Body Worlds: anatomia o spettacolo?

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Body Words: I giocatori di poker
Body Words: I giocatori di poker

Ebbene sì: dopo anni di Carcass, Autopsy e Cannibal Corpse, vendiamo la nostra anima all’ hype e andiamo a vedere questo Body Worlds! Credo che, visto il successo, bene o male, ogni lettore abbia una mezza idea di cosa si tratta… si tratta di una mostra di cadaveri trattati in modo che non possano decomporsi (in effetti manca la componente olfattiva tipo “Reek Of Putrefaction”!) veicolando resine plastiche all’interno delle cellule umane.

I corpi sono stati donati volontariamente al progetto a scopo divulgativo, soprattutto dal punto di vista anatomico, e quando si eleva l’obiezione che comunque esistono i modelli, la risposta classica che si riceve è che ogni corpo è diverso, con le sue peculiarità… e va bene.

Personalmente, nonostante le ambigue frequentazioni musicali di cui sopra, avevo più di una remora prima di andare a vedere la mostra. Anche se i corpi sono stati donati spontaneamente all’inventore della tecnica, avvertivo il disagio di “spiare” all’interno del corpo di un altro essere umano, una cosa che va anche oltre la pornografia probabilmente. Mi sembrava una sorta di curiosità morbosa e andare alla mostra sarebbe stato anche un modo di verificare le mie reazioni a riguardo… queste ultime mi incuriosivano forse più della mostra in se stessa, ma tant’è.

Comunque ci si presenta verso le tre del pomeriggio alla fabbrica del vapore, nelle vicinanze -ironia della sorte- del cimitero monumentale, e la coda arriva già alla metà del cortile interno indisponendomi un minimo, visto che contavo sul fatto che, essendo aperta già da tempo, il flusso dei visitatori fosse scemato: nemmeno per idea. Davanti a me, un simpatico gruppo di ragazzine, una delle quali è appena riuscita a sborsare 120€ per un paio di anfibi, mi lascia piuttosto indifferente, tuttavia se sporgo la testa in avanti riesco a vedere che in fila c’è anche l’allegro Faso di Elio e le Storie Tese, con la sua famiglia al seguito. Non ritengo cortese importunarlo e meno che mai presentarmi come bassista al cospetto di cotanto musicista, che usa uno strumento con ben due corde più del mio!

Dopo circa un’ora, guadagno l’entrata ed inizio il mio giro, accorgendomi da subito che sarà difficile riuscire a visitare tranquillamente l’esposizione a causa del numero di persone che affollano gli ambienti: non che siano invivibili ma un tantino scomodi, questo sì. Se si considera poi che lo sciame dei ragazzini entusiasti finisce per avvolgerti in un “caldo” abbraccio ogni volta che approcci una teca, forse si riesce a rendere l’idea del clima. Rinuncio da subito a leggere per filo e per segno le didascalie e mi muovo circospetto con movimenti inversamente proporzionali a quelli dell’agglomerato umano, tentando un approccio meno stressante alla mostra. Operazione che non fallisce del tutto ma nemmeno riesce: pazienza.

Le mie reazioni sono sotto monitoraggio e la sensazione che prevale, alla fine, è l’indifferenza, lo devo dire. Alcune cose mi disgustano (tipo un’aorta aperta e messa lì), altre mi interessano (come i plastinati che mostrano il corpo durante certe attività fisiche tipo il basket o il tiro con l’arco) o mi incuriosiscono (i vari organi attaccati dalle malattie, le protesi e i pace-maker montati negli organi) altre mi fanno venire dei dubbi. Tipo l’immagine che vedete in testa: se lo scopo è quello di mostrare l’anatomia, che senso ha mostrare i tre cadaveri mentre fanno una partita di poker o uno scacchista solitario? Inoltre perché sono stati plastinati anche degli animali che, evidentemente, non  hanno mai dato il consenso? E’ davvero il caso di aggiungere anche una componente pseudo-spettacolare alla cosa? La domanda resterà senza risposta e il giudizio mio personale sulla mostra un po’ dubbio.

Se da una parte trovo appagata la mia curiosità circa la morfologia reale del corpo umano, peraltro ben esplorata in un plastinato costituito da un uomo “esploso”, dall’altra non mi convince, e credo che questo non stupisca nessuno, la componente smaccatamente spettacolarizzata della mostra, per non parlare del business che, indiscutibilmente, emerge visto che, all’ uscita, la coda aveva raggiunto ormai la fine del cortile. Se davvero l’intento era quello divulgativo non sarebbe stato auspicabile un prezzo un tantino inferiore ai 15€, considerato anche il fatto che non ci troviamo di fronte ad una mostra mastodontica? Il corpo di una persona, sia pure donato spontaneamente e a fini espositivi, non dovrebbe essere trattato con maggior rispetto, piuttosto che fargli assumere pose inutili dal punto di vista didattico?

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6 pensieri riguardo “Body Worlds: anatomia o spettacolo?

    taleofmine ha detto:
    11 febbraio 2013 alle 20:20

    L’ho visitata anch’io. A essere sincera, la parte dei cadaveri esposti (a parte il corpo “esploso” e i vari organi riprodotti con i vasi sanguigni) mi ha lasciata indifferente.
    I pannelli al muro erano un po’ semplicistici, di sicuro per raggiungere un più vasto pubblico, indipendentemente dall’età.
    Le didascalie le ho lasciate anch’io da parte, dopo un po’. Sarà stato che avevo un’infermiera quasi laureata al mio fianco! 😉

    nxero ha risposto:
    12 febbraio 2013 alle 09:59

    Quindi direi che siamo abbastanza concordi 😉

    beta endorphin ha detto:
    12 febbraio 2013 alle 22:23

    L’ho visitata anche io un annetto fa, e sono daccordo sul fatto che è una mostra dove più che l’aspetto divulgativo prevale la spettacolarità del corpo umano sezionato e mostrato in pose plastiche: a suonare la chitarra, mentre opera un cuore aperto, ecc.
    Quando ci sono andata io non c’erano animali ma feti ed embrioni ed anche una donna con il feto nell’utero, in una sezione “speciale” della mostra; cmq era molto grande.
    Anche io ho notato che pochi leggevano le didascalie forse anche per la troppa folla.
    Folla, appunto tantissima (circa mezzora per entrare).

      nxero ha risposto:
      12 febbraio 2013 alle 22:42

      Uhm feti ed embrioni me li sarei risparmiati volentierissimo. A parte questo vedo che abbiamo avuto impressioni simili, il che mi fa pensare che, in fondo, non sono l’unico ad averci visto certi aspetti non proprio edificanti…

        beta endorphin ha detto:
        12 febbraio 2013 alle 23:10

        Feti ed embrioni io li avevo già visti anche in formalina all’istituto di anatomia, comunque in effetti era la parte di mostra meno affollata. Discutibile ma allora anche i feti in formalina di cui sopra sono discutibili. Ma si tratava in ogni caso di aborti. Di che tipo di aborti, non saprei dire.

        nxero ha risposto:
        13 febbraio 2013 alle 10:19

        Io parlavo per me, nel senso che mi metterebbero un tantino a disagio. Inoltre l’utilizzo a scopo scientifico e didattico è un conto, nel senso che è possibile che siano utili per gli studenti di medicina, l’esposizione in una mostra prezzolata è un altro paio di maniche, direi.

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