Till the shadows and the lights were one…

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Ho preparato la stanza con luci di natale e candele, lenzuola fresche e le nuvole dense che ci pervadono.

Tre giorni erano il mattino…

Era il tuo sguardo limpido, le tue iridi di smeraldo e le tue lentiggini timide che solo il sole era in grado di svelare, era il profumo inebriante dei tuoi capelli, la tua espressione persa dietro le palpebre, era l’aria fesca della notte, la stella cadente incendiata di passione…

Erano la mia goffaggine ed il mio stupore, erano le mie mani che stringevano ciocche castane lisce come un lago senza onde, era la mia paura ed il mio seguire ogni tuo gesto, era il mio sangue che ardeva in un lampo della tua luce di astro ribelle, era la liberazione dalla solitudine e dai suoi demoni, erano gli incubi tristi che non volevano lasciarmi libero.

Tre giorni nei quali il tempo non conta, tre giorni o tre mesi, tre giorni o tre anni… adesso che tutti noi abbiamo ali per librarci oltre l’orizzonte, adesso che il cielo si è spezzato, aspetterò finchè i giorni si confondano insensati oltre la finestra, finchè il vuoto diventi la mia proiezione ancestrale, finchè le luci si uniscano alle ombre…

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