Letteratura e cinematografia: una relazione impossibile!?

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Pizza cinematografica?
Pizza cinematografica?

Libri o cinema, cinema o libri? In una vecchia barzelletta piemontese c’era una volta una trappola per topi costituita da un seghetto con, alle estremità, poste una mela ed una pera. Colto da indecisione estrema, l’ingenuo roditore, una volta posizionato il suo esile collo sul seghetto, finirà per  segarsi automaticamente la carotide guardando alternativamente l’uno o l’altro frutto! Con la letteratura ed il cinema per quanto mi riguarda potrebbe essere tranquillamente la fine che farei io, visto che amo profondamente entrambi, scegliere diventa difficile.

O lasagna letteraria?
O lasagna letteraria?

Quando poi da un libro si trae un film è una tragedia per me. Potrei darvi un consiglio: nel dubbio mettetevi sotto con la lettura. Di solito il libro è meglio, ma richiede impegno e tempo. Il film è veloce, facile e si adatta al mercato, soprattutto se fatto senza troppo rispetto per l’originale letterario. Di esempi ce ne sono a volontà, il primo che mi viene in mente è il famoso “Trainspotting” che, benché lo stesso Welsh abbia collaborato alle riprese, sembra quasi un’altra storia tali e tante sono le variazioni di trama. Tutt’ora non ne capisco il motivo… è chiaro che, dovendo far stare tutto in un paio d’ore, occorra adattare lo scritto, ma perché stravolgerlo? Se i tagli sembrano essere necessari, come la mettiamo quando si introducono cose nemmeno accennate nel testo? Peggio di tutto è quando il racconto è a carattere biografico e si cambiano gli avvenimenti… ma se lo scopo del film è raccontare la vita e le esperienze di una persona, come mai poi le si cambiano a piacimento? Un conto è farlo con un’opera di fantasia (che già non ha molto senso ma soprassediamo) ma con avvenimenti reali è completamente senza senso. Se siete dei sentimentaloni, come il sottoscritto, e vi innamorate non solo di ogni personaggio, ma quasi di ogni paragrafo di un libro, spesso vederli trasposti da cellulosa a celluloide diventa un cataclisma.

E non saprei nemmeno se consigliare di leggere prima il libro o vedere prima il film… sembrano entrambe scelte azzardate: nel primo caso sicuramente si viene a contatto con la storia per quella che è, senza adattamenti, eppure la visone del film perde un po’ di senso e facilmente se ne esce schifati. Nel secondo si rischia di rovinarsi la lettura successiva, a meno che il film non serva a farci conoscere certi autori, allora questo percorso acquista un qualche senso. Probabilmente la cosa migliore sarebbe scrivere sempre delle sceneggiature nate per essere esclusivamente dei film ma, in un periodo in cui lo sbocciare di rifacimenti su rifacimenti sembra dirla lunga sulla scarsa creatività residua degli sceneggiatori, probabilmente è chiedere davvero troppo. Fortunatamente almeno pare che il rapporto sia molto migliore (e meno conflittuale) tra la musica e la cinematografia, altrimenti davvero sarebbe stata una partita impossibile da giocare.

Stanley Kubrick
Stanley Kubrick

Non che sia tutto così nero l’orizzonte, ma occorre essere dei geni. Occorre essere Stanley Kubrick! Uno dei pochi registi  in grado non solo di produrre pietre miliari per ogni genere (“Shining” per i thriller, “Full Metal Jacket” per i film di guerra, “Barry Lyndon” per quelli storici e così via…), ma anche di far rivaleggiare la sua arte con la letteratura e, nel caso del citato Lyndon, addirittura con la pittura. Nel caso di “2001 Odissea nello spazio” il romanzo si sviluppò addirittura parallelamente alla sceneggiatura, con una stretta collaborazione fra il regista e lo scrittore Arthur C. Clarke: credo che sia uno splendido esempio di come sia possibile un connubio fra i due mezzi espressivi. Va detto che, comunque, anche un grande come lui sceglieva scritti che riteneva non brillantissimi, proprio per non fare l’errore di confrontarsi con dei capolavori, sapendo benissimo che si trattava di una battaglia persa in partenza. Occorrerebbe comunque un maggiore rispetto ed un rinnovato impegno nel trattare una materia così delicata.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=q3oHmVhviO8]
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4 pensieri riguardo “Letteratura e cinematografia: una relazione impossibile!?

    Scribacchina ha detto:
    4 marzo 2013 alle 18:50

    Trainspotting mi manca come libro (il film no, l’ho visto e visto diverse volte): provvederò quanto prima 🙂
    Se vogliamo parlare di trasposizioni cinematografiche di grandi opere letterarie, non so perché la prima cosa che mi viene in mente è l’Anna Karenina con Sophie Marceau di qualche anno fa… forse perché in questi giorni danno la “nuova” Anna Karenina, quella con Keira Knightley: così a pelle credo mi deluderebbe, quindi evito la visione 😛
    Scherzi a parte, quando si è persa la testa per un libro, l’idea di “vederlo” e riviverlo con visi diversi dai tuoi, voci cambiate, magari anche situazioni e trame alterate è un fortissimo deterrente; toh, è come quando ti si prospetta l’idea di rivedere un vecchio amico dopo vent’anni e hai il terrore di trovarlo cambiato 🙂

      nxero ha risposto:
      4 marzo 2013 alle 19:03

      Sono d’accordo, se non fosse che spesso la curiosità la vince e quindi vado a vederli, infatti credo che lo andrò a vedere il “nuovo” film sul romanzo di Tolstoj… speriamo bene! 😛

        Scribacchina ha detto:
        4 marzo 2013 alle 21:53

        Fai sapere com’è che nonostante i sentori “a pelle” sono curiosa! 😛

        nxero ha risposto:
        5 marzo 2013 alle 09:50

        sarà fatto! 😉

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