Sognare non costa nulla?

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Il viaggio rappresenta da sempre, per il sottoscritto, un momento di vitale importanza per uscire dal labirinto mentale che tendo a costruirmi vivendo sempre nello stesso posto, vedendo sempre le stesse facce e vivendo situazioni monotone solo molto sporadicamente interrotte da momenti piacevoli che, solitamente, vedono coinvolti amici e natura circostante. La claustrofobia spesso si fa asfissiante in una cittadina di provincia con decisamente poco da offrire in termini sia umani che culturali a chi abbia deciso di fare del sano antagonismo alla  banalità ed al quieto vivere. Non voglio dire che altrove sia necessariamente meglio (anche se spesso lo è) tuttavia rompere con la quotidianità per me è un esigenza quasi vitale.

Non ho nessuna intenzione di prendere in considerazione paradisi tropicali o altre mete generalmente ricercate: il mio habitat naturale è necessariamente il nord Europa, un posto dove decisamente mi sento a mio agio, nonostante sia altamente dispendioso offre in termini di civiltà, paesaggi, cultura e clima esattamente tutto ciò di cui ho bisogno per non appassire definitivamente, anzi per rifiorire proprio. A causa di problematiche varie soprattutto di tipo lavorativo ed economico negli ultimi anni non sono riuscito a spostarmi come vorrei, tuttavia prima di morire questi sono i tre viaggi che mi sono prefisso:

1. Scozia: I Romani li chiusero dietro al vallo di Adriano e solo per questo questa terra meriterebbe di essere visitata. Aggiungiamoci poi i paesaggi da sogno e il whiskey… personalmente non chiedo di meglio che affittare un Defender e girare dappertutto, spostandomi da distilleria a distilleria, possibilmente quando l’Erica fiorisce e ricopre deliziosamente il paesaggio. Da consumatore italiano, conscio quindi di avere a disposizione una selezione molto limitata di distillati,  ho eletto Oban come destinazione irrinunciabile:

Oban Distillery

2. Islanda: Se pensavate che il viaggio precedente fosse dispendioso aspettate di sentire questo: con lo stesso modello di jeep, il Defender di cui sopra, girare in lungo ed in largo l’isola islandese. Ovviamente un’ avventura da non affrontare in solitaria come mio solito, per l’occasione a seguirmi nel tragitto si ipotizza la presenza del secondo componente del duo bassistico più volte richiamato su queste pagine che, come primaria occupazione, presta la sua opera proprio su automobili e motori vari. Innumerevoli serate sono già state spese su google earth alla ricerca dei posti irrinunciabili da vedere, degli itinerari da seguire tra vulcani, geyser, distese sabbiose e cascate. Proprio una di queste è stata assunta a simbolo dell’intera impresa: le Svartifoss (cascate nere) caratterizzate dal fatto che la discesa d’acqua avviene in una cornice da sogno, circondata da colonne basaltiche esagonali nere:

Svartifoss

3. Il viaggio della vita: Oslo-Capo Nord in motocicletta! La chicca migliore, ovviamente, me la sono tenuta per la fine! Durante un viaggio in treno tra Oslo e Bergen mi sono accorto di quanto meravigliosa sia la terra di Norvegia, oddio lo immaginavo ma averlo visto in prima persona mi ha convinto che questo viaggio è una cosa che dovrò assolutamente affrontare prima di morire. Se gli altri viaggi si presentano dispendiosi, questo potrebbe richiedere un mutuo! Eppure dotatomi di un apposito mezzo affidabile (chessò di una BMW da turismo) affrontare il tragitto che, sappiatelo, è circa della stessa distanza che c’è fra Oslo e Roma (!) sarebbe il coronamento di un sogno decisamente esagerato anche per me. Ovviamente sono previste tutta una serie di tappe intermedie, non mi dispiacerebbe rivedere Bergen e Trondheim (bellissime) ma anche posti nuovi come Stavanger o, rigorosamente, le isole Lofoten!

Isole Lofoten
Sole di mezzanotte a Capo Nord!
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4 pensieri riguardo “Sognare non costa nulla?

    Scribacchina ha detto:
    11 settembre 2012 alle 13:12

    Beh, per l’ultimo viaggio oltre a un mutuo di denaro ti servirebbe anche un mutuo di tempo… però, come dici tu, sognare non costa niente 🙂
    Spezzo una lancia per il secondo viaggio: secondo me gli Unimog riescono pure a trovare uno sponsor 😉

      nxero ha risposto:
      11 settembre 2012 alle 15:51

      In effetti con uno sponsor potremmo anche fare il viaggio in Unimog (il mezzo) e portarci dietro una strumentazione tipo quella descritta in precedenza! Poi, con opportuni generatori, fare delle sessions devastanti nel mezzo del nulla, tipo i kyuss nella valle della morte… al di là del sogno!

    Endorphin ha detto:
    11 settembre 2012 alle 19:02

    Io devo devo devo andare nei paesi scandinavi, prima o poi!!:D

      nxero ha risposto:
      11 settembre 2012 alle 22:25

      Occhio al portafogli ma il mio consiglio spassionato è di andarci assolutamente! Se senti un minimo di attrazione verso quei luoghi, non tradiranno assolutamente le tue spettative!!!

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