Un incontro fatale

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Forse gli incontri migliori si fanno fortuitamente, forse le passioni più intense nascono da uno sguardo, dal rapimento dei sensi, dalla sensazione di fascino assoluto, da qualcosa che non puoi comandare come la volontà divina. Credevo che incontrare Danae fosse impossibile, invece quando arrivai a Vienna lei era lì alla Galleria Albertina. Raramente ho potuto godere di una tale fortuna, raramente mi sono trovato davanti all’incarnazione stessa della passione, della bellezza e del fascino che dimorano perfettamente in un’immagine indescrivibilmente traboccante di avvenenza e trasporto.

Come una spirale che ti invita a perderti nelle sue spire che ti accolgono morbide e dolci, tremante e sconvolto sai che non c’è scelta e non c’è scampo che il tuo destino, se poi ne esiste uno, è quello di abbandonarti all’estasi contemplativa e abbracciarne con uno sguardo rispettoso ma determinato, ogni linea, ogni singolo flusso di forma e di colore. Dietro alle palpebre chiuse è nascosto un mondo di beatitudine e piacere, tra i capelli incendiati affondano resistenze e lacrime, mentre le mani cercano di trattenere l’attimo nel quale si concretizza un  incontro di anime ed una comunione di spiriti. E la pelle madreperlacea, un soffice invito a lasciarsi il mondo alle spalle, ad abbracciare un’immagine immortale nella sua perfetta espressività.

Se sia possibile provare un sentimento simile per un’immagine, se non si riesca a trattenere la propria commozione profonda al cospetto di cotanta magnificenza posso testimoniarlo senza esitazione.

150 anni fa nasceva Gustav Klimt

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4 pensieri riguardo “Un incontro fatale

    Endorphin ha detto:
    14 luglio 2012 alle 16:03

    Sei stato al Belvedere?? Io lì quando ho visto il bacio non ci credevo che potesse essere così dal vivo. Stampato sembra quasi BANALE rispetto ad altre opere di Klimt, ma dal vivo è tutt’altra cosa, Ed è diventato tra i miei preferiti.

      nxero ha risposto:
      14 luglio 2012 alle 18:49

      Sono stato solo tre giorni a Vienna e ho praticamente speso 150€ solo per le entrate ai vari musei: Belvedere, Palazzo della Secessione, Museo cittadino… praticamente una sindrome di Stendhal continua. Sicuramente vedere le opere di un pittore dal vivo è tutt’altra cosa, ma con la Danae si è trattato di un vero e proprio stato di grazia che ho a mala pena tentato maldestramente di descrivere. Non andrò oltre, però la fatalità è stata incredibile perchè il dipinto appartiene ad una collezione privata e solo fortuitamente era presente all’accademia per una mostra… ovviamente è stata una meravigliosa sorpresa. Quindi capisco alla perfezione ciò che vuoi dire!

    Scribacchina ha detto:
    17 luglio 2012 alle 09:13

    Sono senza parole…

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