Incipit

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Spesse volte non si focalizza a sufficienza l’attenzione su come le cose incominciano. L’inizio però spesso è fondamentale e quando mi soffermo a pensare all’inizio dei film è quasi fatale che l’inizio di Dawn By Law finisca per venirmi in mente come esempio da citare. Ho visto e rivisto questo spezzone con in sottofondo “Jockey Full Of Bourbon” di Tom Waits (dal magistrale “Rain Dogs”) abbastanza volte da innamorarmene letterlamente. La prima volta che lo vidi coscientemente fu una notte nelle vicinanze delle feste natalizie secoli fa, il solito fuori orario fatto apposta per insonni, depressi cronici, gente che torna a casa tardi con la testa pesante. Io mi reclusi in casa quella sera storidito dal chiassoso festare come un novello Ungaretti che demolisce il natale standosene davanti al caminetto in quiete.

Jim Jarmusch a Cannes nel 2005

Lungi da me fare parallelismi con il poeta che lessi e rilessi fino a abbracciarne ogni sillaba in gioventù, però quella sera il mio caminetto era, tristezza delle tristezze, l’apparecchio televisivo e un film che mi spiazzò con i suoi sottotitoli ed il suo bianco e nero, sbattuti in faccia ad un adolescente che cominciava ad assuefarsi un po’ troppo ad effetti speciali e storie preconfezionate. La carrellata si apre al cimitero con il primo piano di un carro funebre enorme nel suo essere statunitense, quasi una cerimonia degli opposti fra l’alpha del film e l’omega della vita di qualcuno che quel carro aveva trasportato al campo santo, lo stesso reso famoso decenni prima dalle scene lisergiche di Easy Rider. Poi parte la voce svogliata e impastata di Waits e sembra quasi di sentirne il fiato intriso di alcool e tabacco mentre la telecamera comincia il suo viaggio fra le strade di New Orleans, alla ricerca di due dei personaggi che finiranno per diventare protagonisti del film, si muove tra strade sporche e davanzali decorati, tra cieli dalle nuvole appena accennate e pneumatici abbandonati, tra la polizia che arresta qualcuno (oscuro presagio) e personaggi anonimi che si muovono lenti, tra le paludi e le case abbandonate. Il carrello scorre sicuro da destra a sinistra fino ad incontrare Jack (John Lurie), che di professione fa il protettore, dorme con una delle sue donne mentre l’altra, completamente alienata, rimane ipnotizzata dalla luce esterna che cambia, la musica di ferma per due miseri stralci di dialogo. Poi la telecamera inverte il verso del suo tragitto, impietosa sulle miserie e gli splendori della città fino a scovare il rientro a casa di Zack (lo stesso Tom Waits), un DJ che non riesce a tenersi un lavoro, dalla sua affascinate (nel suo essere trasandata) consorte Laurette (Ellen Barkin) che, senza farsi vedere, apre gli occhi in silenzio esattamente come la donna dormiente nel letto di Jack, quasi che questo silente risveglio fosse un invito agli spettatori a concentrare la loro attenzione su ciò che il film sta per narrare, su come la vita dei personaggi stia per venire sconvolta dagli eventi e su come loro stessi saranno in grado di reagire ai cambiamenti tragicomici che stanno per avvenire nelle loro vite. Un po’ come la musica che da svogliata e quasi sonnolenta che era si risveglia, nel finale, con l’incedere invadente di un sassofono che pare irrompere nell’etere quasi a discapito delle percussioni incessanti ma quasi in sottofondo, della chitarra incastrata ad arte, senza protagonismo manifesto (come suo solito) nel brano. Di un incipit così ispirato occorre ricordare l’autore: Jim Jarmusch, uno dei registi che ammiro maggiormente.

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16 pensieri riguardo “Incipit

    arsenicaxxx ha detto:
    2 settembre 2012 alle 17:46

    mi hai messo voglia di vedere questo film. ma mi sa che sul tubo non c’è e quindi ‘ndò lo posso trovà? (ogni tanto mi piace parlare e /o scrivere in romanaccio anche se non sono romana e faccio abbastanza ridere)

      nxero ha risposto:
      2 settembre 2012 alle 18:17

      Oddio, bella domanda! personalmente non scarico mai nulla dalla rete quindi non saprei dire sulla disponibiltà nei vari p2p o streaming, sul tubo ci sono solo alcuni spezzoni, personalmente ho acquistato una copia in DVD su ebay… non dovrebbe costare più di 10€, diversamente non saprei

        arsenicaxxx ha detto:
        2 settembre 2012 alle 18:43

        ok grassie mille per le dritte.
        io sono poco tecnologica e non so scaricare più di tanto, anzi per nulla. alle brutte mi guardo qualche spezzone sul tubo.
        comunque tom waits in quella canzone è favoloso.ha una voce super sensuale, poi io adoro quelle voci un po’ roche che sanno di alcool e tabacco e fanno molto sesso e vita vissuta.wuao. non farmici pensà.

        nxero ha risposto:
        2 settembre 2012 alle 18:47

        Gran bella coppia con Ellen Barkin 🙂

    Scribacchina ha detto:
    3 settembre 2012 alle 13:10

    Confesso che non è il tipo di film che sceglierei di vedere in questo momento (tanto per capirci, sono alla ricerca della versione italiana di Mansfield Park :-P). Però, mai dire mai 🙂

    … Ungaretti, uno tra gli inarrivabili 🙂

      nxero ha risposto:
      3 settembre 2012 alle 13:37

      Niente meno che una (più o meno) libera trasposizione cinematografica della Austen… sì decisamente aulico, decisamente un altro tipo di film 😉

      Ungaretti è stato (ed è) uno dei poeti che ho apprezzato ed uno dei motivi che mi hanno portato a scrivere, ah ah ah all’inizio scrivevo poesie, ma poi la quantità (e l’infimima qualità) delle persone che scrivono poesie oggigiorno mi ha fatto desistere nel disgusto di rime abusate e dozzinali, nè più ne meno di quelle che tentavo di scrivere.

    Scribacchina ha detto:
    3 settembre 2012 alle 13:52

    Alle superiori ogni anno ci veniva cambiato il prof di italiano (non chiedermi perché); ricordo con particolare affetto quello di seconda: giovane, aspetto rassicurante (grassoccio e con la barba), vitalità da vendere e un amore incondizionato per la letteratura. Una volta ci disse che le poesie si scrivono fino a 18 anni; chi supera questa soglia e continua a scriverle, o è un pazzo o ha davvero l’animo del poeta 🙂

    Mansfield Park lo sto leggendo adesso su Kindle: incredibile, non l’avevo ancora letto 😛
    Comunque Il Maestro e Margherita, versione cartacea, è già sul comodino che attende 😉

      nxero ha risposto:
      3 settembre 2012 alle 14:17

      … in realtà a scoraggiarmi fu la pletora di personaggi che infestano la carta ed il web che ardiscono ad essere chiamati “poeti”… alla fin fine mi scoraggiai definitivamente quando quello che scrivevo mi sembrava assai simile ai loro vaneggiamenti. In realtà non è poi così vero e mi feci suggestionare ma va bene così, credo. Comunque passai abbondantemente i 18 anni quindi ritengo di poter facilmente appartenere alla prima categoria.

      Io invece, mosso (e morso) dai sensi di colpa ed in un impeto di coraggio, mi sono messo a leggere “Anna Karenina” …hai fatto un ottimo lavoro di persuasione, adesso per i prossimi mesi sono a posto (si, sono piuttosto lento a leggere) 😉

        Scribacchina ha detto:
        3 settembre 2012 alle 14:32

        BRAVO!!! Dai, che Anna Karenina è superlativo! (quando un libro è tragico, ha almeno un secolo di vita e contempla un’eroina col cuore spezzato, stai sicuro che è nella mia classifica dei libri preferiti 😉 – Mansfield Park fa capitolo a parte, ovviamente)

        nxero ha risposto:
        3 settembre 2012 alle 14:44

        Nel sentire queste preferenze mi viene da sorridere perchè anche “L’uomo che ride” corrisponde alla descrizione (è, inoltre, uno dei libri più tristi che io abbia mai letto) ed E’ uno dei miei libri preferiti 🙂

        Scribacchina ha detto:
        3 settembre 2012 alle 14:53

        Allora DEVO recuperarlo 😛 Tra l’altro, anche l’altro giorno quando avevo letto il titolo, la prima cosa che mi è venuta in mente è la canzone dei Timoria, non so se te la ricordi 🙂

        nxero ha risposto:
        3 settembre 2012 alle 18:05

        Sì, me la ricordo 😉 non so quanto abbia a che fare con il libro… ah Renga rock, che tempi! Però leggilo in un periodo nel quale sei in grado di reggere la tristezza, mi raccomando…

        Scribacchina ha detto:
        3 settembre 2012 alle 18:08

        Il periodo allora potrebbe essere questo, sono allegrotta da un paio di giorni a questa parte 😛

        nxero ha risposto:
        3 settembre 2012 alle 18:15

        😉 è un’ottima notizia: chissà perchè tendo sempre a pensare che la gente sia sempre di pessimo umore come il sottoscritto 😀

        Scribacchina ha detto:
        3 settembre 2012 alle 18:41

        Ma dai, «sempre»… non ci crede nessuno! 🙂 (uhm… devo prepararmi un libro da consigliarti per tirarti su dopo Anna Karenina…………………..)

        nxero ha risposto:
        3 settembre 2012 alle 18:47

        Proprio sempre sempre no 😉
        I suggerimenti sono sempre i ben venuti, grazie 🙂

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