Mese: novembre 2012

Abbasso i festival!

Postato il

No Gods Of Metal

Niente Gods Of Metal nel 2013. Non ne piangerò l’assenza. Da molto tempo i festival sono un fatto ineludibile nel campo del metal, ma io li detesto apertamente del ’97, fatte salve rarissime eccezioni come il Roadburn o il Maryland Death Fest che, come noterete, si svolgono all’estero. Se qui da noi mi sono sempre trovato male, se non malissimo, all’estero conservo una minima speranza che all’estero le cose vadano meglio.

Concerti organizzati nel fango, se non direttamente sull’asfalto rovente (ah, cosa non si fa per i Black Sabbath!) senza un minimo di conforto se non dei teloni iperaffolati (e fortunatamente non ho mai avuto bisogno di un bagno!), gruppi messi a suonare a volte senza un minimo di coerenza tra di loro (non che questo giustifichi le bottigliate ma potevate aspettarvelo), altri chiamati ad esibirsi come tappabuchi raccomandati (ho in mente un certo combo meneghino negli anni ’90) e, ultimamente, dulcis in fundo, per tutto questo pagare dei prezzi improponibili. No, il Gods Of Metal non mi mancherà proprio. Se proprio dovessero interessarmi tutti i gruppi in scaletta, cosa della quale dubito pesantemente, preferirei vedermeli tutti singolarmente, magari risparmierei anche dei soldi e del logorio nervoso. Spererei quasi che non ne facciano mai più, ma purtroppo l’immagine recita see you in 2014!

Ricordate comunque la massima dei Primus: To defy the laws of tradition, it’s a cursade only of the brave!

Liberatelo!

Postato il

Ozzy Arrested

Hammersmith Odeon UK September 20, 1980

Darei davvero qualche soldo per poter assistere a un concerto come questo! Buon sabato a tutti!

Le attese

Postato il

Lucio Fontana fotografato da Ugo Mulas

Le attese sono come dei tagli su una tela, squarci nel tempo, distorsioni dello spazio. Uno spazio buio che scava nella vita: la necessità di dover far passare il tempo prima che succeda veramente qualcosa. Una cosa qualsiasi, un segnale, un cenno, una scintilla. Invece l’attesa sa di buio e silenzio, dilata il tempo fino a tagliarlo, fino ad espanderlo in un’altra dimensione, nella quale si resta sospesi nel non sapere, nella non vita, nell’incapacità di prendere una decisione non avendo in mano i termini del problema. E tale sospensione uccide.

I’m standing alone on the cliffs of the world.
No one ever tends to me.
Sitting alone, covered in rays.
Some things are so my mind can breath

Waiting is hard
Fucking takes so long
Draped in sun – hands in sand
Earth acid cleanses me, cleanses me clean
But the world, it never comes

It never comes
It never comes
It never comes

I lay on my side in the edge of the room
She never expects anything from me
When all the days – the days of the year
I know I miss that part of me.

Waiting is hard
Fucking takes so long
Draped in sun, hands in sand
Earth acid cleanses me, cleanses me clean
But the world it never comes

It never comes
It never comes
It never comes
It never comes
It never comes

Your satisfaction is our best award!*

Postato il Aggiornato il

Ebbene sappiate che questo da oggi è un blog pluripremiato, mi verrebbe da aggiungere immeritatamente, se non avessi stima delle due persone che mi hanno mandato i suddetti premi e che sono davvero le blogger migliori che io abbia mai avuto la fortuna e l’onore di leggere, ovvero, in ordine cronologico, Scribacchina e Vera Marte. Visto che non ho parole per esprimere la mia gratitudine e che non mi sento in grado di esprimere ulteriori nominations rispetto alla lista di blog che leggo qui a fianco, passo a presentarvi brevemente le due gentili blogger e poi -lo so sono sempre più a corto di argomenti!- a rispondere alle domande contenute nel post di Vera, di modo che io possa fugare qualche vostra bruciante curiosità sul sottoscritto!

Scribacchina: Tra le prime assidue lettrici dei miei deliri quotidiani (e per questo avrà la mia gratitudine incondizionata!), condivide con me anche la passione per il suono del basso e per l’arte in generale, nonché quella per le bevande alcooliche di un certo livello e per essere, da più tempo di me, donatrice di sangue. Si contraddistingue per il suo stile finemente ironico e la sua “squadra di calcio” felina. A parte questo a volte ha  amletici dubbi sull’opportunità o meno di avere o meno i tasti sul manico del suo strumento, sono note anche le massime filosofiche di assoluto rispetto (ma dal contenuto talvolta criptico) che fanno capolino dalle sue tazze di the alla cannella… il suo idolo riconosciuto è Jaco Pastorius ed il suo credo musicale è il Jazz, ma è anche preparata su tutto il resto… dimenticavo: subisce il fascino (inconfutabile) del primo personaggio cinematografico con licenza di uccidere!

Vera Marte: I suoi scritti sono stati una scoperta più recente ma il fattore cronologico non ha impedito che io apprezzassi immensamente sia i post  sia la sua insigne autrice, la cui ispirazione nello scrivere dovrebbe risultare palese fin dalla prima lettura, nonostante ancora non abbia pubblicato nulla sotto la sezione narrativa. Ma noi sappiamo attendere, che il momento giusto arriverà! E’ completamente posseduta dal demone della scrittura essendo una veneratrice devota del dio-libro: tale passione viene vissuta selvaggiamente abbattendosi con furia sui malcapitati possessori di e-book! Possiede inoltre un’innata venerazione per la madre Russia a partire dalla lingua, per finire con la letteratura, le città e, si ritiene, anche la cultura. Condivide con me l’amore per il whisky (prima persona di sesso femminile a fare una cosa del genere) ed anche, in parte, quello per la musica pesante e le storie maledette. Il suo elemento favorito è il fuoco, il suo colore è il viola ed il suo sfondo le matrioske!

Rubo dal suo blog le domande per la seguente auto-intervista:

1. Elenca tre lavori che avresti voluto fare: Il critico musicale metal (senza portafoglio mi sa!), L’esploratore di terre Scandinave (doppiamente senza portafoglio) e magari una professione nella quale ci si debba mettere in gioco ed esprimere! O lo stewart in un museo, va!

2. Nominare una canzone che per noi è un tormentone in questo momento:

3. Se potessi cambiare una cosa, cosa cambieresti: Temo la mentalità della gente!

4. Se potessi ripetere un’età quale sarebbe: Senza il minimo dubbio il triennio migliore della mia vita dai 21 ai 23 anni circa…

5. Una cosa che ti spaventa: Risposta forzatamente banale, l’allontanamento delle persone cui tengo! (Everyone I know goes away in the end: ricordate?)

6. Qual’è un sogno che non hai completato e che pensi di non essere in grado di completare? Suonare il basso come si deve e avere una strumentazione adeguata, tipo sunn 0)))

7. Se potessi essere qualcun’altro per un giorno chi vorresti essere? Aaaaah dura questa… diciamo Ozzy Osbourne nei primi anni di carriera dei Sabbath!

*il titolo di questo post arriva dritto dritto da qui:

Metal just wanna have fun!

Postato il Aggiornato il

Che io inizi parafrasando Cindy Lauper potrebbe già dirla lunga sulle intenzioni intrinseche di questo post. Visto il crescente successo dei video divertenti basati sul metal, vi rendo partecipi delle mie più recenti scoperte, nella speranza di strapparvi un sorriso, in questi tempi di comune mestizia e cieli plumbei… tenete duro mi raccomando!

1. In cerca di lavoro: Penso che cercare lavoro sia un calvario irto di spine. E se vi siete sentiti dire di non essere troppo schizzinosi o di cercarvi dei lavoretti alternativi, potete sempre tentare di divertirvi in qualche modo. Comunque, sappiatelo, di questi tempi è una comune malasorte e se siete alla ricerca, avete tutti i miei più sentiti e sinceri in bocca al lupo!

Magari però evitate i Dimmu Borgir!

2. Capelli, strumento di seduzione: E’ innegabile che i capelli facciano innegabilmente parte del fascino femminile, mentre non lo sono più di quello maschile da un certo punto in poi. Personalmente metto l’headbanging tra i balli più sensuali, però potrebbe avere dei contraccolpi, quindi non esagerate, nessuna conquista vale l’osso del collo!

3. Ogni metallaro ha i suoi segreti: Se pensate che uno, soltanto perché ascolta musica brutale tutto il tempo abbia sempre la mano a corna e i denti digrignati, non dovreste tornare a casa prima del tempo… quello che vedrete potrebbe sconvolgervi!

4. C’è un metallaro in ognuno di noi: Curioso come le circostanze possano trasformarci tutti in George Corpsegrinder, non ci credete? Guardate qui!

5. E chi dice che metal e chiesa non vanno d’accordo?

Vorrei ringraziare per i premi che questo blog ha ultimamente ricevuto, appena posso farò un post dedicato!

X Tooth Grin

Postato il

X Tooth Grin

Legion 75

Postato il

Legion 75

Grazie alla preziosa amicizia con un fumettofilo somelier sono venuto in contatto con tutta una serie di pregiati spiriti anche con una bella miniserie a fumetti intitolata Legion 75 ad opera dei Fratelli Riccio (o Ricciobros secondo la dicitura originale) e uscito per la star comics. Il fumetto presenta lo svolgersi di due storie parallele a distanza di dieci anni (’75-’85) sullo scenario si profila l’apocalisse, l’estinzione della razza umana a causa di un pericolosissimo criminale che ha nei suoi piani l’impiantare sulla terra una nuova specie in tutto superiore a quella umana. Tra la fantascienza, lo spionaggio, l’horror ed il poliziesco, il fumetto ha il pregio di creare una bella suspance rendendolo godibile appieno fino alla fine.

Legion 75

Tra l’altro ha il grande pregio, almeno per quel che mi riguarda, di essere legato a doppio filo con la musica: ogni paragrafo della storia (che si svolge in parallelo) si intitola come una canzone più o meno famosa, e ad un certo punto nelle tavole appare addirittura mr. Kilmister in persona, quando uno dei due protagonisti si ritrova ad un concerto dei Mötorhead! inoltre gli stessi autori paragonano il fumetto musicalmente a una sorta di ibrido tra Black Sabbath e Pink Floyd, tra gli stessi Mötorhead e i King Crimson!  Inoltre ha un grosso pregio: nonostante avessi quasi intuito il finale, ho comunque trovato piacevolissimo arrivare fino in fondo!

Irish Whip!

Postato il Aggiornato il

Bravi, Bravi, Bravi. Non inizio tanti post in questo modo ma assistendo all’esibizione dei Therapy? ieri sera a Romagnano Sesia non posso far altro che applaudire alla loro bravura. Nonostante il periodo della massima notorietà dovuto a storici lavori come “Nurse” o “Troublegum” sia passato ormai da almeno quindici anni e l’onda lunga di quel alt-metal si sia andata esaurendo da un pezzo loro non si sono dati per vinti e hanno continuato dritti per la loro strada e… dal vivo suonano ancora alla grande! Mai sottovalutare l’irlanda e gli irlandesi! Gli ingredienti ci sono ancora tutti: l’ironia, ma anche una carica emozionale tutt’altro che esaurita e la voglia di suonare sempre e comunque. A vederli sembra proprio che l’intestazione del loro sito “We are Therapy? helping the afflicted since 1990” sia assolutamente azzeccata perché rappresentano una iniezione di voglia di vivere notevole, scherzando su tutto come dei veri irlandesi saprebbero fare: dalla partita di calcio disputata con il team della R’n’r Arena persa tragicamente 12 a 2: “The only good thing about footbal in Ireland is the Italian manager!” dice uno stizzito AndyCairns, alla loro lingua: “I’m so sad that my italian sucks, but I’m Irish and my english sucks too!”, ai loro miti nazionali: “James Joyce is f***ing my sister”!

Poi una fiera appartenenza al mondo del rock’n’roll rivendicata attraverso una serie di covers, complete o solo accennate, a partire da quella storica di “Isolation” dei Joy Division suonata subito, in apertura. Sarà autosuggestione ma quel gruppo, quella canzone, seppur suonata in tutt’altro contesto, riesce ancora a suscitare emozioni decisamente intense, forse perché ci avevi messo una pietra sopra a sentirla dal vivo. E poi Neil Young (“Hey hey my my”), Husker Dü  (“Diane”), The Stooges (“I wanna be your dog”), The Misfits (“Where The Eagles Dare”) le ultime due assolutamente fuori scaletta nell’enfasi di un finale da urlo dove forse anche loro restano stupiti in positivo dal responso del pubblico (qualcuno fa addirittura stage diving!) scambiandosi dei sorrisetti eloquenti e saltando qua e là come dei pazzi.

E poi le loro canzoni! Si va dalla mitica “The Unbeliever” a “Teethgrinder”, da “Die Laughin'” (dedicata a Kurt Cobain e Amy Whinehouse?!?) a “Nowhere” posta anch’essa nel finale. “The evil prince himself” Michael Mc Keegan è un bassista incapace di star fermo, al punto di rinunciare direttamente ai cavi, affidandosi a un wireless che gli permette di andare avanti e indietro, saltare e girare su se stesso come una trottola impazzita tutto il tempo, su Andy Cairns che dire? Di certo gli anni passati gli si leggono in viso, ma sicuramente lo spirito non si è spento e nemmeno la resistenza fisica che gli ha incredibilmente permesso di fare tutto il concerto in giacca e cravatta (!!!) cambiando un numero incredibile di SG, in questo coadiuvato da un roadie dall’aspetto assolutamente irlandese sul cui volto il rosso dei capelli e della barba si confondevano con la carnagione evidentemente nutrita a Bramaterra, Gattinara o Coste del Sesia! L’ultmo arrivato (ma si siede li dietro le pelli già dal 2004) Neil Cooper pesta anch’egli come un forsennato, mantenendo decisamente alto il livello di adrenalina con i suoi tiratissimi rullanti.

Valeva decisamente la pena di rompere con la routine e godersi questo spettacolo, tornando a casa con il sorriso sulle labbra, senza voce e con qualche dolore in più al collo, grazie Therapy?

Therapy? Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Michael McKeegan) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Andy Cairns) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012
Therapy? (Micheal McKeegan) Live @ Rock’n’roll Arena Romagnano Sesia 9/11/2012

Via d’uscita?

Postato il Aggiornato il

Ophelia di Hippolyte Delaroche

Ho sempre pensato che cedere alla follia fosse una delle possibili vie d’uscita. Non sto parlando della follia da baraccone, da sabato sera, sto parlando di quella che riempie i manicomi. Ho sempre pensato che, se un giorno non dovessi più reggere la vita comunemente intesa, sarei impazzito, come la protagonista di “Lanterne Rosse”, oppure come l’ Ophelia di Shakespeare, un personaggio che mi ha sempre affascinato nella sua capacità di impazzire piuttosto che rinnegare l’ amante (o i suoi principi). Non so cosa sia la follia, non so cosa scatta nella testa delle persone che li faccia ritrarre in loro stessi o scappare lontano, tuttavia sono sicuro che peccavo di presunzione nel ritenere la follia come una semplice via d’uscita. Sono sicuro che è qualcosa che va aldilà della mia capacità di comprensione attuale. Ho anche pensato che fosse un estrema conseguenza del senso di inadeguatezza, che per altro provo, nei confronti delle regole sociali e non è nemmeno questo. Resta una parte inspiegabile, una linea che divide le zone del cervello, qualcosa nascosto dai farmaci negli occhi a mezz’asta, nelle mani gonfie, nel ripetere le parole ancora ed ancora, nel sapore dei sali di litio. Qualcosa da tenere sedato, qualcosa che la medicina ambisce a controllare, qualcosa che mette in seria discussione il predominio dell’uomo inquadrato, che fa paura proprio perché ignoto e non esiste cosa più terrorizzante di ciò che non puoi comprendere, incasellare, in qualche modo sottomettere. E ci hanno provato, ci hanno provato per anni, anni terribili e crudeli, illuminati da scariche elettriche, immobilizzati da camicie di forza o corde strette, calmanti e convulsioni, al riparo dallo sguardo di tutti piegavano gli spiriti, estraevano i lobi da crani colpevoli… e probabilmente lo fanno ancora. Eppure non si può estirpare, si può solo tentare di capire accettando un molto probabile fallimento…

Il primo amore non si scorda mai!

Postato il

IL FILM | THE MOVIE | COMING SOON 2013
Le origini dell’hardcore punk in Italia. Le città e i centri nevralgici. L’autogestione, i posti occupati, la politica. L’autoproduzione, le cassette a nastro e i dischi in vinile. Le etichette indipendenti. Le fanzine e il passaparola antagonista. I concerti, i raduni, le manifestazioni. Gli scontri, la violenza, gli eccessi, le droghe. Il rapporto conflittuale tra punk e stampa, i quotidiani e le riviste di costume. L’inizio, l’apice e il declino delle grandi band degli anni 80. In uscita nel 2013. Dopo la fine del mondo.