Il club dei cuori solitari del sergente Pepper!

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Cosa penseresti se cantassi stonato? Probabilmente che io abbia bisogno di un piccolo aiuto dai miei amici… Il primo disco in vinile che io abbia mai visto era proprio questo arci famoso disco dei Beatles, mia madre l’aveva semi-nascosto nell’armadio e già là copertina mi ipnotizzava tantissimo. Acquistato quando ancora acquistare un vinile era un duro sacrificio, quando ancora i giovani avevano ben poco spazio e dignità (già in Inghilterra, figuriamoci in Italia) il disco usci il 1° giugno 1967, ma quando mia madre arrivò a comprarlo mi è oscuro. Come mi è oscura la fine che fece, visto che lo prestò ad un losco personaggio e non tornò più in dietro, e lei, come è nella sua natura, non diede peso né al valore materiale, né a quello affettivo (sciagura delle sciagure) non reclamandone mai il possesso. E’ una cosa che le rinfaccio ancora adesso.

Perchè quel disco (a parte il valore storico e venale, una prima edizione, anche se italiana!) mi piaceva da morire da piccolo, volevo sapere chi erano i personaggi sullo sfondo (a malapena riconoscevo Oliver Hardy e Stan Laurel e pensare che c’era Crowley!!!) alcuni tipo Johnny Weissmuller e Diana Dors li avevo puntati da subito e mi inquietavano la bambola, il mezzobusto ed anche quella specie buddha in primo piano, comunque li scoprii piano piano molti anni dopo, quando arrivai a regalarle l’edizione in CD.

Mi piaceva che ci fosse una canzone (“Lovely Rita”) con lo stesso nome di mia madre, i colori sgargianti delle uniformi dei fab four (la mia estrema sobrietà nei gusti era ancora di là da venire!), mille altre cose. Per ultima mi arrivò la musica, che fece di me un Beatlesiano sfegatato, benchè non parli mai dei Beatles, loro per conto mio sono dei geni. Non hanno necessariamente talento, ma sicuramente tonnellate di genio sono riscontrabili nel loro scrivere. Non credo che qualcun’altro sappia tirare fuori tanta magia da così pochi accordi e scarni arrangiamenti (almeno all’ inizio). Questo disco poi è un passo in avanti ulteriore.

Da giovane, mi sembrava infinito mentre in realtà dura relativamente poco… un effetto stranissimo a ripensarci. Un analisi brano per brano sarebbe oltremodo tediosa, però mi permetto si farla a un brano solo “A day in the life”, probabilmente il mio brano preferito dei quattro di Liverpool. L’armonia è grandiosa e mi resta in testa per ore, col tocco geniale della parte centrale (“Wake up…”), il testo prende l’idea da un fatto di cronaca e poi il finale assolutamente unico sul quale credo sia già stato detto/scritto di tutto… un brano del genere può benissimo rientrare nel novero dei migliori brani mai scritti in senso assoluto (e la voce! La voce di Lennon mi mette letteralmente i brividi!).

Peccato solo che io faccia parte della banda…

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2 pensieri riguardo “Il club dei cuori solitari del sergente Pepper!

    Scribacchina ha detto:
    5 febbraio 2012 alle 17:32

    Beatlesiana sfegatata a rapporto 🙂 anche se preferisco i primissimi Beatles,quelli di Drive My Car, per intenderci 🙂

    nxero ha detto:
    5 febbraio 2012 alle 18:53

    Beh, certo, scegliere tra cotanta magnificenza è un delitto ed io non mi sarei mai arrischiato a farlo, non fosse per l’elevato valore affettivo e comunque de gustibus, io lo dico sempre 😉

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