Il futuro ed io

Postato il Aggiornato il

Il post di ieri e’ stato piuttosto frettoloso, non avevo sufficienti risorse per poter esplicitare ulteriormente il mio rapporto con gli scritti di Ray Bradbury, ne’ con il gruppo spezzino dei Fall Out (insieme ai Negazione un gruppo cui sono molto legato) e neppure con il futuro, con quello che aspetta sia me stesso che il mondo in generale.

Non sono mai stato molto noto per la mia visione positiva della vita, particolarmente quando ero verso la fine delle superiori ed anche al primo anno di universita’, magari complici anche gli ormoni impazziti ed inascoltati, propri del periodo, la mia visione delle cose si inabissava giorno dopo giorno. Avevo una trilogia di libri, cui pensavo, al tempo, come “la trilogia del futuro”: c’era, ovviamente, “Farenheit 451”, “1984” di George Orwell ma anche ” Un mondo nuovo” di Aldous Huxley… tutto veniva “splendidamente” riassunto poi dalla frase di O’Brien che recita: “Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre” ero, insomma, un personaggio solare ed innamorato della vita e delle persone che mi circondavano.

Sia bene inteso che quanto narrato nei tre libri fossero avvenimenti molto tragici, eppure mi affascinava anche l’idea di una piccola porzione di umanita’ che si ribella, che non si adegua, che tenta strenuamente di opporsi ai tentativi di controllo da parte del potere, mi interessava anche verificare fino a che punto fosse possibile manipolare le persone e renderle un mero strumento della volonta’ altrui.

Nello stesso periodo o, se vogliamo essere precisi, poco tempo prima, mi nutrivo molto di Hardcore, la deriva forse piu’ oltranzista e lucida del punk settantasettiano: in Italia c’era un distaccamento piuttosto nutrito e agguerrito di questo movimento giovanile che ha le sue radici in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Uno di questi gruppi, con cui entrai in contatto, erano i Fall Out di La Spezia. Lessi del loro disco dell’88 “Mondo Criminale!” sempre su H/M  scrissi loro e me ne mandarono una copia (ah che sensazione inviare i soldi nascosti nella carta a carbone e poi accorgersi che il nero ti ha invaso il volto!) e mi si aprì davanti qualcosa di nuovo, i testi, le citazioni (alcune delle quali destinate a diventare una costante fonte di riflessione), l’artwork curato dall’indimenticato prof. Bad Trip!

Nella copertina interna il gruppo si prefiggeva di risvegliare le menti di coloro che ascoltavano il disco e devo dire che con me centrarono il bersaglio. Parlavano il mio linguaggio dell’epoca: claustrofobiche visioni di un mondo spogliato di ogni umanità, sia attraverso l’abominio del passato, che attraverso la prospettiva di un futuro senza speranza… pane per i miei denti di allora quando mi cibavo di visioni apocalittiche e di negatività in tutta risposta all’esuberanza marcia e arrivista propria di fine anni ’80/inizio ’90. In realtà non ero un personaggio totalmente negativo che passava le sue giornate a deprimersi e a farsi del male… ok, anche, ma non c’era solo quello… il punto fondamentale era che la realtà mi sembrava totalmente diversa da quella che traspariva da radio e televisione, mi sembrava che tutto fosse una colossale menzogna che si andava raccontando alla gente ed ero terrbilmente schifato dall’ipocrisia generale. Questo nascondeva però una persona passionale che ricercava la verità sopra ogni cosa, che credeva (e crede) negli ideali e nei sentimenti nonostante si attenti a queste cose da più parti, in continuo.  I Fall Out Parlavano per iperboli, ma sembravano infinitamente più concreti e reali di tutto quello che la cultura massificata tendeva a raccontarmi. E all’inizio della seconda facciata del vinile c’era “Farenheit, il giorno della fenice”, canzone ispirata dal libro di Bradbury che finì per divorare ed adorare, qualche tempo dopo esattamente come il fim di Truffault.

Oggi riguardo con tenerezza a quel tardo-adolescente, soprattutto per via della sua passione e trasporto che col tempo hanno un po’ allentato la presa, a favore di un certo cinismo e disillusione e non so dire effettivamente se il cambiamento sia positivo. Il mondo, certe persone, gli interessi, il potere e tutto ciò che ci gira attorno continua a far paura. Ed il domani non appartiene a nessuno…

L’innamorato, come il poeta, è una minaccia per la catena di montaggio (Rollo May, Love And Will, citazione dal libretto di “Mondo Criminale”)

Annunci

4 pensieri riguardo “Il futuro ed io

    Scribacchina ha detto:
    11 giugno 2012 alle 12:20

    Ci ho messo due giorni, alla fine ho avuto l’illuminazione: ecco dove l’avevo già sentito, il prof. Bad Trip… «Costretti a sanguinare» di Marco Philopat, con inserto a fumetti del Bad Trip. L’hai letto? Philopat ha una scrittura tutta sua, mi ci è voluto un po’ per abituarmici, ma il libro merita, davvero 🙂

      nxero ha risposto:
      12 giugno 2012 alle 09:13

      Sìììì!!! 🙂 Personalmente ho letto tutto ciò che ha scritto Philopat, era l’unico modo per capirci qualcosa di un epoca che, per motivi anagrafici, non ho potuto vivere in prima persona… un racconto interessante sul serio… un po’ come le avventure del duo Ferretti/Zamboni nella Berlino di inizio anni ’80!!!

        Scribacchina ha detto:
        12 giugno 2012 alle 12:16

        Mea culpa, di Philopat ho letto solo questo: mi era piaciuto talmente tanto che dopo averlo preso in biblioteca e letteralmente divorato, me lo sono comprato per i fatti miei (non ti dico i traffici per averlo, sembrava introvabile), riletto a più riprese e prestato in giro. Prima o poi recupererò il resto della produzione philopattiana 😉

    nxero ha risposto:
    12 giugno 2012 alle 14:02

    Ma nooo!!! Non è il caso di fare mea culpa, suvvia!!! Philopat ha scritto, oltre a “Costretti a sanguinare” anche “La banda bellini” ed “I viaggi di mel”, magari qualcosa sarà andato fuori catalogo, comunque tuttti sono usciti per la milanese Shake Edizioni (www.shake.it), stessa casa che ha curato alcune pubblicazioni del Prof. Bad Trip… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...