L’unico e la sua proprietà

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E’ giunta l’ora di andare. Ciascuno di

noi va per la propria strada: io a mo-

rire, voi a vivere. Che cosa sia me-

glio, Iddio solo lo sa.

Platone, apologia di Socrate.

Da tempo avevo voglia di riprendere in mano un libro della Fallaci. Su di lei si può avere l’opinone che si vuole, ma non so che farci se un suo libro mi ha colpito molto. Erano altri tempi, quando uscì “Un Uomo” avevo pochi anni di vita e ce ne vollero ancora molti prima che arrivassi a leggerlo. Prima che arrivasse a colpirmi ed a parlarmi. Quella che riporto in testa è la citazione posta all’inizio del libro. Quella che riporto adesso è una citazione dell’autrice durante un’intervista:

Un libro sulla solitudine dell’individuo che si rifiuta di essere catalogato, schematizzato, incasellato dalle mode, dalle ideologie, dalla società, dal Potere. Un libro sulla tragedia del poeta che non vuole essere e non è uomo-massa, strumento di coloro che comandano, di coloro che promettono, di coloro che spaventano.

Non so in quanti siano in grado di scrivere un libro su certe tematiche. Un libro che non si appoggi a nessuna idea preconcetta e precostruita, a nessuna associazione di persone.

Spaventa essere nudi. Senza un’idea dietro la quale nascondersi. Spaventa dover fare uscire fuori il proprio coraggio e vivere per quelli che si è, senza nascondersi dietro a nessuno. Ad alcuni spaventa perfino dover conoscere se stessi. Costruire la propria personalità e tenervi fede. Ma, per quanto anche questo sia un asintoto al quale tendere e non sia neccessariamente obbligatorio farsi uccidere per questo… che senso ha esistere senza conoscersi? Senza lottare per se stessi?

Comodi, ma come dire… poca soddisfazione. Al diavolo questa cultura!

Per risibile coincidenza proprio oggi mi arriva dalla Repubblica Ceca un CD di un gruppo di ragazze israeliane che ha in copertina un ritatto di Frida Kahlo mentre lacrima sangue con lo sfondo dello stesso colore della copertina del libro. Una di loro ha tatutato “Bikini Kill” sul polso… gli voglio già bene…

Per una gionata iniziata svegliandosi da un incubo terribile alle 4.36 e minata da una depressione che si radica sempre di più in me, pensavo peggio… anche se il mal di testa mi sta uccidendo ed il mio stato d’animo anche.

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