Push the sky away

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Nick Cave and the Bad Seeds: Push The Sky Away
Nick Cave and the Bad Seeds 2013

Era da qualche post che non si parlava di musica su queste pagine fatte di pixel. Una specie di turbine avvolge, scuote e stritola l’ambiente attorno: un vortice fatto di inquietudine e di incertezza. Ogni volta che sinistre ombre appaiono sull’uscio di casa, ogni volta che minacciose promesse di malessere si affacciano oppure si ha l’ennesima conferma della fragilità della ingestibilità della nostra condizione, l’istinto spinge a guardarsi attorno e una delle poche cose che sembra sempre salvare tutto: è quella forza che ci spinge ad esprimerci, quella forza che rappresenterà sempre la salvezza del genere umano, stiamo parlando dell’Arte. Di cos’altro?

Ci speravo in questo disco di Nick Cave e dei suoi compagni, ci speravo nonostante l’ultimo lavoro sapesse troppo di scarti dei Grinderman, nonostante i passaggi a vuoto e la perdita di un altro tassello fondamentale (Blixa Bargeld è ormai lontanissimo all’orizzonte) nell’ ensamble dei semi cattivi: il polistrumentista Mick Harvey. Ci speravo ed il Re Inchiostro non ha voluto lasciare me (e nemmeno i molti fan che lo seguono fedelmente) con l’amaro in bocca.

Nick Cave and the Bad Seeds: "Push The Sky Away"
Nick Cave and the Bad Seeds: “Push The Sky Away”

Uno dei più letterari autori di musica che abbia mai calcato le scene ritorna con un disco etereo e finalmente ispirato. Lasciate al passato (e ai Grinderman) le distorte sfuriate figlie degli Stooges, si richiude su se stesso: in una camera piena di candida luce con la splendida compagna Susie Bick ed ascolta il silenzio fra le note più che le note stesse. Raramente le copertine interpretano così bene il contenuto musicale. Lampi elettrici sommessi scuotono le composizioni che respirano aria fresca  che filtra dalle finestre, con Warren Ellis che annuisce in un angolo distante. Una sorta di viaggio al termine della notte: il disco abita quei pochi minuti prima che il sole sorga. E non è un alba da maledire, è un alba da osservare in silenzio, come all’ assenza di suono sembra anelare la title track posta alla fine. Senza sapere cosa venga poi. Senza che questo abbia comunque una qualche importanza.

Perché il momento è adesso, perché la luce sta per svelare il mistero conficcato a forza nel buio, perché noi sappiamo chi sei, sappiamo dove vivi, sappiamo che non c’è modo di perdonare. Il morbido accenno sonoro colmo di intenzione permea “We no who U R”, gli spigoli nel buio di “Wide lovely eyes”, il mondo in caduta di “Waters edge”, l’anima compromessa di “Jubilee street” e della sua percussiva prosecuzione, il mare oscuro e redento di “Mermaids”, il cuore a quattro corde che pulsa in “We real cool”, l’accenno di maledizione in “Higgs boson blues”.

Vi ho detto tutto: ora scopritelo da voi. Mettetevi in gioco, come lo ha fatto lui, affrontate la luce armati solo della notte che è appena trascorsa, sceglietevi un cantuccio comodo e protettivo, perdete l’anima per voi stessi: vi accorgerete che vi ha seguito tutto il tempo senza farsi vedere come un cane che ha fame di ciò che siete.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5Ts8k9aGMok]
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4 pensieri riguardo “Push the sky away

    Scribacchina ha detto:
    27 febbraio 2013 alle 13:59

    Irresistibile tentazione di sentire quest’album… entro sera sarà fatto 🙂

    nxero ha risposto:
    27 febbraio 2013 alle 17:18

    Spero che susciti delle belle sensazioni, come le ha suscitate in me 😉

    Scribacchina ha detto:
    27 febbraio 2013 alle 22:25

    Higgs Boson Blues è qualcosa di indescrivibile… 🙂

      nxero ha risposto:
      27 febbraio 2013 alle 22:41

      🙂 Si riferisce alla particella elementare scoperta da Higgs.

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