Vi presento Hella!

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Hella: Reanault 4 GTL 1.1 1981
Hella: Renault 4 GTL 1.1 1981

Hella, magari qualcuno l’ha intuito, è stata la mia prima automobile. Una Renault 4 GTL millecento del 1981 battezzata come la fulva cameriera del professor Woland de “Il Maestro e Margherita”. Quando la acquistammo, la mia famiglia ed io, aveva già moltissime primavere sulle spalle, eppure fece di tutto per farsi amare da noi tutti. I suoi precedenti proprietari avevano escluso il circuito frenante dei tamburi posteriori e la portiera del passeggero difficilmente poteva essere chiusa a chiave: solo se si infilava un cacciavite in una feritoia nel montante della porta. Inoltre non c’era il posto per l’autoradio a meno che non si procedesse ad installare un’apposita staffa atta a sostenere adeguatamente l’apparecchio, cosa che, in effetti, facemmo. Sembra quasi archeologia dell’automobile!

Aveva il famoso cambio “a ombrello”: comodissimo, il freno a mano era una leva sulla sinistra del volante (ma più in basso) mentre lo specchietto retrovisore interno era montato sul cruscotto ma, per questo, era in basso anziché in alto come nella maggior parte delle auto e aveva anche dei finestrini a scorrimento: una serie di soluzioni originali per abbattere i costi. Aveva quattro freni a tamburo (che frenavano veramente poco), una lancetta (anziché la spia) della batteria, cosa che, una volta, mi fece rimanere a piedi ma, nonostante questo, fu eletta immediatamente “auto della vita” dal sottoscritto e nessuna delle sue successive sorelle è stata mai in grado di spodestarla, per rispetto credo che non ci abbiano nemmeno provato.

Perché era spartana, essenziale eppure incredibilmente ben progettata. Una capacità di carico invidiabile, una facilità di utilizzo unica, anche in condizioni difficili: particolarmente sulla neve grazie al peso ridotto e alle ruote sottili, addirittura si sarebbe anche potuto avviarla “a manovella” come le auto di inizio secolo. Fortunatamente, essendo la versione GTL, i sedili erano anche comodi e a parte qualche sballonzolamento di troppo (comunque mai quanto la cugina due cavalli della Citröen) il comfort di marcia era fantastico. Non comodo, ma proprio fantastico perché dopo essere andato avanti a passaggi per una vita finalmente la strada poteva essere percorsa in totale autonomia.

Gli amici avrebbero potuto vomitarci dentro, avresti potuto caricarci gli strumenti, farne vibrare i vetri a forza di musica pesante in cassetta: RATM, Helmet, Down avevano, tra gli altri, messo radici nell’autoradio e uscivano attraverso due casse GBC, di quelle esterne però, perché non volevo forare i pannelli delle portiere. Avrei potuto andarci ai concerti, alle mostre e perfino a trovare gli amici lontani… o magari anche una ragazza che abitava appena sotto Milano. Anche farci gli incidenti, come quello testimoniato dall’ammaccatura in fotografia, rimediato per evitare una due cavalli bicolore che non aveva messo la freccia per svoltare, peccato fossero le due di mattina…

Poi un difetto congenito, che a detta di un amico meccanico è comune a tutte le R4, ne fece marcire la scocca fino a renderla troppo pericolosa da guidare e, nonostante il cuore piangesse lacrime amarissime, fui costretto a sostituirla. Di lei mi restarono i ricordi, qualche foto, un coprimozzo e un paio di multe arrivate qualche tempo dopo da Barletta (?) prontamente riportate al concessionario… che però mi fecero sorridere al pensiero che non si fosse arresa!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=bfyPmyUFTJY]

Un grande classico in cima alla programmazione di helliana memoria.

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6 pensieri riguardo “Vi presento Hella!

    Scribacchina ha detto:
    6 febbraio 2013 alle 21:59

    Una vera diavolessa… 🙂 Mi sarebbe piaciuto prendermela ai tempi, sarà che ero fissata col maggiolino quando ho fatto la patente, e una certa somiglianza c’è… alla fine ho ripiegato su una sua sorella, rigorosamente usata 🙂

      nxero ha risposto:
      6 febbraio 2013 alle 22:12

      Una vera diavolessa… forse, però peccato che non si riparasse da sola tipo Christine, la macchina infernale 😀
      Oddio magari viste le conseguenze, meglio così 😉

    beta endorphin ha detto:
    6 febbraio 2013 alle 21:59

    Molto bello questo post.. la prima automobile comunque non si dimentica, anche io ci sono molto legata all’auto su cui ho imparato a guidare =)

      nxero ha risposto:
      6 febbraio 2013 alle 22:02

      Evviva! 😉

    Scribacchina ha detto:
    6 febbraio 2013 alle 21:59

    Dimenticavo: è bellissima! 🙂

      nxero ha risposto:
      6 febbraio 2013 alle 22:03

      Sono contento che ti piaccia, io la adoro 😉

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