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The sound of muzak
 
Hear the sound of music
Drifting in the aisles
Elevator prozac
Stretching on for miles
 
The music of the future
Will not entertain
It’s only meant to repress
And neutralize your brain
 
Soul get squeezed out
Edges get blunt
Demographic
Gives what you want
 
Now the sound of music
Comes in silver pills
Engineered to suit you
Building cheaper thrills
 
The music of rebellion
Makes you wanna rage
But it’s made by millionaires
Who are nearly twice your age
 
One of the wonders of the world is
Going down
It’s going down I know
It’s one of the blunders of the world
That no one cares
No one cares enough.
 
[Porcupine Tree da “In absentia” 2002]
 
La musica è un patrimonio di tutti. La musica va salvaguardata e seguita. Occorre che sia vera, genuina, comunicativa. In questo mi sento di sottoscrivere in pieno quanto detto dai Porcupine Tree in questa canzone. Personalmente non sopporto le categorie (infatti non le uso nemmeno nel blog!) so solo che alcuni gruppi mi sembrano validi (per i motivi più disparati) ed allora li seguo, ma non è un senso unico… da una parte il pubblico deve impegnarsi a premiare artisti con qualcosa da dire, dall’altra gli artisti devono mettersi in gioco in modo credibile e non limitarsi a dare al pubblico quello che vuole senza inventiva né argomenti, per il quieto vivere insomma. Sono fuori dal discorso le megaproduzioni, quegli "artisti" che lavorano sulla base di squallide ricerche di mercato, seguendo l’onda delle sonorità “che tirano”, ma anche a livello underground le cose sembrano progredire in una direzione fin troppo viziata dal denaro. Dopo l’esplosione di bands come i Nirvana o i Guns’n’roses, le multinazionali hanno fiutato l’affare e nulla è stato più come prima, nemmeno per fenomeni assolutamente di nicchia. Si scandaglia in continuazione il fondo del lago alla ricerca sfrenata della new sensation, sull’onda della quale si muoveranno poi epigoni seriali, anonimi specchietti per le allodole…. L’invito che si può fare è solo quello di pensare con la propria testa, di allenare i propri gusti, consci del fatto che si può venire abbagliati ad ogni piè sospinto, eppure nutrire la personalità (nostra e degli artisti) è una nostra responsabilità di fruitori checché se ne dica: facciamo la nostra parte, E POI pretendiamo rispetto per le nostre capacità uditive e di giudizio. Keep music alive!
 
(Background: Refused “The shape of punk to come” Burning Heart 1998)
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