Repetita Patty

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Alle volte le parole che ti servono arrivano da dove non te l’aspetteresti, anche dal te stesso di qualche tempo addietro. Due giorni fa uno sconosciuto visitatore del segnale zero è casualmente capitato sul #617, facendo in modo che, incuriosito andassi a leggermelo anche io… caso vuole che fosse esattamente ciò di cui avevo bisogno, quindi più per me stesso ma anche per chi passa e legge lascio questo scritto del me stesso che fu, sperando di non dimenticare ancora le mie vecchie parole e lo spirito che ci sta dietro e senza il quale non sarei più io.

Utopia e demenza senile Patapim e patapam. Ad un certo punto ti prende la paura di invecchiare, anche se ancora così vecchio non sei. I tuoi amici cominciano a costruirsi una vita classicamente intesa: casa, automobile, moglie, figli e tu niente. E succede che tu ti senta pressato a fare lo stesso… perché più tempo passa più diventa difficile farlo. Un giorno chiesero al buon Hank Rollins se avesse mai rimpianto di essersi fatto tautare in modo così pesante… lui rispose che avrebbe molto più facilmente rimpianto di avere moglie e figli… grande Hank. Per quanto alcuni a volte tentino di farmi sentire vecchio e stanco, ed altri tentino di farmi test sulla “gioventù interiore” (ahahah. Bella trovata Roarche!) dai quali, se non fosse che mi sono rifiutato di rispondere, risulterebbe che la mia età reale si aggira attorno ai 150 anni. Magari é vero, perché faccio poco moto, é un sacco di tempo che non mi sento amato da una gentil donzella, ho qualche acciacco e alcune otturazioni… forse mi salvano solo gli amici che ancora non mi hanno abbandonato… Eppure non basta questo per sentirsi invecchiare. Saluterò definitivamente la gioventù solo il giorno in cui non crederò più alle utopie, il giorno in cui abbandonerò la speranza di divetare una persona migliore meritevole di trovare cose migliori per se stesso. In troppi si piegano alle consuetudini e questo li ingrigisce come persone, le fa sedere irrimediabilmente. Non voglio che succeda a me. Poiché quel giorno equivarrà al mio funerale morale ed io non voglio assistere ad una tal scena.
 La scusante classica é che le utopie per loro stessa natura sono irrealizzabili quindi non vale la pena nemmeno provarci a realizzarle. Non sono un ingenuo, conosco bene la natura delle utopie ed ancora di più conosco la capacità della razza umana di trasformare idee corrette in tragedie efferate. Non credo, nemmeno io, alla realizzazione delle utopie, adesso sono semplicemente degli asintoti ai quali tendere. Non é meno difficile, eppure se nessuno ci prova niente cambierà sul serio.
 Spesso sono qui a lamentarmi di troppe cose che sono una conseguenza inevitabile di questo modo di agire, me ne rendo conto: basterebbe assuefarsi, basterebbe dare agli altri esattamente quello di cui hanno bisogno senza inserire alcun elemento che possa turbarli. Sfortunatamente non fa per me e, anche se me ne lamento, in fondo sono pronto per l’emaginazione, per l’incomprensione e l’esclusione… solo la mia umana natura mi fa ancora sperare che ci sia qualcosa per me. Una vita giusta, l’amore di una ragazza, il riconoscimento di tutti gli sforzi che ho fatto e sto facendo per restare quello che sono e credere in ciò che credo, se fossi razionale al cento per cento avrei già smesso di sperarci e, conseguentemente, avrei già finito di soffrirci. Eppure non é ancora successo.Eppure sono vivo.
In calce aggiungerò che alcune delle cose scritte sopra sono andate modificandosi nel frattempo, ciò che non è cambiato è la sostanza della mia condizione, se vogliamo aggravata del tempo trascorso e dalle esperienze non proprio rassicuranti collezionate nel frattempo… Ed ho tutti i giorni la tentazione di buttare tutto all’aria e di smettere di lottare una volta e per sempre. A volte lo faccio anche, ma non in modo definitivo come vorrebbe la mia parte più nichilista e tetra, finora mi autodistruggo sempre per ricostruirmi. Finora, finchè terrò a mente le parole di cui sopra.

E’ un cane che si morde la coda perchè avere una personalità a volte è ciò che ti emargina e “ti fa vivere una vita che per altri è assurdità” ma, paradossalmente, è una delle poche cose che mi fa sembrare la vita degna di essere vissuta, avere delle idee maturate con l’esperienza e l’osservazione e cercare di scendere a compromessi il meno possibile. In una parola esserci per se stessi e non pare compiacere regole sociali o i voleri degli altri, avere una testa ed usarla…. Un amico mi ha fatto notare che questa intransigenza -che potrebbe essere alla base della mia solitudineè un atteggiamento molto adolescenziale, sarà per questo che non invecchio???

Domanda: “Ma se dici di avere ben chiaro chi sei e cosa vuoi, cosa hai in comune con un diciottenne che dice chiaramente di non sapere cosa vuole?”

Risposta: “Intanto l’età. Poi esiste una differenza quasi nulla tra il “non sapere quello che si vuole in generale” ed “il non sapere ciò che si vuole, perchè quel che si vorrebbe realmente è impossibile da ottenere”… diciamo qualche chilo di fiele in più che, a parte per il mio fegato, non fa alcuna differenza”.

Postilla:

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3 pensieri riguardo “Repetita Patty

    Scribacchina ha detto:
    20 giugno 2012 alle 19:06

    Se devo essere sincera, mi hai messo un po’ di angoscia: difficile ammettere che scendere a compromessi con se stessi non è la strada migliore da percorrere… anche perché scendere a compromessi inevitabilmente ti fa invecchiare dentro.

    … detta dall’alto dei miei quindici anni, capirai… 😛 (sdrammatizziamo, và!)

      nxero ha risposto:
      21 giugno 2012 alle 13:55

      Personalmente ci convivo abbastanza con l’angoscia 😉 quindi sì una sdrammatizzata ci sta!

    Scribacchina ha detto:
    21 giugno 2012 alle 22:47

    🙂

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