pochi hanno saputo fare con delle semplici parole… il suo discorso era semplicemente perfetto nella sua strenua coerenza.
 Magari sbaglio, ma vedrei bene anche uno come lui al Million Dollar Hotel, perché non è di questo mondo… ora non lo è più nemmeno fisicamente, ma i suoi discorsi non possono che provenire da una mente superiore che non può essere ricondotta a semplicistici schemi di natura umana.
 La follia mi affascina, ma solo a volte. Come quando ha il candore di un personaggio come Tom Tom. Oppure quando coglie una mente assolutamente geniale come quella di F.W. Nietzsche… quando essa trova nella malattia l’unica via d’uscita, visto che ciò che teorizza e che ricerca si è palesato come irrealizzabile nel quotidiano (questa è solo una mia interpretazione).
 Ma non scadrò nella violenza nemmeno contro me stesso, e poi… magari si libera un posto anche per me, e magari qualcuno decide di venirmi a trovare… se non sono sul tetto, cercate una stanza con la musica ad un volume insopportabile. Passerà anche questo momento di stanchezza. Scusate il delirio.
 
[e pensare che questo film l’ha sceneggiato Bono Vox degli U2!]
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5 pensieri riguardo “

    MorganaLaPazza ha detto:
    17 febbraio 2006 alle 17:02

    Accogli il mio sussurro, poggia la sua mano sulla tua spalla per ricordarti che gli affini si sostengono in un mormorio zittito ma presente.
    Non vi è prova superiore alle nostre forze che nn possiamo affrontare, e nn vi è affetto + profondo di quello privo di tornaconto.
    Io sn con te.
    Come sempre.

    OzzyRotten ha detto:
    18 febbraio 2006 alle 23:46

    Io che i tetti e le case le costruisco, salgo affianco a te, con una bottiglia di J&B ed i Machine Head ad un volume spaccatimpani.

    La stanchezza? Quelal può aspettare.

    Dal buio

    Nxero ha detto:
    20 febbraio 2006 alle 16:07

    Grazie mille… ad entrambi i consociati!
    Ozzy, ma non eri tu quello che stava malissimo quando beve? E vuoi farti fuori una bottiglia di J&B in due??!!
    Come direbbe Raffa: Tanti auguri!

    Yoursecretplace ha detto:
    14 novembre 2007 alle 09:17

    posso venire anch’io?
    anzi, no…la stanza con la musica a volume improponibile è la mia, numero 112…venite voi da me 😉

    Nxero ha detto:
    14 novembre 2007 alle 22:51

    …ma guarda un pò cosa sei andata a ripescare!
    Per quanto riguarda l’invito: non hai appena sentito bussare??

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