Alla corte del dio sudista!

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The Secret

Probabilmente solo i più appassionati di musica pesante (pesantissima) sanno che esiste un gruppo italiano in grado di fare cose egregie al punto di essere giunti al loro secondo lavoro licenziato dalla gloriosa Southern Lord (etichetta di Greg Anderson e Stephen O’Malley, i Sunn 0))) ) e di fare da apripista ai Converge  durante il loro prossimo tour europeo, il prossimo dicembre. Il gruppo si chiama The Secret e proviene da Trieste, il disco, prodotto ancora una volta da Kurt Ballou ai suoi Godcity studios, si intitola provocatoriamente “Agnus Dei” ed è ascoltabile in streaming qui. Se avete il coraggio.

Dico così perché la loro proposta è un ibrido bastardo di Black Metal, Hardcore, Crust e Grindcore. Senza pietà, compromessi e respiro i The Secret non lasciano tempo per rifiatare, sembrano la perfetta incarnazione di oscurità e rabbia. I loro testi e la loro immagine presentano una forte componente blasfema… la cosa mi lascia tutto sommato indifferente: lo trovo un argomento sopravvalutato e futile, se non fosse che la proposta ha effettivamente più di un’attrattiva alle mie orecchie. Risulta essere infatti sufficientemente personale e decisamente devastante: i quattro possiedono sicuramente una coesione fuori dal comune come pure fuori dal comune è riuscire a coniugare generi con pochi punti in comune che non siano necessariamente l’aggressione. Giunti al quarto album, che segue l’esordio su Southern Lord, l’eccellente “Solve Et Coagula”, confermano tutte le loro qualità con questo nuovo, giungendo ad una formula che, se possibile, appare ancora più organica e omogenea.

Sfortunatamente l’averli visti al MiOdi del 2011 ha potuto solo parzialmente confermare le loro doti dal vivo, essendosi esibiti nella saletta interna del Magnolia Club di Milano, vengono penalizzati da una resa dei suoni assolutamente scadente (il batterista era furibondo), il che non impedisce un furioso slam-dancing con sporadici episodi di crowd-surfing e nemmeno al sottoscritto di scattare qualche foto pessima!

The Secret, MiOdi 2011
The Secret MiOdi 2011
The Secret MiOdi 2011

Notare i lumini sul pavimento!

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4 pensieri riguardo “Alla corte del dio sudista!

    Scribacchina ha detto:
    6 novembre 2012 alle 15:40

    La maledizione del metal italiano e dei suoi sottogeneri/ibridi: apprezzati all’estero, poco considerati in patria (vedi gente come i Lacuna Coil, tanto per fare nomi “un po’ più noti”). Le foto non sono così pessime, dai, siamo obiettivi 😉 La prima si potrebbe intitolare “Omaggio alla Moretti” (perché era una Moretti, vero? :-P); vista dal lato cantante, si vedrebbe un losco figuro con due mani alzate: in una la digitale, nell’altra una specie di brodaglia simile alla Guinness, cioè quello che offriva la casa – di solito in quei postacci la birra è pessima 😀
    Vedo anche un Rick, hehe… 😉 come caspita farà a suonare col basso alle ginocchia lo sa solo lui (parla una che suona con basso a livello ascellare… e potendo lo alzerei ancora di più!)

    nxero ha risposto:
    6 novembre 2012 alle 16:52

    Per la verità, credo che, nel caso dei The Secret, chi doveva accorgersi di loro l’abbia fatto anche in patria, in fondo siamo in quattro gatti e la voce gira in fretta nell’ambiente, al concerto erano in molti ad attenderli al varco. Il “problema”, casomai, è che l’Italia non ha proprio feeling con nulla di così brutale, personalmente me ne cape poco.
    Oddio… temo di non sapere che genere di birra fosse, ma sul fatto che fosse di infima qualità penso che sia difficile dissentire e anche il bicchiere di plastica non aiuta! Comunque, nonostante quelli di SoloMacello si siano prodigati encomiabilmente, dal punto di vista dei suoni è stata una serata piuttosto storta per The Secret come per i Kylesa… comunque a me il Magnolia non dispiace come locale non fosse che è dall’ altra parte di Milano (Linate) e che i concerti iniziano sempre ad un’ora improponibile per chi deve ancora farsi un’ora e mezza di strada per tornare a casa. L’atmosfera è molto amichevole e rilassata (ok, magari non in questo caso…), anche se abbiamo dovuto insegnargli come si fa una grappa calda!
    In effetti credo che il bassista non abbia molta familiarità con l’impostazione jazzistico-ascellare… io prediligo una sorta di via di mezzo… ops, quello è un Thunderbird 😉

    Scribacchina ha detto:
    6 novembre 2012 alle 20:42

    … ah è un Thunderbird?…. ehm…………… vado a nascondermi che è meglio 😛
    …… Grappa calda???? Cos’è, una bevanda tipica del biellese? 🙂 detto inter nos, mi fa venire in mente il bianchino scaldato dei miei zii del Veneto, una cosa allucinante un po’ perché il vino bianco scaldato è eresia, un po’ perché si scandalizzavano per il fatto che al di fuori dei confini regionali non si sapeva cosa fosse 🙂 Comunque un giorno la proverò questa grappa calda, mi sa di qualcosa di molto invernale 🙂

      nxero ha risposto:
      6 novembre 2012 alle 21:11

      Si sì è decisamente invernale, se non ti scaldi con quella… ci sono diverse scuole di pensiero, alcuni scaldano solo la grappa, ma di solito è 60% grappa 40% acqua scaldata col vapore della macchina per il caffé, alcuni ci aggiungono anche lo zucchero, piuttosto semplice ma funziona 😉 non so se si usa altrove (a questo punto suppongo non a Milano!) ma nella nostra provincia ed in Val D’Aosta (dove è detta “grappezzata”!) è piuttosto comune.
      In effetti anche da noi si scalda il vino, quello bianco si fa con la frutta a pezzi, con quello rosso il vin brulé con chiodi di garofano e cannella, quest’ultimo non mi piace molto, preferisco il gluhwein tedesco, meno speziato. Ultimamente ho provato anche il parampampoli del sudtirolo con caffè, vino, zucchero e grappa… niente male!

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