Mese: novembre 2013

No More Faith

Postato il

Faith No More
Faith No More

La solita radio mi da lo spunto per parlare di qualcosa che appartiene al passato. Negli anni ’90 ci fu un curioso fenomeno chiamato crossover. I più maligni dissero che i gruppi erano talmente a corto di idee da vestirsi in modo improponibile e iniziare a suonare come giganteschi frullatori che mischiavano mille generi (hard rock, funk, rap, metal etc…) senza saperne fare bene nemmeno uno. Mah io non vedevo troppo di buon occhio tutta questa mistura, specialmente quando i chitarroni (allora adoravo i chitarroni) finivano per essere sommerse da trombe e tastiere (l’orrore di ogni metallaro che si rispetti).

Poi qualche giorno fa ascoltando la radio passano “Epic” dei Faith No More e adesso son due giorni che non mi escono dalla testa… e a risentirlo che pezzo! C’è dentro tutto, magari Patton non è un mago a rappare, ma la miseria! 4.30 minuti che quasi quasi mettono tutti a tacere, una sorta di sfumatura cangiante continua, che brano, quando si dice che un gruppo è in grado di aprire nuove strade… Eppure oggi se parli di crossover probabilmente nessuno sa di cosa stai blaterando. I Red Hot sono diventati un gruppo proto-pop, I Jane’s Addiction ci hanno provato a tornare e hanno partorito il classico topolino, i Rage Against The Machine hanno (quasi) esaurito tutto col loro, stellare, debutto, i Mordred e i Mindfunk dispersi… mah… i Primus, beh i Primus sono i Primus, ma non sono mai tornati sul serio, anche se Les ha ancora molto da dire… Da solista o con Tom Waits. Ma insomma che strada hanno tracciato tutti questi gruppi? Alla fine la loro lezione si è dispersa, ma ci hanno provato sul serio, di questo son sicuro!

spero che almeno il pesce si sia salvato…

Annunci

La censura vive.

Postato il

Lars Von Trier
Lars Von Trier

Il sospetto di vivere in un paese ancora sotto il giogo della censura ce l’ho sempre avuto. Il fatto che l’informazione non sia libera, che le idee non circolino liberamente, che troppe cose siano sottaciute è sotto gli occhi di tutti. Ora il fatto che anche il cinema ne venga colpito nemmeno più mi rattrista. Mi fa solo pensare che alla fine ogni speranza se ne stia andando nello scarico fognario definitivamente.

Meno male, tanto vale essere espliciti una volta ogni tanto. Lars Von Trier pare che non ottenga distribuzione italiana per il suo prossimo film. Tutto qui. D’accordo il personaggio è scomodo, ha fatto allarmanti dichiarazioni filo naziste a Cannes, ed il suo nuovo film è praticamente un porno, probabilmente ce n’è abbastanza per un paese come il nostro. Ma io ne ho abbastanza di persone che non mi diano nemmeno la possibilità di farmi un’idea mia. Quindi, appena posso inutile, dire che mi procuro un dvd in inglese e mando al diavolo i distributori italiani che se lo meritano. Caravaggio era un omicida, Pasolini pagava i ragazzini, Celine era antisemita e Baudelaire un drogato, ma le loro opere erano (e restano) ugualmente grandiose. Esiste una possibilità che abbiano un’anima indipendente che rispondano a leggi superiori che le slegano dalle persone che le hanno concepite. Questa possibilità esiste: lo provano i secoli e quanto le loro opere abbiano significato per tantissime persone. E’ doveroso concedergliela questa possibilità.

Inoltre personalmente considero “Melancholia” il miglior film degli ultimi dieci anni. Ecco,l’ho detto, esce a Natale, almeno in Danimarca, tanti auguri a tutti.

We are ready, we are ready ready ready!

Postato il

Buzz e Hiwatt vi voglio bene!
Buzz e Hiwatt vi voglio bene!

Come ti giri e ricominci ad ascoltare un po’ di musica, dopo un po’ di tempo nel quale non te lo eri concesso visto che avevi la testa impegnata altrove, ed esce un nuovo disco dei Melvins. Con qualche trovata di mezzo: stavolta sono ritornati alla formazione del 1983. Per conto mio possono fare quello che vogliono che ormai io gli vorrò bene comunque, come fai a non volergliene? Sono degli adorabili sbruffoni, degli strafottenti menefreghisti e gli fa solo del bene.

Conosco ben pochi gruppi che si possano permettere di fare sempre e comunque quello che vogliono senza perdere credibilità e fans. Dale e Buzzo, se fossero sposati probabilmente l’idillio si romperebbe. Invece suonano assieme. E, sostanzialmente, si divertono a prenderci in giro… Come ve la spiegate altrimenti una traccia come questa:

ed il fatto che Dale riprenda in mano il basso e che richiamino il loro batterista a 30 anni di distanza (non sa cosa si è perso)? Che il disco sia infarcito di suoni assurdi tipo allarme? Che le foto del libretto del CD siano esclusivamente di caproni ed auto demolite (un po’ alla Unsane questa Mackie, ma stavolta il tuo lavoro di grafica fa un po’ meno pena del solito)? E se il loro datore di lavoro si chiama Mike Patton, come la mettiamo?

La mettiamo che fin quando avranno quest’attitudine saranno inarrestabili come il vocione di King e della sua chitarra, come il nasone di Crover e la sua batteria (basso in questo caso) che tuona poderosa e roboante, sapete che vi dico: mi viene voglia di lavorare solo per dare da campare a questi due allegri guasconi e permettere loro di continuare all’infinito. E, come direbbe Guccini, a culo tutto il resto!

From the sky

Postato il

La grandine in novembre è qualcosa che mi lascia sempre meravigliato, come la prima volta che vedi la neve, il sole, il cielo. Credevo che certe cose succedessero solamente in Galles. Ero come un bambino in quel laboratorio. Per gli altri era normale, continuavano a lavorare,io non potevo: dovevo guardare quelle piccole pietre di ghiaccio scendere dal cielo, era ipnotico come brillassero alla luce artificiali dei lampioni. Un piccolo miracolo, una visione ed un sogno.

Meraviglia, diventa sempre più estranea man mano che vai avanti. Ed anche oggi, anche in Italia, mentre lavori in un ufficio, d’un tratto un ticchettio ti distrae e guardi fuori. E sono ancora lì a scendere, a distanza di anni, a distanza di chilometri. Sul terreno una patina che si spacca al tuo passaggio, e galleggia sull’acqua. Una qualche magia che non voglio ridurre a una distorsione climatica.

Mi sembra di essere stato insensibile, gonfiato d’aria per troppo tempo, e poi arriva la grandine. E brilla.

 

 

Surfing the radio waves.

Postato il

Tempo fa detestavo la radio. Poi ho scoperto ci sono radio e radio. E che quelle che detesto io sono le radio commerciali. Quelle che si fanno fare le scalette dalle case discografiche. Quelle capaci di mettere lo stesso pezzo fino allo sfinimento, fino a farti il cervello in poltiglia al punto di volere quel brano, nonostante tu l’abbia sentito anche 5 volte in un giorno. A queste radio voglio dichiarare apertamente il mio disprezzo, il fatto che non sopporto di sentire un brano in continuazione. Che mi annoiano a morte e che sono pericoloso quando mi annoio. E soprattutto che sono immune ai loro meccanismi, nonostante il fatto che a volte mi tocchi ascoltare le loro tristi litanie anche per otto ore al giorno. Mi fanno una gran pena come i loro ascoltatori convinti.

E poi ci sono le radio fatte come si deve, anche se non trasmettono la musica che piace a me. Sarebbe ingiusto sparare a zero. Ma, a volte, hanno il potere di farmi uscire dalla grazia di dio anche loro. Oggi a mezzogiorno c’era Michele Serra (personaggio stimatissimo fin dai tempi di “Cuore”) che presentava il suo nuovo libro, che non ho letto e del quale quindi non parlo. Peccato che poi parta un brano dei Baustelle intitolato “Charlie fa surf”. Un brano che mi fa arrabbiare da morire.

D’estate i cinema a Roma sono tutti chiusi, oppure danno film come “sesso amore e pastorizia” o horror come “Henry” oppure dei film italiani… della musica italiana. Che generalizzano. In modo squallido.

Intanto il tono del cantante mi fa ribrezzo. Totalmente senza nerbo. Se il protagonista della canzone esagera con l’mdma, lui mi sa che saccheggia il frigo in cerca di Valium. E poi mi viene in mente che non ne posso più di certe generalizzazioni facili. Non ne posso più dell’idea dell’italiano medio da film di Alberto Sordi. Mi da fastidio come ne escono i quindicenni. Mi da fastidio che c’entri anche Cattelan. Fa molto chic, ma che palle. Sta solo a te non farti inchiodare le mani ad un banco da due lapis. Sta solo a te ribellarti alla coprofagia culturale della quale la scuola si macchia molto spesso (ma non sempre). E sì, sto citando Pasolini e Salò.

Per la verità sta anche a te non mandare due cosiddetti comici che non fanno ridere a ritirare un premio.

Io a quindici ero giovane ed incazzato col mondo. Non sapevo cosa fossero le droghe sintetiche e sognavo di rompere tutte le consuetudini e le regole sociali non scritte. Ascoltavo Hardcore Punk e leggevo “Il Maestro e Margherita”, anche se con fatica. A quindici anni mettevo mimetica, anfibi e kefiah, non sospettando nulla dell’11 settembre. A quindici anni cercavo di essere lucido e ribelle e non sapevo cosa fosse una drum machine (mi fa tristezza anche adesso). A quindici anni non scendevo a compromessi ed ero duro e puro, pensavo che la rivoluzione si facesse restando fedeli a noi stessi e non essendo “contro” ad ogni costo.

Rimasi in classe da solo mentre gli altri andavano per le strade a strillare per non mancare di rispetto ai miei, andando senza autorizzazione: in fondo era solo un modo per bucare le lezioni. Parlai coi professori, che per una volta, si sforzarono di dialogare. Uno di loro era un mio idolo. Non ero nulla che si possa trovare tra le righe di una canzone snob, da finti alternativi squallidi. Sicuramente non avrei mai mischiato il metal con l’ r’n’b. E continua a piacermi l’odore del napalm al mattino, se significa vincere su certi personaggi.

Lo strazio non finirà mai

Postato il

Quando hai un po’ perso la sensibilità per cogliere spunti su cui scrivere, questi ultimi ti raggiungono dagli angoli più disparati. Magari da cose che hai detestato in passato. All’inizio degli anni zero-zero, dopo vasco rossi e madonna, miei nemici storici, provavo una vivace antipatia per i tiromancino… gruppo terribile. Voglio dire sul serio: orribile, tremendo, letale. Dalla musica melensa e depressiva (e poi mi vengono a dire che io ascolto solo gruppi negativi, ma una bella sbudellata è meno angosciante di questi qui!) ai testi tremendi ed insulsi da far concorrenza a moccia, all’immaginario smielato e sensibile quanto una tredicenne in iperglicemia, per tacere dell’insopportabile voce del “cantante” che penso mi abbia fatto considerare seriamente l’idea di piantare una accetta nella radio, anche se trattasi di un’entità superiore come una tivoli one (niente paura è viva e vegeta).

Fortunatamente è stato un incubo che non è durato poi molto rispetto agli altri due (vr è addirittura risorto dopo essersi “dimesso da rock star” senza esserlo mai stato) ma proprio quando ero oramai convinto che non ne avrei mai più sentito parlare… è riapparso dal nulla. L’uomo, che stava dietro ai tm e che per comodità e, per non volerlo citare, chiamerò fz, mi è apparso in video dicendo di aver addirittura fatto un film. Horror. Cosa potrebbe esserci di più agghiacciante, in effetti?! Faccio un giro in rete e scopro che, niente meno, è al suo  terzo film. Penso di essere rimasto in uno stato di morte apparente di fantozziana memoria per almeno 15 minuti, con tanto di brividi che mi correvano giù per la schiena e poi risalivano su.

Sul serio mi è venuto in mente Moretti (in “Bianca”) quando chiedeva ad un suo allievo, che la sapeva più lunga di lui: “Ma non hai pietà tu di me?”. Davvero, perché non c’è mai limite al peggio? Cosa pensa, di essere la risposta italiana a Rob Zombie?! E comunque: come pensa di risultare ancora più agghiacciante del se stesso cantante? Domande che, temo, siano destinate a restare senza risposta. Qualcuno ha anche tentato l’accostamento a una leggenda (sia pure in declino) come Dario Argento: per fortuna il regista ha provveduto a rispedire tali incresciose insinuazioni al mittente. Son soddisfazioni. Minime ma son soddisfazioni.

Musicoterapia

Postato il

Per fruire completamente della musica bisogna stare bene, a me capita così. E’ una sorta di esercizio spirituale: se stai bene la senti scorrere dentro di te come un fiume in piena che ti travolge e ti attraversa come una carezza dello spirito. Impetuosa, ma pur sempre carezza, scuote e sconquassa ma ti lascia una persona migliore, sensibilizza ogni senso. Ed il fatto che si propaghi nell’etere aumenta a dismisura il suo fascino, è immateriale e fatta di vibrazioni e di etere, benché prodotta da strumenti materiali è della stessa sostanza dell’invisibile, del mistico, del trascendente.

Se non siamo in sintonia con quello che ci circonda, può risollevarci, ma in quel caso la simbiosi è squilibrata. Non che ci sia nulla di male, ma non è la stessa cosa. Quando abbandono le note è perché ho bisogno di silenzio, quando abbandono le parole è perché non riesco a parlare. O non mi fido di ciò che potrei dire. Il silenzio comunque non ha mai vinto.

Che poi mi curi con suoni che farebbero ammalare altri… beh questa è un’altra storia!