Bergen-Torino, solo andata.

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Bergen, Norway

Il cielo sopra Bergen è mutevole, soffre il respiro rabbioso dell’oceano, si anima di un’instabilità isterica, inquieta ed ispirata nel mutare scenario rapidamente. Il cielo sopra Bergen non offre sicurezze né punti di riferimento, tanto meno appigli, eppure si illumina come un viso ai raggi di luce. Occorre plaudere alla pioggia, resistere al sole, lasciarsi stravolgere dal vento. Non offrire resistenze ai mutamenti che irrompono senza riguardo alcuno. Bergen non conosce pace, non reclama stabilità: si snoda in mille stradine uncinate, si aggrappa alla montagna ed alla foresta e si abbandona all’oceano, alla sua imponente presenza che permea ogni angolo.

Da questa cittadina, in passato patria di Edvard Grieg, provengono gli Enslaved, anche loro in procinto di fare uscire un disco nell’anno di grazia 2012, perché, a questo punto, di anno di grazia trattasi, senza dubbio.

Confesso di non aver mai avuto una particolare simpatia per il Black Metal, non amo particolarmente il cantato in screaming, le chitarre stridule e soprattutto i riferimenti satanici che ormai fanno pena più che infondere terrore.

Dio, e Satana di riflesso, sono argomenti sfruttati fino all’osso e soprattutto tendenzialmente sterili, visto che nessuno è mai riuscito, né probabilmente riuscirà, a dimostrarne l’esistenza e considerato che rifuggo dalla dottrina cristiana ben più che millenaria e radicata nella mia cultura, non vedo come possano uno o più gruppi musicali indurmi ad abbracciare un nuovo credo, per altro anch’esso dogmatico e costrittivo.

Fatta questa precisazione, apprezzo moltissimo gli Enslaved. Similmente al clima della loro città sono riusciti a non fossilizzarsi in un unico stile, in una sola tonalità di colore più o meno tendente al nero. Se all’inizio si potevano accodare al carrozzone black metal, seppur con forti influenze e richiami alla cultura vichinga e norvegese, sono andati via via avvicinandosi ad una dimensione più personale e meno definita e definibile, rivendicando la loro personalità ed arrivando a creare un suono inimitabile. Ormai solo le parti vocali fungono da forte richiamo al passato, adesso ogni loro composizione si anima  e muta piacevolmente forma, con una trasformazione assolutamente armonica, mutuata dal progressive.

Quando uscì il loro disco “Axioma ethica odini”, nel 2010, camminavo per il parco del Valentino a Torino, con l’autunno come orizzonte e una pioggia lieve a rispecchiare il mio stato d’animo. In quel momento il cielo era grigio ed immoto, presto sarebbe scesa l’oscurità su di me… avrei dovuto essere pronto, eppure l’ oscurità che ancora non mi abbandona. Le loro parole risuonavano in me, aiutandomi a trovare la forza per non essere vulnerabile e farmi sovrastare dagli eventi, possibilmente pronto ad accorrere, pronto a sacrificarmi, pronto a reagire…

Hold on, don’t fade away
Don’t be afraid to bleed, afraid to dream
Let the elders enlighten the path
They have cried for you, died for you

Autunno al parco del Valentino

Il nuovo “RIITIIR” esce dopodomani:

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4 pensieri riguardo “Bergen-Torino, solo andata.

    arsenicaxxx ha detto:
    27 settembre 2012 alle 06:04

    il valentino d’autunno è meraviglioso. quasi magico.

    nxero ha risposto:
    27 settembre 2012 alle 07:38

    Assolutamente vero!

    © Vera Marte ha detto:
    28 settembre 2012 alle 08:43

    E’ complicato commentarti, tanto quanto è complicato distogliere l’attenzione dalla lettura di quello che scrivi. Riesci a rendere tutto poetico e ipnotico… La descrizione di Bergen, per me che ho ben altre mete in mente, è riuscita a farmi venir voglia di salire sul primo aereo per la Norvegia.
    Abbi pazienza se non mi manifesto spesso, in realtà dietro le quinte ci sono, è che non ho ancora trovato la via giusta per esprimere quello che mi trasmetti…

      nxero ha risposto:
      28 settembre 2012 alle 10:12

      Amo visceralmente la Scandinavia!!! Se riesco a trasmettere la cosa e a suscitare interesse probabilmente lo devo a questo sentimento, che però non sto coltivando come vorrei (leggasi andarci a vivere domani!). Comunque se non ti riesce di commentare, anche solo il fatto che mi dedichi tempo ed attenzione è un grandissimo complimento per me e lo apprezzo tanto.

      Grazie 😉

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