La fonte di ispirazione

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Ad un certo punto ho sentito la mancanza. La mancanza di una vibrazione sulla pelle, di un muro del suono che si abbatte su di me con un tremore inaudito ed inesorabile, l’odore dolciastro del ghiaccio secco, la conseguente nebbia impenetrabile accostata al buio, le figure incappucciate che, a tratti, emergono dalla coltre violentata dalle note.

I Sunn 0))) sono un’esperienza incredibile la cui testimonianza dal vivo sicuramente non può lasciare indifferenti, li si ami o li si odi. Personalmente propendo per la prima ipotesi, anzi la verità è che sono stati assunti a icona dal bassistico duo che in tre occasioni ha potuto testimoniarne il devastante lirismo.

La prima occasione al Lokomotiv a Bologna (primo giugno 2009), una trasferta come non ne affrontiamo da tempo ci porta al cospetto di Stephen O’Malley e Greg Anderson: fu un’esperienza indimenticabile. All’esterno banchetti chiedono la firma per lo scarico delle responsabilità per l’udito (!) e uno di noi, non dirò chi ma non sono io, scrisse sconcerie al posto della firma… all’interno, per celebrare l’anniversario, dei grimrobe demos, un muro di amplificatori ci da il saluto… e più tardi l’onda d’urto!!! E che onda! A nessun concerto ho più sentito i peli su braccio vibrare, né i vestiti tremare, tanto meno osservato gente premersi le mani sui padiglioni auricolari in preda al terrore! Inutile adesso negarne il fascino… le sinistre figure dei due (assolutamente nessun ospite in questa esibizione) emergono solo per brevi tratti dalla nebbia al ghiaccio secco, trovandomi a due passi dal palco ammetto di aver tentato di disattivarne una, sul più bello, quando stavi pensando di vedere qualcosa fsssss… e la nebbia copriva tutto un’altra volta! Un’esperienza davvero difficile da rendere a parole ma sufficiente per capire che dal vivo la proposta acquista tutto un altro significato, solo lontanamente intuibile su CD. E’ una cerimonia che si perpetua ed evoca una sorta di trance valvolare, quasi una porta che si apre su nuovi mondi, che ti fa essere ad un passo dal ritenere che la realtà esterna possa essere annullata per l’intera durata del concerto. Una celebrazione assoluta del momento estetico creativo, hic et nunc!

Completamente conquistati dal duo decidiamo che merita una seconda trasferta questa volta addirittura all’estero, si scollina a Losanna (CH), precisamente al Luff underground film & music festival dopo più di quattro mesi. Questa volta gli svizzeri ci forniscono gentilmente i tappi auricolari all’esterno senza farci firmare niente. L’ambiente all’esterno è quanto mai variegato tra mimi che ti danno volantini, sale cinematografiche e librerie finiamo per chiederci dove diavolo si tenga il “concerto”, avendo quasi la tentazione di rivolgere tale domanda ad Attila Csihar che si aggira furtivo in mezzo a quella baraonda. Il concerto si tiene nel seminterrato e, stavolta, è meno intransigente avendo come fulcro il nuovo disco Monoliths & Dimensions. Come detto c’è Attila Csihar ed anche Steve Moore oltre al duo che decide di inondare decisamente di meno il pubblico di fumo. Ci sono due enormi armadi a catturare la nostra attenzione, al lato del palco con dei ventoloni che girano al loro interno, abbiamo passato qualche mezz’ora in seguito a chiederci che diavolo potessero essere (un impianto per la refrigerazione valvolare, sembrava la cosa più accreditata…) per poi scoprire che si trattava di due Leslie, una sorta di hammond giganteschi. Chiaramente la cascata di watt non si fa attendere, nonostante sia in misura minore rispetto alla devastante data di Bologna, Attila -verso la fine- si presenta sul palco con dei costumi improbabili e Steve fa una grande fatica a farsi sentire, ancora una volta siamo assolutamente conquistati, nonostante ci tocchi una nottata a dormire al gelo di una modesta auto parcheggiata in un non meglio identificato paesino elvetico. La mattina comunque ci ripaga dell’assiederamento con una splendida alba sul Gran San Bernardo.

L’ultima volta, dopo aver suonato nei posti più assurdi (la famosa dømkirke di Bergen che ho anche avuto la fortuna di visitare, tra gli altri), tocca alle ex-carceri di Torino. La cornice è suggestiva: il concerto si svolge in una sala nella quale sono convogliati i vari bracci della struttura, anche questa volta ghiaccio secco e vibrazioni la fanno da padrone ed il concerto fa assumere al posto un’aura assolutamente unica e speciale. Adesso sarebbe decisamente ora di un nuovo lavoro e di nuovi, susseguenti concerti, dopo Neurosis e Converge, l’appetito vien mangiando!!!

Ed ecco le mie modestissime fotografie (notare, ove possibile, l’amplificazione):

Sunn 0))) Lokomotiv Bologna 2009
Sunn 0))) Lokomotiv Bologna 2009
Greg Anderson, Luff Underground Film & Music Festival, Losanna 2009
Stephen O’Malley, Luff Underground Film & Music Festival, Losanna 2009
Attila Csihar (!!!) Luff Underground Film & Music Festival, Losanna 2009
Sunn 0))) ex carceri le nuove, Torino 2011: Il pubblico sulle balaustre.
Stephen O’ Malley, ex carceri le nuove, Torino 2011
Greg Anderson rende omaggio al vino italiano, ex carceri le nuove, Torino 2011
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8 pensieri riguardo “La fonte di ispirazione

    Scribacchina ha detto:
    15 settembre 2012 alle 02:16

    Ho letto molto volentieri le tue disavventure 🙂 Mi incuriosisce notare come tanti piccoli particolari mi siano familiari, nonostante si ricolleghino a esperienze diametralmente opposte (una tra tutte: la tonaca nera nelle foto, che non ci crederai ma proprio ieri in un video fatto a un live l’ho vista addosso a un bassista funk che sto studiando). Tra l’altro, mi spiegherai come sei riuscito a fare delle foto in situazioni come quelle, hehe!! Io ci ho provato, ma ti lascio intuire i risultati… 😀
    Certo che distribuire tappi prima di sentire il concerto, hehe… questa mi mancava… povere orecchie! 😛

    Thanks 😉

    nxero ha risposto:
    15 settembre 2012 alle 08:27

    La suddetta tonaca è attualmente un oggetto di strenua ricerca da parte nostra -come oggetto di puro feticismo, visto che non ambiamo all’imitazione pedissequa- alla fine ci stiamo accontentando di prendere una lunga pezza nera ed adattarla all’uopo. 😀
    Per le foto direi che sia stato determinante la cosiddetta fortuna del principiante: a Bologna era assolutamente impossibile ottenere risultati migliori (già quei due scatti sono frutto di accurata selezione), negli altri due casi c’era poco ghiaccio secco ed ero sotto al palco… paradossalmente è la condizione migliore per fruire del concerto, comunque sono riuscito a “tagliare” la Les Paul di Anderson e si vedono quegli odiosi “pallini” di luce che rendono le foto piuttosto modeste. Non posseggo una reflex (e non ambisco ad averne una), non perdo tempo con a controllare alcun parametro e non ho intenzione di impazzire dietro alla manipolazione delle immagini. Come coi suoni, ho un’attitudine “attenta” ma decisamente plug and play anche perché so benissimo che se comincio a toccare i settaggi, finisce che non combino più nulla.

    I tappi sono assolutamente necessari per assistere ad un evento del genere, farne a meno rappresenta un serissimo azzardo al proprio udito, quindi, una volta tanto siano ringraziati gli svizzeri!

    You’re always welcome!!! 😉

    Endorphin ha detto:
    15 settembre 2012 alle 21:41

    mi è piaciuto tantissimo leggere questo tuo post!=D
    ed a proposito di drone, io amo i the angelic process. purtroppo non potrò mai vederli suonare.

      nxero ha risposto:
      16 settembre 2012 alle 12:35

      Ammetto di non aver mai sentito una nota dei the angelic process… ma mi metterò alla ricerca!

      Comunque grazie 😉

        Endorphin ha detto:
        16 settembre 2012 alle 14:52

        Allora DEVI ascoltarli.
        Imperativo categorico.
        Quasi non ci credo che non li conosci!!

        nxero ha risposto:
        17 settembre 2012 alle 09:06

        Provvederò!

    rocco ha detto:
    17 settembre 2012 alle 07:30

    … e come stanno i tuoi padiglioni uditivi dopo un concerto dei Sunn 0))) ???
    sembra che suonare in tonaca ormai sia diventata una moda … perfino i Chrome Hoof usualmente lo fanno !

      nxero ha risposto:
      17 settembre 2012 alle 09:06

      Tre concerti e, finora, nessun contraccolpo! Se non a livello emozionale chiaramente. I tappi, per ora, offrono una protezione sufficiente…

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