Bron-Yr-Aur

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Bron Yr Aur. Un nome in impronunciabile gaelico, una delle lingue più ostiche a cui uno possa pensare, una delle più antiche d’Europa, assieme al basco, difficile anche solo immaginarne una pronuncia corretta. Bron Yr Aur significa, probabilmente, collina d’oro, nel caso è però il nome di un cottage nel sud del parco Snowdonia in Galles che fu usato come casa per le vacanze dalla famiglia Plant prima, come base strategica dai Led Zeppelin poi, soprattutto per scrivere canzoni, molte delle quali finirono poi su “Led Zeppelin III”.

Avrei dovuto ascoltarli da adolescente i Led Zeppelin, invece ho tenuto molti dei loro dischi in naftalina sapendo che il momento per ascoltarli sarebbe poi arrivato. Come le notti insonni. E adesso che mi coglie la mancanza di sonno lascio espandere il loro suono nell’aria mentre attorno tutti dormono strangolati dall’afa. La leggendaria Les Paul di Jimmy Page ha un groove assolutamente magnetico, profonda e selvaggia la batteria di John Bonham e la voce di Plant ha smesso di risultarmi fastidiosa, per il suo inseguire gli acuti. Funziona. Però John Paul Jones rimane il componente che preferisco. Come al solito il talento occultato, il personaggio schivo eppure dal grandissimo talento, organista, bassista e, niente meno, direttore d’orchestra.

Ho sempre amato l’idea di chiudere la porta in faccia al mondo intero. Ho sempre amato l’idea di avere un rifugio, un posto impossibile da invadere, dove sono messe alla porta le brutture e le ingiustizie, dove tentare di tenere alla larga le paranoie. Di notte occorrerebbe allontanare ogni tristezza, dimenticare ogni malinconia, uccidere ogni paura e lasciarsi pervadere dal buio e dalla musica, ipnotizzati dal cielo spoglio del sole. Allontanare ogni cosa e ascoltare la propria interiorità, ma non quella infestata di fantasmi come capita di solito. Resistere all’assedio del mondo esterno, gioire delle cose belle, della musica, della libertà, che smette di essere un’utopia solo nei nostri pensieri… in quel modo raggiungere la collina d’oro. Isolati nelle proprie stanze, travalicare tempo e spazio, realtà e sogno… l’amore coagula sulle pareti, la poesia si comprime tra pavimento e soffitto, dalle finestre solo luce lunare e fulgida bellezza. Bron Yr Aur attende ogni sera.

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7 pensieri riguardo “Bron-Yr-Aur

    Scribacchina ha detto:
    27 giugno 2012 alle 08:09

    Io mi sto ascoltando tutt’altro, tra l’afa, le zanzare e il cielo stellato… ma non escludo di rispolverare a breve anche i Led Zeppelin 🙂

      nxero ha risposto:
      27 giugno 2012 alle 18:39

      😉

      nxero ha risposto:
      27 giugno 2012 alle 18:43

      Scusa la curiosità ma… cosa succede nel tuo blog?? Non riesco più a lasciare commenti, poi c’era un post su san Pietro e Paolo eppure non mi riesce nemmeno di leggerlo??? Sigh 😦

        Scribacchina ha detto:
        27 giugno 2012 alle 19:14

        Oddio!!!!! Quel post andava pubblicato domattina 🙂 Mi è partito il dito, è stato pubblicato per una decina di secondi e poi l’ho rimesso come bozza 😛 Ultimamente faccio tanti di quei danni, hehe!! Controllo per i commenti, mica di averne combinata qualcuna anche lì 😉

    Scribacchina ha detto:
    27 giugno 2012 alle 19:17

    Boh? Sembra tutto ok (SEMBRA… :-P)

      nxero ha risposto:
      27 giugno 2012 alle 21:54

      Ok… mistero svelato! 😛

        Scribacchina ha detto:
        28 giugno 2012 alle 05:42

        🙂

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