Senza la musica la vita sarebbe un errore

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La casa di Nietzsche a Torino
La casa di Nietzsche a Torino

“Certamente la musica mai può diventare mezzo al servizio del testo, ma in ogni caso supera il testo; diventa dunque sicuramente cattiva musica se il compositore spezza in se medesimo ogni forza dionisiaca che in lui prende corpo, per gettare uno sguardo pieno d’ansia sulle parole e sui gesti delle sue marionette.” F.W. Niezsche

La questione è semplice: non si può ingabbiare la musica, la musica va oltre l’ uomo, oltre il suo linguaggio, oltre anche ai limiti ed alle convenzioni con le quali ha pensato bene di ingabbiarla in note, pentagrammi e chiavi di Fa e Sol. Queste cose esistono e testimoniano la ricerca e la razionalità umana, ma la musica resta un essere indomabile, un corpo di anguilla che scivola tra le dita e si dibatte con veemenza.  Un essere sovrannaturale indomabile.

La musica non è descrizione della realtà, a volte la lambisce, ma la trascende sempre. Va semplicemente oltre. Non puoi trovarle un senso secondo le logiche di questa terra. Non necessita di un mezzo materiale per diffondersi, è l’aria stessa a portarla fino a noi, non ci sono fogli, né tele o luce impressionata. Solo vibrazioni, onde ed evocazioni ed il mondo, secondo Tesla,  è un’ enorme cassa di risonanza!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=8UJnyb-hXaI]
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4 pensieri riguardo “Senza la musica la vita sarebbe un errore

    Scribacchina ha detto:
    10 luglio 2013 alle 16:30

    Ed è bello pensare di essere noi stessi parte di questa enorme cassa di risonanza 🙂

    © Vera Marte ha detto:
    11 luglio 2013 alle 11:43

    E se io proponessi le parole come pura forma sonora? Mi passeresti la convinzione che anche quelle contino?

      nxero ha risposto:
      11 luglio 2013 alle 11:58

      In realtà la cosa non è nuova (mi vengono in mente che so due brani di Kyuss ed Obituary che sono cantati solo a fonemi, come pure fa Paul Chain, o gli speramentalismi di Demetrio Stratos, Diamanda Galas o Attila Csihar) ed è estremamente interesante! Il punto di vista di Niezsche tuttavia, per quello che mi riguarda, per quanto affascinante, è uno spunto di riflessione, non è che mi trovi concorde in toto. Ritengo che il testo abbia la sua importanza, che siano due mezzi espressivi assolutamente nobili e da rispettare in egual misura. Anche se le parole del filosofo evidenziano un aspetto che allarga le differenze, le parole ne hanno altri per colmare le distanze… insomma è bello vedere queste due forme espressive rincorrersi, evolvere e compenetrarsi e dare vita all’arte!

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