The end of something!

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Touch your fear, don’t be afraid, don’t be afraid, It’s the end of something!

E’ incredibile a quanta gente non importi nulla della fine delle cose. Decretare la fine di una cosa qualsiasi appare come una fatica inutile ad una quantità incredibile di persone tra cui amici, parenti, fidanzate, datori di lavoro e una serie di personaggi non meglio identificati con cui, comunque, ci tocca avere a che fare. Oggi non si usa più: di solito si tronca il rapporto di netto senza tanti complimenti e chi s’è visto s’è visto. Mi sembra un po’ troppo comodo, mi sembra che tutta questa gente non abbia il coraggio di guardarti negli occhi e dirti: “guarda ciccio, è finita per questo, questo e quest’altro motivo”*. Per ovviare all’incoveniente, indubbiamente scomodo, di dover sostenere uno sguardo o prendersi la responsabilità di argomentare ciò che si sta facendo -se proprio si vuol tentare di palesare un minimo di inutile considerazione per l’interlocutore- si presentano oramai tutta una serie di metodi alternativo/tecnologici assolutamente inadatti ad una cosa del genere quali pizzini di varia natura e foggia, sms, e-mail, posta prioritaria (ed è già un lusso!) e qualsiasi cosa risulti altamente freddo ed impersonale nonché, nei casi più gravi, crudele ed insultante. Difficile far trasparire qualcosa da mezzi di comunicazione del genere: a mio parere forse la lettera in stile ottocentesco si salva, ma niente potrà mai risultare efficace quanto la classica chiacchierata faccia a faccia se vogliamo dimostrare del rispetto per il nostro interlocutore.

Per uno che poi, come il sottoscritto, fa fatica ad accettare la fine di qualsiasi cosa, direi che la cosa è assolutamente fondamentale, se non altro per mantenere il rispetto di chi mi sta di fronte. L’ inizio è basilare ma anche la fine ha la sua importanza.

*Questa espressione è un dichiarato tributo a questo perduto personaggio dell’ imprescindibile Corrado Guzzanti:

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5 pensieri riguardo “The end of something!

    Scribacchina ha detto:
    29 novembre 2012 alle 15:45

    “Fine” è una di quelle parole che non riesco proprio a digerire, nemmeno col grappino 🙂 o meglio,la digerisco quando ha un suo perché ben motivato tramite sms, telefonata, chiacchierata, mail o (meglio!) raffinatissima lettera ottocentesca vergata a mano 🙂

      nxero ha risposto:
      29 novembre 2012 alle 17:11

      Certo che però via mail o sms viene una gran tristezza, almeno a me…

        Scribacchina ha detto:
        30 novembre 2012 alle 10:45

        A me basterebbe anche una mail.

    © Vera Marte ha detto:
    29 novembre 2012 alle 18:12

    Sono troppo pigra per metterti anche il testo, ma conto sulla tua abilità con l’inglese… 😉
    Tanto in caso non fosse chiaro sei capace di trovartelo, no?! 😛

    franzme ha detto:
    30 novembre 2012 alle 10:34

    Immagino che tu abbia affrontato l’argomento con chi ha messo fine a qualcosa cercando con un po’ di impegno di parlarne o almeno scrivendo davvero le missive finte-ottocentesche di cui sopra. Se l’avessi fatto solo con questo post sul tuo blog, tutto il discorso mi verrebbe un po’ a decadere.

    Buoni gusti musicali, comunque.

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