Mese: febbraio 2013

The time is gone, but the song is not over!

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Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" copertina
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” copertina
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" copertina interno
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” copertina interna
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" Vinile lato 1
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” Vinile lato 1
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" Vinile lato 2
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” Vinile lato 2
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" Poster 1
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” Poster 1
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" Poster2
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” Poster2
Pink Floyd: "The Dark Side of the Moon" Adesivo
Pink Floyd: “The Dark Side of the Moon” Adesivo

Tranquilli non siete finiti su e-bay! Oggi “The Dark Side of the Moon” compie 40 anni! Infatti il primo marzo 1973 usciva (negli USA) il plurimiliardario disco dei Pink Floyd e questa è la mia copia personale, prima edizione originale italiana. La cosa buffa è che la trovai semi abbandonata, alla fine degli anni ’80, tra gli scaffali di un supermercato una volta noto col nome di Standa, in tempi non sospetti. La presi e la portai a casa senza sapere quale valore potesse avere un’edizione del genere ed anche il valore artistico del disco potevo solo immaginarlo. Penso siano stati tra i soldi meglio spesi di sempre, un disco realmente immortale, sono passati 40 anni, e chi se ne è accorto?

Questo era quello che volevo dire su un disco a proposito del quale tutto è già stato detto.

Auguri a tutti gli estimatori!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=TY5winxPMvA]

Push the sky away

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Nick Cave and the Bad Seeds: Push The Sky Away
Nick Cave and the Bad Seeds 2013

Era da qualche post che non si parlava di musica su queste pagine fatte di pixel. Una specie di turbine avvolge, scuote e stritola l’ambiente attorno: un vortice fatto di inquietudine e di incertezza. Ogni volta che sinistre ombre appaiono sull’uscio di casa, ogni volta che minacciose promesse di malessere si affacciano oppure si ha l’ennesima conferma della fragilità della ingestibilità della nostra condizione, l’istinto spinge a guardarsi attorno e una delle poche cose che sembra sempre salvare tutto: è quella forza che ci spinge ad esprimerci, quella forza che rappresenterà sempre la salvezza del genere umano, stiamo parlando dell’Arte. Di cos’altro?

Ci speravo in questo disco di Nick Cave e dei suoi compagni, ci speravo nonostante l’ultimo lavoro sapesse troppo di scarti dei Grinderman, nonostante i passaggi a vuoto e la perdita di un altro tassello fondamentale (Blixa Bargeld è ormai lontanissimo all’orizzonte) nell’ ensamble dei semi cattivi: il polistrumentista Mick Harvey. Ci speravo ed il Re Inchiostro non ha voluto lasciare me (e nemmeno i molti fan che lo seguono fedelmente) con l’amaro in bocca.

Nick Cave and the Bad Seeds: "Push The Sky Away"
Nick Cave and the Bad Seeds: “Push The Sky Away”

Uno dei più letterari autori di musica che abbia mai calcato le scene ritorna con un disco etereo e finalmente ispirato. Lasciate al passato (e ai Grinderman) le distorte sfuriate figlie degli Stooges, si richiude su se stesso: in una camera piena di candida luce con la splendida compagna Susie Bick ed ascolta il silenzio fra le note più che le note stesse. Raramente le copertine interpretano così bene il contenuto musicale. Lampi elettrici sommessi scuotono le composizioni che respirano aria fresca  che filtra dalle finestre, con Warren Ellis che annuisce in un angolo distante. Una sorta di viaggio al termine della notte: il disco abita quei pochi minuti prima che il sole sorga. E non è un alba da maledire, è un alba da osservare in silenzio, come all’ assenza di suono sembra anelare la title track posta alla fine. Senza sapere cosa venga poi. Senza che questo abbia comunque una qualche importanza.

Perché il momento è adesso, perché la luce sta per svelare il mistero conficcato a forza nel buio, perché noi sappiamo chi sei, sappiamo dove vivi, sappiamo che non c’è modo di perdonare. Il morbido accenno sonoro colmo di intenzione permea “We no who U R”, gli spigoli nel buio di “Wide lovely eyes”, il mondo in caduta di “Waters edge”, l’anima compromessa di “Jubilee street” e della sua percussiva prosecuzione, il mare oscuro e redento di “Mermaids”, il cuore a quattro corde che pulsa in “We real cool”, l’accenno di maledizione in “Higgs boson blues”.

Vi ho detto tutto: ora scopritelo da voi. Mettetevi in gioco, come lo ha fatto lui, affrontate la luce armati solo della notte che è appena trascorsa, sceglietevi un cantuccio comodo e protettivo, perdete l’anima per voi stessi: vi accorgerete che vi ha seguito tutto il tempo senza farsi vedere come un cane che ha fame di ciò che siete.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5Ts8k9aGMok]

Ma chi è che sta parlando? Chi è?

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[youtube http://www.youtube.com/watch?v=YXCvPNqcyzI]

Il mio mestiere è ispirare la gente!

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Prolificano come funghi i premi fra i blogger e questa volta devo ringraziare ancora la mia collega Vera Marte per avermi nominato. In fondo l’ho sempre saputo di essere un grande ispiratore di masse, uno che fa pendere la gente dalle sue labbra, uno che fa sbavare gli intellettuali per le sue idee illuminanti ed innovative. Insomma uno scrittore brillante, un fustigatore dei costumi e un precursore dei tempi, un vero scopritore di anime e pensieri! Ops ho lasciato scrivere il mio ego per un attimo, come abbia fatto a disseppellirsi dalla sua profonda catacomba lo sa solo Iddio, sul quale per altro nutro seri dubbi (risate).

Comunque recentemente WP mi ha gentilmente fatto notare che tra questa incarnazione e quella precedente sono in quadrupla cifra con questo post.  Festeggiare sarebbe una barzelletta, ma se qualcuno ha potuto trarre una qualche ispirazione dalle mie castronerie posso dire di essere contento, nonostante io scriva principalmente per esigenza personale, quindi senza pubblicizzarmi o cercare alcun tipo di consenso.

Detto questo il premio è:

Warning! This is a very inspiring blog!
Warning! This is a very inspiring blog!

E queste sono le sue regole:

  1. Copia e inserisci il premio in un post.
  2. Ringrazia la persona che te l’ha assegnato e crea un link al suo blog.
  3. Racconta 7 cose di te.
  4. Nomina 15 blog a cui vuoi assegnare il premio e avvisali postando un commento nella loro bacheca.

Quindi:

1. Certo 😉

2. Ovviamente si ringrazia Vera Marte, decisamente gentile.

3. Questa è la parte che preferisco, tralasciando le cose scritte nel profilo gravatar, ecco qui:

1. L’autodisciplina è la migliore forma di governo. Comunque l’uomo può auto-convincersi di qualsiasi cosa.

2. Credo che i seguenti cantanti/gruppi siano sopravvalutati, pur riconoscendone i meriti: REM, Lucio Battisti, Smashing Pumpkins e un  minimo anche Bruce Springsteen, David Bowie (il periodo anni ’80 non si può sentire) e i Sonic Youth. Parlando di musica il metal è casa mia, ma fuori dalla porta c’è un mondo da scoprire.

3. Tra le varie verdure da fare in insalata difficilmente qualcosa sarà mai in grado di battere il cavolo.

4. La mia reale patria è la Svezia. Attendo che mi diano la cittadinanza onoraria dal 2007 circa. I miei viaggi ideali comprendono: San Pietroburgo, Islanda, Scozia ed una traversata Oslo-Capo nord a bordo di una bella BMW (motociletta, naturalmente). A conclusione del mio giro in Scandinavia (Islanda esclusa, purtroppo) un Mjolnir ha seriamente rischiato di essere tatuato su di me… e rischia ancora.

5. Il mio Whiskey preferito è l’ Oban (almeno fin quando non vado in Scozia), la Guinness per le birre (e sono già stato in Irlanda), il Pinot Nero altoatesino per il vino, pompelmo per i succhi di frutta e il chinotto per le bevande gassate benché (o proprio perché) sia inabbinabile coi cibi. Non sopporto il caffè americano e nemmeno cose che in Italia, fortunatamente, non hanno mai sfondato come la Cherry Coke o la Dr. Pepper’s.

6. Abbinamenti: patatine e ketchup, whiskey, caffè e panna (si lo so, è un Irish coffee), vodka e succo di pompelmo, pizza e birra, vino e risotto, torta (qualsiasi torta) e moscato.

7. La canzone al mio funerale sarà tassativamente “You can’t kill rock’n’roll” di Ozzy Osbourne e Randy Rhoads (sempre nel mio cuore).

The Versatile Blog Award!
The Versatile Blog Award!
Liebster Blog Award!
Liebster Blog Award!

Con colpevolissimo ritardo (ma come si diceva i premi ormai nascono come i funghi e io sono piuttosto sbadato ahimè) devo anche ringraziare Beta Endorphin che, citandomi per il Liebster Blog Award e il versatile Blog Award mi permette di dirvi ancora quattro cose di me e di rispondere alle sue domande. Dunque…

8. Rivivrei volentieri il periodo universitario diciamo dai 20 ai 24 anni.

9. Detesto aspettare. “La cosa più dura è aspettare. Quando aspetti qualcosa che non dipende da te, ogni attimo che passa è una tortura”. Detesto sapere di dover affrontare qualcosa senza poter avere chiaro in mente di cosa si tratta o un quadro esauriente della situazione.

10. L’unica parte del mio corpo della quale sono veramente fiero sono i miei occhi.

11. L’esistenza di dio è irrilevante. Lo scopo della vita è, probabilmente, conoscere meglio se stessi e difficilmente lo si riesce a fare seguendo dei precetti che ti impongono gli altri. Inoltre ci sono segnali troppo ambigui… probabilmente il concetto stesso di dio avrà senso fin quando non ci saremo spiegati tutto. (sghignazzate)

Risposte alle domande di Beta Endorphin:

1. La rubo anche io: 5 aggettivi per descriverti? Aahahah ammesso che siano aggettivi: imponente, inquietante, indisponente, intransigente, irriverente.
2. Quali sono i tuoi gusti preferiti di gelato? ho una netta propensione per il cioccolato, la nocciola e il torroncino.
3. Perché hai deciso di scrivere su un blog? Per un’insopprimibile necessità espressiva ed anche per vedere se trovavo qualche anima affine.
4. Quale animale vorresti essere? Il mio corrispettivo animale è l’Orso. Adoro tutti gli animali soprattutto i felini (sono stato adottato da una gatta nera di nome Nora) e i rapaci.
5. Quali sono le tre cose che porteresti con te su un’isola deserta? Crema solare a protezione 50 (il sole mi fa un pessimo effetto), desalinificatore per l’acqua ed un lettore mp3 con scorta di batterie e Black Sabbath, Kyuss, Neurosis, Tool e compagnia.
6. Qual è il tuo libro preferito? I più citati sono “Il Maestro e Margherita” di M. Bulgakov e “L’ Uomo che Ride” di V. Hugo, ma sono troppi.
7. Pizza o cioccolato (=P)? Una scelta impossibile, dipende da come mi sveglio la mattina!
8. La città/paese che hai/non hai visitato e che più ami. La Scandinavia in genere. Le mie città preferite sono, finora, Stoccolma, Praga e Londra con una citazione per Berlino.
9. La cosa più folle che hai fatto nella tua vita. Farmi trascinare a suonare in pubblico ed accorgermi che il mio compare sta improvvisando tutto!
10. L’ultima canzone che hai ascoltato (radio/lettore mp3/tubo/ecc) Uhm, ce ne saranno altre perché stamattina ascoltavo la radio ma non mi ricordo, quindi dico “Il cielo in una stanza” nell’ interpretazione di Mike Patton.
11. Il colore della maglia che stai indossando adesso. Verde inabbinabile.

4. A questo punto dovrei citare altri blog… terrore! A parte Vera ed Endorphin, l’unico che mi viene in mente è quello di Scribacchina, dopotutto non sono un animale sociale! Comunque tutti quelli che seguo… e che sono specificati a lato!

Vi lascio con il video della canzone di Mike Patton e Gino Paoli 😀

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=0k60OiMq5KA]

Avvistamento animali!

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Vivere a stretto contatto con le montagne e la natura è sicuramente ciò che fa’ del biellese un posto sopportabile. Contrariamente alla popolazione umana, gli animali rendono questo distretto degno di essere visto. Ammetto di essere pigro però: se camminassi nei luoghi giusti ne vedrei parecchi di più, ma anche girovagando in macchina è capitato spesso di avvistare alcuni animali, soprattutto a notte fonda ed in particolar modo in una strada di mia conoscenza, che, praticamente, passa in mezzo ad un bosco. In anni di peregrinazioni notturne gli avvistamenti si sono succeduti e sono sempre stati accolti con stupore e meraviglia. Ecco i protagonisti:

Mini Lepre
Mini Lepre

Mini Lepre: Animale dal nome scientifico incerto, consiste in una versione veramente minuta della lepre. Velocissima e assai timida è assolutamente difficile da avvistare, occorre un ottimo colpo d’occhio ed una prontezza d’avvistamento superiore alla media. Spesso è facile confonderla con piccoli roditori (avvistati anch’essi, ma per un tempo decisamente troppo breve che ha portato a una identificazione assolutamente incerta, che non permette di citarli compiutamente qui) o con movimenti dell’erba non meglio identificati. L’avvistamento più spettacolare risale a qualche anno fa, sul prato antistante la ditta presso la quale prestavo all’epoca servizio, alle 6 meno qualcosa mentre aspettavo di cominciare la giornata…

Volpe
Volpe

Volpe: Canide di facile avvistamento, la coda rigonfia e le orecchie appuntite la rendono facilmente riconoscibile, nonostante le proverbiali doti di astuzia facciano si che le volpi siano decisamente guardinghe e agili nello scomparire nel nulla. L’avvistamento più spettacolare, escludendo l’inquietante sequenza di “Antichrist” di Von Trieriana memoria della quale ho già avuto modo di trattare, risale a qualche anno or sono in una strada di montagna: il soggetto era stato colto in flagrante con il bottino delle sue scorribande notturne (una sfortunata gallina) tra le fauci! I due pargoli destinatari della tarda cena aspettavano due tornanti più in alto.

Daino
Daino

Daino: Mammifero artiodattilo della famiglia dei cervidi, decisamente schivo e timido, la sua corporatura lo rende però facilmente individuabile, la luce dei fari lo spaventa in modo particolare: o scappa terrorizzato o si pietrifica, per cui occorre prestare tanta attenzione per non investirlo. Gli avvistamenti non sono stati particolari o aneddotici da poterne parlare diffusamente, tuttavia avvistare un animale di questo genere a circa 600 metri sul livello del mare risulta un evento sufficientemente spettacolare in se’.

Cinghiale e famiglia
Cinghiale e famiglia

Cinghiale: L’appartenente alla famiglia dei suidi (difficilmente distinguibile dall’incrocio con il parente domestico detto volgarmente “porcastro”) di questa lista è invece tutt’altro che timido: non teme nulla, se lo incroci sulla tua strada facilmente sei tu a sentirti in soggezione. Veloce, massiccio e imponente, forse proprio in virtù della sua spavalderia è stato avvistato diverse volte. La più terrorizzante in tangenziale a Torino, quando un esemplare ci tagliò letteralmente la strada: fortunatamente senza conseguenze per entrambi, si suppone solo una gran paura nostra e, forse, anche sua. Poi sempre un attraversamento stradale di una famiglia con piccoli striati e un solitario esemplare maschio, decisamente grande, che si mise a camminare davanti al mio veicolo: quando si voltò a guardarmi le pupille, colpite dai fari, brillarono sinistramente nel buio dandomi degli esemplificativi brividi sulla schiena…

Tasso
Tasso

Tasso: Qui invece, per l’ultimo della lista, siamo dalle parti dei mustelidi, il tasso è un animale decisamente elegante, il suo pelo del corpo, vaporoso e grigio, lo fa assomigliare ad una specie di buffa “nuvola” che si muove ondeggiando, mentre il muso dalle vistose strisce nere è decisamente armonico nelle forme e gli conferisce un’aria “furbetta”. Nell’immaginario popolare ha un carattere scontroso e selvatico (in piemontese: “cagnin” rende bene l’idea direi) eppure non avendoci mai avuto a che fare, se non per averlo avvistato, mi riservo di formulare un giudizio basato sull’esperienza. E’ stato l’ultimo animale ad essere avvistato: camminava solitario a bordo strada dopo aver scartato dal centro dal quale si trovava tranquillamente e, dopo essersi voltato a sbirciare chi lo disturbasse, se ne tornò tranquillamente a girovagare nell’erba circostante.

Avvertenza: Ogni tanto sarebbe anche il caso di guardare la strada!!!

Proprio in questi giorni è stato giustiziato l’orso M13 reo di aver sconfinato nel canton dei grigioni in Svizzera. Prima di lui Bruno e JJ3 hanno subito la stessa sorte. Una dedica mi pare doverosa.

Maurits Cornelis Escher e le valvole KT 88

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Maurits Cornelis Escher
Maurits Cornelis Escher- “Autoritratto”

Trovarsi di fronte una rinnovata veste grafica così di punto in bianco può spiazzare, si vedano i commenti del post precedente. Ecco, aver messo il leggendario logo dei Black Sabbath sullo sfondo per il compleanno di Tony Iommi ieri, ha scatenato la rivoluzione grafica davanti alla quale vi trovate adesso.

KT 88 (Tubes forever!)
KT 88 (Tubes forever!)

Prima l’inversione: testata colorata e sfondo in b/n. L’occhio sullo sfondo è un’ opera del grandissimo M.C. Escher, incisore ed illustratore olandese noto per la sua propensione alle illusioni ottiche e prospettiche. Avendo io scelto una mia radiografia come immagine del profilo ed essendoci un teschio nella pupilla, sembra quasi che sia l’occhio di chi legge il blog, almeno quella era l’idea. La ripetizione accentua invece la componente ossessiva e claustrofobica.

La testata (anche per assonanza del termine!) invece riprende l’immagine delle mitiche valvole panciute KT88 durante il funzionamento. Solitamente vengono utilizzate dai vari Green, Orange o Matamp… turn it on!

Praise the riffmaster!

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Tony Iommi
Tony Iommi

A Birmingham il 19 febbraio 1948 nasceva Frank Antony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath. Il post potrebbe finire qui, facendo tanti auguri di buon compleanno ed i migliori in bocca al lupo al musicista per i suoi problemi di salute, visto che sta combattendo una dura lotta con un linfoma, del quale ha dato notizia all’inizio dell’anno scorso.

Parlare di una simile (e venerabile!) personalità non è semplice: si può solo immaginare cosa potesse provare un ragazzo del 1970 quando ascoltò l’esordio del gruppo di Birmingham, con quelle campane a morto nella tempesta che annunciavano che la musica non  sarebbe mai più stata uguale a prima. Da quel momento in poi l’oscurità avrebbe avuto la sua colonna sonora: innumerevoli epigoni avrebbero seguito le loro orme con tutto ciò che ne consegue. Volete che vi parli delle sue falangi tranciate lavorando? Di come si ispirò a Django Reinhardt per uscire dalla depressione che ne seguì? Oppure di quando militò per breve tempo nei Jethro Tull? Ma sono storie già sentite!

Voglio invece parlarvi di un negozietto di dischi posto esattamente nel sottopassaggio che permetteva di uscire dalla stazione di Porta Nuova a Torino. Voglio dirvi che le sue vetrine riempivano quasi per intero il sottopasso, ma il negozio era piccolo ed umido, con i suoi poster esposti a libro all’esterno e le sue offerte al limite del ridicolo per il materiale vecchio di stampa. Di quel ragazzo che un giorno entrò li dentro e comprò in blocco i primi sei, leggendari, lavori del gruppo. E’ lo stesso che resistette sull’asfalto del parcheggio del  Fila Forum nel 1998.

Voglio parlarvi di cassette registrate che cambiano di mano su un treno Biella-Santhià, di concezioni musicali che si spostano verso il greve una volta e per sempre, di chitarre accordate un semitono meno e di amplificatori valvolari che si surriscaldano. Di un pazzo che si agita dietro un microfono, di un esagitato martellatore di batterie e di un ricamatore al basso… dei suoi compagni di avventura. Di una band marchiata a fuoco nel mio cuore, del loro chitarrista, di origine italiana, che oggi compie 65. Davvero, tanti, tanti auguri Tony!