Rock sisters!

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Dopo aver trattato della divina Liz Buckingham nel post precedente e grazie al sempre prezioso intervento di Scribacchina ho deciso di dedicare un articolo alle sorelle del rock. Prima avevo sempre evitato perché mi sembra di ghettizzarle in qualche modo o di porre in rilievo questioni che con la musica hanno poco a che fare. Preoccupazioni legittime, oltre al fatto che credo che l’idea sia tutt’altro che originale e un tantino sfruttata per dirla tutta.

Quello che posso provare a fare però è rendere un personale tributo a tutte le donne che ho ammirato per il loro impegno in campo musicale… certo sarei un tantino ipocrita a dire che non sono anche un ammiratore del loro fascino e della loro avvenenza, quindi lo faccio esplicitamente: ebbene molte di loro mi piacciono anche per la loro immagine, non posso farci niente e, da un certo punto di vista, spero converrete che sarebbe anche più preoccupante se non lo facessero! Posso solo aggiungere che ho evitato volutamente campi come le riot grrrls (ebbene sì: personalità come Kathleen Hanna, Kat Bjelland o Jennifer Finch hanno lasciato un segno in me, magari se ne riparlerà!) o il metal sinfonico (dove spadroneggiano le varie Simone Simons, Tarja Turunen e Annette Olzon) perché la presenza femminile in questi campi è tutt’altro che marginale!

Quindi ecco a voi, passibile di omissioni ed in ordine rigorosamente sparso, il mio personale tributo alle seguenti eroine della musica pesante!

Laura Pleasants, Kylesa

Dalla stessa cittadina, Savannah (Georgia), che ha dato i natali a Mastodon e Baroness ecco emergere i Kylesa compagine dedita allo sludge che ha in Laura Pleasants, la sua cantante e chitarrista. Piuttosto innervosita e penalizzata (nel suono) all’ edizione 2011 del MiOdi, ha delle innegabili qualità musicali anche palesate in ottimi dischi come “Static Tensions”  e “Spiral Shadows”  ai quali sarebbe anche il caso di dare un seguito, magari ci sta lavorando!

Wata, Boris

Chitarrista del magico trio nipponico che deve il nome ad una canzone dei Melvins, ammirata anch’essa all’edizione 2011 del MiOdi. Il trio propone musica di difficile classificazione: dal rumorismo (“Dronevil”, “Absolute Ego”), al rock largamente inteso (“Heavy Rocks”, “Smile”), all’inclassificabile (il bellissimo “Flood”), alle collaborazioni (l’eccellente “Altar” con i Sunn 0))) o “BXI” con Ian Astbury dei Cult). Ultimamente sono votati alla stranezza (il pop-giapponese  di “Attention Please”), rimangono comunque nella leggenda!

Lori Black, The Melvins

Anche conosciuta semplicemente come Lorax o come la figlia di Shirley Temple è riuscita a tenere testa ai due despoti King Buzzo e Dale Crover quel tanto che basta per incidere dischi fondamentali per il gruppo statunitense come “Ozma” e “Bullhead” (per tacere del loro disco più noto “Houdini”), converrete che non è impresa da poco!

Inger Lorre

Avuto un discreto successo con il suo gruppo originale i Nymphs nei primi anni ’90 è sparita dalla circolazione fino alla vanificata collaborazione con Jeff Buckley per “Sweetheart the drunk”. Riemerge nel ’99 grazie all’aiuto di Henry Rollins e riesce ad incidere un bellissimo solo album dal titolo “Trascendental Medication” che ospita anche un duetto con lo sfortunato Buckley (“Thief without the take”). Sparisce nuovamente fino a qualche sporadica apparizione live nei 2000 con il suo ex gruppo, fino alla morte del batterista. (sigh!)

Kari Rueslatten

Norvegese ex cantante dei favolosi Third and the Mortal da Trondheim, con i quali ha inciso un EP “Sorrow” ed un disco “Tears laid in earth” del tutto intrisi del suo carisma vocale, ha perfino collaborato con Fenriz (Dark Throne) negli Storm, prima di veleggiare decisamente verso lidi più leggeri, raggiungendo anche un certo successo in patria.

Ann Mari Edvardsen

Raccogliere l’eredità della Rueslatten nei Third and the mortal non era certo un’impresa alla portata di tutti, eppure lei non solo ha dato continutà al gruppo, ma la sua collaborazione è andata anche oltre crescendo assieme a loro, fino alle porte del trip-hop.

Monika Edvardsen, Atrox

Sorella d’arte è nota per la sua collaborazione con la medesima negli elettronici Tactile Gemma e, soprattutto, negli Atrox, eclettico gruppo death metal, tutt’altro che canonico ed interessante nella sua personalità, per il quale firmava anche le copertine.

Runhild Gammelsæter, Thorr’s Hammer

Quando era ancora studente si unì a Greg Anderson e Stephen O’Malley nei Thorr’s Hammer, rendendo, con il suo growling, il loro esordio indimenticabile. Oggi è una ricercatrice all’università di Oslo (!!!), ma continua a collaborare con il duo per alcune uscite dal vivo e per l’album “White One”. Ha poi collaborato con James Plotkin per i Khlyst e fatto uscire un lavoro solista “Amplicon” nel 2008.

Jo Bench, Bolt Thrower

Storicissima bassista dei Bolt Thrower è stata per anni una mosca bianca nel death metal. Oggi l’attività del gruppo ha rallentato notevolmente, tuttavia si esibiscono ancora: L’anno scorso si è infatti tenuta la boltfest il cui incasso è stato devoluto alla ricerca contro il cancro.

Kira Roessler, Black Flag

Anche lei tra le prime a saltare su un van e a percorrere suonando tutti gli stati uniti con gentaglia come Henry Rollins e Greg Ginn, rimarrà sempre nei nostri cuori!

Jarboe

Ecco la classica artista che non ha bisogno di presentazioni: basta e avanza la sua militanza negli Swans, comunque vanta anche una carriera solista di tutto rispetto ed un meraviglioso lavoro con i Neurosis!

Paz Lenchantin

Polistrumentista di tutto rispetto vanta una collaborazione con Billy Corgan, nonchè la partecipazione ai lavori degli A Perfect Circle, supergruppo di Billy Howerdel e James Maynard Keenan dei Tool.

Melissa Auf Der Maur

Evidentemente Mr. Corgan deve avere un palese interesse per le donne alle quattro corde, visto che anche Melissa ha collaborato con lui. Oltre a questo la ricordiamo nelle Hole e, finalmente, alle prese con una brillante carriera solistica.

Grace Perry, Landmine Marathon

Per chiudere una forza giovane: Grace Perry dei Landmine Marathon, compagine statunitense di death metal. I soui growls farebbero tranquillamente impallidire quelli di molti colleghi maschi, ha grinta e talento da vendere e spero che si faccia largo come merita.

Liz Buckingham, Electric Wizard

Di lei abbiamo già parlato ma meritava un secondo passaggio! Ricorderei soltanto la sua collaborazione precedente ai ‘Wizard con 13 e Sourvein.

Con sentitissime scuse a tutte quelle che, certamente, ho dimenticato!

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6 pensieri riguardo “Rock sisters!

    Endorphin ha detto:
    21 settembre 2012 alle 18:58

    Ma Tarja NON dovevi dimenticarla però!!;)

      nxero ha risposto:
      21 settembre 2012 alle 19:02

      Ma non l’ho dimenticata… solo che nel suo genere non è un’ eccezione avere una cantante femminile, piuttosto è la regola! Senza nulla togliere ai suoi meriti, resta pur sempre una (quasi) cantante lirica!!!

    Scribacchina ha detto:
    24 settembre 2012 alle 13:12

    Acccc…!!!!! Fortuna esistono le notifiche via mail… mea culpa, questo pezzo mi era completamente sfuggito…

    Caspita, direi che in giro ce ne sono di strumentiste brave e belle (Melissa Auf Der Maur poi ha un incredibile fascino – e anche un po’ di pelo sullo stomaco: io non riuscirei mai a suonare con Billy Corgan, mi sa di personaggio inquietante).

    Lori Black: non posso crederci, è figlia di… Shirley Temple?… ODDIO!! (confesso che i film della bionda ricciolina mi piacciono da morire, hehee…). Lorax, bassista, musicalmente parlando scomparsa da quando suonava con i Melvins a inizio anni Novanta… interessante questa cosa, mi ricorda qualcuno 😉

    Purtroppo per la questione del ghettizzare la donna musicista hai perfettamente ragione: vogliamo parlare del terrificante fenomeno della ‘band tutta al femminile’? A mio parere, una pagliacciata (e con tanto più piacere ho letto quello che hai scritto di Grace Perry, «i suoi growls farebbero tranquillamente impallidire quelli di molti colleghi maschi»). Per non dire dei gruppi che inseriscono una musicista donna solo per avere un trofeo da esibire: ridicolo.

    C’è anche da dire un’altra cosa: uomo o donna che sia, quello che suoni (e come lo suoni) viene da dentro. Quindi se la persona è (passami il termine) «molle», il suonato sarà senza spina dorsale: cosa vista e sentita mille e mille volte 😉

    nxero ha risposto:
    24 settembre 2012 alle 18:19

    🙂 Sono contento che tu l’abbia letto!

    Circa Billy Corgan hai ragione: non ci suonerei mai. Non mi inquieta (ci vuole ben altro) però recentemente ho appreso che pare che Butch Vig (produttore -anche di Nevermind- e membro dei Garbage) racconti che durante le registrazioni di “Siamese Twins” abbia voluto ri-registrare da se’ le parti di basso e chitarra perchè non era soddisfatto di come le avevano suonate i membri della band. Terribile, un maledetto despota! Se non ti va bene come suono ti saluto su due piedi!!! Non sopporto le band con le “prime donne”, inoltre non mi piace la sua voce e pare che non abbia simpatia per i bassisti maschi 🙂

    Per me non esiste una “band tutta al femminile” esiste un gruppo ed esistono gli strumentisti, se sono tutte donne non cambia nulla, basta che suonino come si deve. Purtroppo la donna- trofeo nel metal è una cosa che non siamo ancora riusciti a deradicare, esempio recente un terribile gruppo chiamato Huntress…

    Circa l’ultima considerazione forse non serve nemmeno che dica che sono d’accordo, mentre l’allusione a Lori… uhm non l’ho capita!

    Scribacchina ha detto:
    24 settembre 2012 alle 21:14

    Ri-mea culpa, spesso senza rendermene conto dò per scontate cose che scontate non sono per niente 🙂 C’era una volta nella prima metà degli anni Novanta una fanciulla bassista che suonicchiava in giro coi suoi gruppetti rock-funk-liscio e chi più ne ha più ne metta. Dopo quel periodo, il nulla. Sul presente non mi esprimo, dico solo che il futuro promette bene 😛

      nxero ha risposto:
      24 settembre 2012 alle 23:07

      Non mi resta che restare in attesa, dunque 😉

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