L’anno degli esordi

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Avete mai compilato quelle famose classifiche di fine anno che compaiono su talune riviste musicali, dove viene chiesto al lettore di esprimersi in merito all’anno appena trascorso per quanto concerne le uscite discografiche? Di solito, oltre alle categorie più scontate come “miglior disco”, “miglior cantante” e via discorrendo, compariva anche la categoria che più di ogni altra mi metteva in crisi, ovvero “miglior esordio”. Probabilmente perchè i soldi da spendere erano pochi e prima di buttarti sugli emergenti, spendevi tutti i tuoi malcapitati denari con i nomi più blasonati senza che te ne restassero più per nessun altro, triste ma vero. Crescendo i soldi aumentano ed anche la voglia (un tantino narcisistica, ammettiamolo) di giocare allo scopritore di talenti può essere soddisfatta, tuttavia quest’anno, forse per la prima volta, ho davvero l’imbarazzo della scelta.

I nomi sono tre ed in tre ambiti diversi ma tant’è… per il doom metal ci sono gli inarrivabili Pallbearer, per il rock i Black Moth e per il noise-rock adesso saltano fuori questi Jar’d Loose dalla sweet home Chicago. Negli anni novanta una piccola nicchia di musica pesante fu appannaggio di ragazzi dalla faccia relativamente pulita (benchè costantemente arrabbiata) e dai capelli corti come Unsane, Helmet e Jesus Lizard e la cosa sembrava effettivamente più o meno finita lì. Fino ad ora perchè adesso gli Jar’d Loose sembrano seriamente intenzionati a raccorglierne il pesante testimone ricoperto di polvere e ragnatele soprattutto grazie al suono da urlo della chitarra di Pete Adam Bialecki (veramente, mi manda in sollucchero) e alla vetriolica voce di Eddie Gobbo che canta con una veemenza rara.

Nervosi, potenti e decisamente due lunghezze oltre la rabbia, mostrano una coesione  e una compattezza invidiabile nel suono, portando alla mente altri gloriosi fantasmi del passato come i Prong -in “Rotten Tooth”- e i magistrali Refused -in “Go Down With You”-, insomma un esordio incendiario che, di colpo, riesuma delle sonorità di due decadi fa rendendole assolutamente attuali, rimaterializzando un contesto assolutamente credibile nonostante il tempo trascorso. Per un semplice esordio riesumare efficacemente  (ma non pedissequamente) un atmosfera dimenticata, un tempo passato, un’ira mai sopita non è assolutamente poco…

Jar’d Loose goes to purgatory, too late for apologies!

disco ascoltabile in streaming su Bandcamp

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3 pensieri riguardo “L’anno degli esordi

    Scribacchina ha detto:
    7 agosto 2012 alle 20:05

    Eddie Gobbo,hehe… Nome d’arte o origini italiane?
    Vabè,dato che si possono ascoltare in streaming,provvedo subito 🙂

    Scribacchina ha detto:
    7 agosto 2012 alle 20:27

    Tra l’altro noto solo ora che al basso c’è una gentile donzella,tal Eva Bialecki 😉

      nxero ha risposto:
      8 agosto 2012 alle 17:21

      😀 Difficile che uno si scelga un nome d’arte del genere!!!
      Per quanto mi riguarda le donzelle, ancorchè gentili e bassiste, sono sempre benvenute 🙂

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