Musicoterapia

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Per fruire completamente della musica bisogna stare bene, a me capita così. E’ una sorta di esercizio spirituale: se stai bene la senti scorrere dentro di te come un fiume in piena che ti travolge e ti attraversa come una carezza dello spirito. Impetuosa, ma pur sempre carezza, scuote e sconquassa ma ti lascia una persona migliore, sensibilizza ogni senso. Ed il fatto che si propaghi nell’etere aumenta a dismisura il suo fascino, è immateriale e fatta di vibrazioni e di etere, benché prodotta da strumenti materiali è della stessa sostanza dell’invisibile, del mistico, del trascendente.

Se non siamo in sintonia con quello che ci circonda, può risollevarci, ma in quel caso la simbiosi è squilibrata. Non che ci sia nulla di male, ma non è la stessa cosa. Quando abbandono le note è perché ho bisogno di silenzio, quando abbandono le parole è perché non riesco a parlare. O non mi fido di ciò che potrei dire. Il silenzio comunque non ha mai vinto.

Che poi mi curi con suoni che farebbero ammalare altri… beh questa è un’altra storia!

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2 pensieri riguardo “Musicoterapia

    Scribacchina ha detto:
    1 novembre 2013 alle 13:45

    Spezzo una lancia in favore della musica ascoltata quando non si è perfettamente in pace con il mondo… almeno, a me in quei momenti capita di sentire brani che rispecchiano come mi sento e trovare un certo conforto. Ovvio, se mi mettessi ad ascoltare, chessò, September degli Earth Wind & Fire in un momento di tristezza infinita, non credo riuscirebbe a tirarmi su tanto quanto… boh, In Your Honor dei Dokken, tanto per rendere l’idea. Quindi, ben vengano anche i Sunn 0))) se riescono a incanalare emozioni 🙂

      nxero ha risposto:
      2 novembre 2013 alle 06:59

      Uhm… Sì certo hai assolutamente ragione e ci mancherebbe altro che le canzoni non fossero legate a certi stati d’animo. Anche io ho le mie canzoni scaccia crisi (i primi due album di Ozzy con Randy Rhoads tanto per dire) come quelli legati a momenti decisamente più tristi o riflessivi (i Joy Division) però quello che volevo dire è che ho riscoperto anche la gioia di un ascolto spensierato, di quel mondo parallelo dove ci sei solo tu e la musica… Che è una cosa ancora diversa.

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