Mese: dicembre 2013

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Buon anno dall' Overlook hotel

Ostico ed anche agnostico.

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Passatemi la citazione iniziale, l’argomento di questo post è pesante e difficile da trattare e quello è il mio modo spicciolo di sdrammatizzare. Il punto è che in questi giorni una ragazza ha pubblicato su fb un commento positivo sulla sperimentazione animale dicendo che le ha salvato la vita. E uno pensava che fossimo liberi di dire quasi tutto (proprio tutto no dai, lo sapete bene), che si potesse ragionare tutti assieme in un fantastico nuovo mondo. La visione si è incrinata, mi spiace per chi ci credeva. Io in quanto vegeto/animalista mi sento un po’ chiamato in causa da tutto questo bailamme che si è sollevato.

Un paio ci considerazioni preliminari. Prima: La rete è un brutto posto, si incontra brutta gente, ma più raramente si incappa in persone meritevoli quindi alla fine la mia idea è che, comunque, vale la pena correre il rischio. Secondariamente a me è un po’ sfuggito il senso e l’utilità di uscirsene con certe dichiarazioni, avevo le idee confuse prima e le ho anche adesso. Io non credo che, comunque una cosa come fb sia buona per certi aspetti, ma assai discutibile per molti altri. Se posso permettermi una considerazione  dirò che non affiderò mai informazioni tanto intime ad un mezzo come quello. E’ dozzinale, impersonale, superficiale e aggiungeteci anche un paio di altre cose meno ripetibili. Superficiale è e superficiale dovrebbe rimanere.

Precisato ciò mi infilo nel ginepraio. Non sono ancora riuscito a prendere una posizione in merito alla sperimentazione animale. Mancano informazioni: nessuno ha mai detto chiaramente se serve realmente e se realmente non se ne può fare a meno. Esistono dozzine di pareri, più o meno circostanziati, ma nulla di risolutivo  o definitivo o, se esiste, a me non è arrivato quando ho cercato di informarmi in merito. Lavorando nell’industria mi passano davanti decine e decine di schede di sicurezza recanti dati circa tossicità acuta, corrosività, cancerogenicità e altre simpatiche cosette comunemente testate sugli animali. E allora mi domando fino a che punto sia lecito spingersi, nel senso che se si tratta di medicinali in grado di salvare la vita è un paio di maniche, su tutti gli altri prodotti però ne possiamo parlare. Soprattutto sui cosmetici, suvvia. La cosa andrebbe quantomeno regolamentata seriamente e non in base alla convenienza delle case farmaceutiche/ chimiche/ cosmetiche. E comunque, visto che tanto farne a meno nemmeno a parlarne, i cosmetici non testati sugli animali esistono, usiamoli.

Detto questo e fermo restando la libertà di ognuno di pensarla come vuole, almeno per quello che mi riguarda, io ancora ho un paio di problemi spigolosi. Primo: quello che mi disturba è che, comunque, gli animali non hanno la possibilità di ribellarsi, sono senza voce in capitolo sulla loro vita ed io lo trovo davvero tremendo e orribile, bisogna che qualcuno parli in loro vece, anche se augurare la morte o altre oscenità non sono assolutamente contemplate in tutto questo. Secondo: (questo è ancora più personale ma…) non sono affatto convinto che, in linea di principio, una vita umana valga quanto quella di mille (o anche di un singolo) animali. Per me è una “scala di valori” niente affatto scontata. Gli animali definitivamente NON sono (o non dovrebbero essere) una sorta di “bene” a nostra disposizione. L’obiezione principe che mi può venire mossa è che cosa ne penserei se ci fosse di mezzo una persona cara. Verissimo. Era uno spunto di riflessione fatto in considerazione del  fatto che, comunque, la mia opinione non vale nulla ed io ne sono consapevole, nel senso che, comunque, non sta a me decidere. Questo mi mette nella posizione di poter avere un punto di vista forse sbilanciato a favore degli animali. Del resto cosa volete da uno che considera immorale anche solo uccidere per sfamarsi… ma che obbiettivamente se ne andasse della sua vita chissà cosa farebbe…

Caustico solforico sfogo.

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Sono due termini che assieme non vanno bene. O caustico o solforico. Ma in questo caso entrambi. Da un po’ di tempo mi sento sommerso soprattutto da immondizia musicale, ho riletto il listone di fine anno e mi sono accorto che sembra spolpato fino all’osso. Ho ripensato ai concerti visti quest’anno e mi è salita l’angoscia. I negazione dicevano: non riesco più a divertirmi, cosa sta succedendo?

Succede che mi annoio mortalmente rispondono i CCCP, è il tedio che la vince su tutto. Musicalmente è un disastro, se riesco ad ascoltare quattro cinque dischi decenti in una settimana è tanto. Il resto è paccottiglia maleodorante da rincoglionimento mainstram. Non lo sopporto. Non sopporto il me stesso che non riesce ad opporsi all’imborghesimento (orrore, orrore!) di se stesso e del mondo circostante. Ogni volta che accendo una radio/televisione, ogni volta che ascolto musica che mi fanno ascoltare altri non mi passa il mal di stomaco e mi ritrovo a citare nientemeno che fabri fibra. Sto cadendo in basso e non capisco il perché.

Una volta ero fiero ed indipendente. Ero vigile ed attento a tutto quello che mi entrava nei padiglioni auricolari e non c’era spazio per facilonerie da modulazione di frequenza. Adesso mi infilano nelle orecchie di tutto e mi sento contaminato dallo schifo. Davvero c’è gente che ancora che va dietro a entità fasulle e scontate, a show pilotati, a presunti miti musicali costruiti a tavolino. Ci sono alcuni che ascoltano radio come dischi rotti che pretendono di inculcarci canzoni 4, 5,6 volte al giorno, perché nessuno gli dice di smetterla? Una pochezza disarmante, un vuoto demotivante. Che mi sta assorbendo. Non voglio essere uno di loro, non voglio bottoni cuciti al posto degli occhi, cerniere lampo grippate sulle labbra screpolate sanguinanti. Sono solo paranoie. Che si sfaldano in un urlo liberatore. Lo spero. A volte, in mezzo a tutto questo, non riesco nemmeno a sentire i miei pensieri. A volte i miei pensieri non sentono più me.

Liberaci dal male. Dacci del denaro. Mandaci Giuda nella festa di paese.

Che ore sono?

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Precisamente manca un’ ora e dieci a Natale. Nel caso steste supponendo, no non ho nulla di meglio da fare che scrivere sul blog che, per inciso, oggi compie due anni due. Nato come messaggio in codice e sfogo, poi è diventato opinonistica musicale e non e, infine, adesso chi sa cos’è e cosa diventerà nel futuro. Intanto compie gli anni nello stesso giorno di mr. Lemmy Kilmister, saranno anche coincidenze ma intanto…

Io son qui con un film di Natale (anzi, IL film di Natale “una poltrona per due”! Eddie Murphy mi fa morire in questo film! Tipo quando fa lo studente del Camerun…) a scriverci sopra. Ed ho in testa che, tra le altre cose, il prossimo anno non voglio perdermi in ciance ed andare a vedere molti più concerti di quei due miseri che ho visto quest’anno.

Per cominciare tra cinque giorni comincia la prevendita per vedere Neil Young a Barolo. Sane camicie di flanella e vino… a caccia di biglietti, buon compleanno e auguri!

 

Sole alle spalle

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Un riflesso accecante sullo schermo del PC, C’è il sole tra le nuvole ma io sono recluso in casa con una voce che potrebbe sembrare quasi quella di Mark Lanegan, senza averne la grazia e con un retrogusto di i***san in gola. Son messo bene, non c’è che dire amici. Serve una colonna sonora e arriva l’amico Cash, libero dalle catene. Mi serve del supporto musicale, mi serve di ritrovare la salute quanto prima che  passare le vacanze malato mi sa tanto di nuvoletta Fantozzi e non mi sembra il caso. I‘m gonna break my rusty cage and run… appena il simpatico mal di gola/ raffreddore/ tracheite/ peste bubbonica mi molla un attimo.

E intanto l’anno finisce e mi sembra un eterno ritorno. A tragico listone di fine anno. Quest’anno c’è un escluso di lusso: i Black Sabbath. Loro non li posso mettere, sono al di sopra di ogni critica, listone, solito giochino dei cultori musicali. Loro non mi piacciono, gli voglio proprio bene, un po’ come ai Melvins, ai Vista chino, ai Tool, ai Neurosis ed ai Converge, anche se a loro dippiù. ubi maior minor cessat e cessat sul serio. In un anno nel quale tutti sono tornati come dei nodi al pettine che si sciolgono. Loro hanno sciolto il più grosso: potevano rovinare tutto e, se escludiamo l’ esclusione di Bill Ward (che è spiaciuta a tutti, dai…), non l’hanno fatto. Grazie, davvero, non ci ho mai creduto sul serio che avreste buttato tutto nel cesso.

Detto questo, devo dire che l’ovazione massima vai ai Clutch quest’anno e alla barba di Neil Fallon. Mannaggia, era dannatamente semplice ma nessuno faceva più un bel disco di rock’n’roll da secoli.Veramente un disco con gli attributi. Muscolare, compatto, senza fronzoli. Quello che vedi è quello che avrai, che poi è quello che hai sempre amato “What’s this about limits? Sorry I don’t know one!”

E poi, l’eterno ritorno: un disco che non ho ascoltato quanto avrei voluto, ma che rimane molto ispirato è quello di Nick Cave, prometto di rimediare quanto prima. You know who we are. Con Vista Chino e Carcass c’è stata una bellissima rimpatriata con gente che non si vedeva in giro da secoli ma che ti è sempre, ma sempre, rimasta nel cuore: si è fatto festa assieme, e si continuerà a farne, ne sono quasi sicuro. E poi ci sono i Sub Rosa, una piacevolissima scoperta, e i Melvins che, tra una presa in giro ed un’altra hanno piazzato nel loro ultimo lavoro una delle mie canzoni preferite di sempre. Difficile da spiegare, coincidenze. Tempo fa ho scovato una fotografia di Buzz che assomigliava, crederci o no, a Robert Smith dei Cure, poi sento questa canzone, il cui incipit mi fa pensare subito a “Just like heaven”, e penso “ne stanno combinando un’altra. In effetti han combinato questa:

ed io l’adoro…

Ah la novità per il 2014 è che mi sto mettendo ad ascoltare seriamente dopo millenni i Led Zeppelin, il che è tutto dire. Salvo ripensamenti inquetanti, per quest’anno è tutto, con buona pace del dannato riflesso…

If on a winter’s night

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Fa un freddo cane, è venerdì tredici ed è ora di… andare ad un concerto! Scelgo l’alternativa di presentarmi a piedi in piazza del paese dove mi aspetta l’altro affamato di rock’n’roll. Perché stasera ci sbranerremmo i Rolling Stones. Almeno io, sono ben 6 mesi che non vedo un concerto, la scena è abbastanza imbarazzante, in realtà c’è sempre più penuria, mi sono perso Neurosis, Vista Chino e, forse, Lanegan… per il resto, mamma mia, non c’era un granché da vedere. Pochi concerti (vedrò mai gli High On Fire???), ancora meno locali. E poi anche i Black Sabbath che si prendono un sacco di insulti per aver cancellato la data. Boh.

E costano sempre più cari: stasera 20€ e sembrano già tanti, ma si arriva a chiedere 60-80€, a pensarci mi viene male. Ma stasera al diavolo tutto, io e l’altro affamato siamo amici dalle elementari, ci conosciamo da una vita, persi e ritrovati anche se a scatti. E parliamo di come si sia trasformato (in peggio, molto peggio) il nostro piccolo paese, dei lavori che abbiamo trovato, della musica, delle recensioni che abbiamo scritto entrambi nella nostra vita. Cose varie.

Arriviamo a Romagnano che fa freddo. Loschi figuri si muovono su uno sfondo di nebbia gelida, fuori dal bar che si trova quasi sul retro del locale. Spostiamo l’automobile, fa sempre molto rock’n’roll. E dentro il locale, se possibile fa ancora più freddo, non credevo fosse possibile avere i piedi come due ghiaccioli ad un concerto rock…. Vado, seguendo una traiettoria per nulla rettilinea, al banchetto del merchandise e chiedo quasi subito al commesso “Do you wanna see something?”. “Sure!”, magari pensava che avessi delle sostanze stupefacenti, invece no! Ho le foto che avevo scattato a Dregen e Nicke Andersson quando suonarono al Babylonia, con gli Hellacopters nel ’98. Gli Porta l’album dietro le quinte, e poi torna dicendomi che “i ragazzi sono impazziti”! Io sorrido. Ma mi ridaranno mai il maltolto?

A ben vedere siamo veramente in quattro gatti, ma è stato un bello spettacolo di rock’n’roll, tutto sommato. Dregen sembra invecchiato, evidentemente il rock’n’roll in qualche modo ti segna, ciò nonostante ha ancora energia e ispirazione da regalare a chi vuol starlo ad ascoltare e (cit.) a culo tutto il resto, come ci dice interrompendo drasticamente la sua esibizione.

Nicke é un’altra cosa. Entrambi hanno una passione incrollabile in quello che fanno, ma Nicke è un vulcano in piena: cambia genere, cambia strumento, canta e… disegna ancora (quasi) come se fosse il primo giorno, eppure dagli esordi degli Entombed saranno passati 25 anni. Fa impressione, ha pure una voce di tutto rispetto. Quasi da solo è stato protagonista della scena Death metal in Svezia,avrà passato ore ed ore a suonare, fare tape-trading e scrivere lettere e fanzines (gloriosa la sua Chickenshit)  e dopo tutto questo tempo gliela leggi quasi in faccia la passione che c’è ancora, non si può non avere rispetto per un uomo del genere.

Alla fine il plico di foto, torna indietro autografato e disegnato e dispiace non avere tempo per vedere se sarebbe uscito qualcuno per ridarcelo, però si è fatto tardi, il ragazzo del banchetto va a riprendermelo e mi si sgranano gli occhi… Grazie ragazzi!Signed Album (Dregen & Nicke)

Signed Album (Dregen & Nicke)

The live experience.

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Dregen & The Imperial State Electric
Dregen & The Imperial State Electric

Mamma mia. Non vado ad un concerto dal maggio scorso. Dal primo maggio dell’anno scorso, che tristezza. Mi sono perso soprattutto Neurosis e Vista Chino. Ah no era decisamente una tendenza che andava invertita, quantomeno interrotta. Ci sono mille motivi per questa assenza dall’attività live, alcuni seri altri meno. Soprattutto: non mi piace andare ai concerti da solo. Sarà stupido ma nel viaggio fatto con un amico o nel piacere di condividere i ricordi c’è un fascino al quale faccio fatica a rinunciare. Poi c’è anche il fatto di affrontare imprevisti e situazioni varie assieme, qui c’è una fredda lista di situazioni (ovviamente tante ne saranno escluse):

Na tazzulella e café: Napoletano inguaiato che ci si avvicina all’autogrill di Novara mentre ci stiamo facendo un caffé da campo nel retro del fiorino, rifiuta una tazzina e chiede se può succhiarci del carburante. Allucinazioni post- Obituary.
Zio Morfina: Un inquietante tizio che “ballava” dietro di me al concerto dei Jane’s Addiction.
Verbania madness: Dirò solo che c’entrano risse sfiorate, ubriachezza molesta e spray al peperoncino, nella ridente città del verbano a un concerto dei Nebula.
Invasione equadoregna: Una nutrita (e alterata) compagine di immigrati centroamericani irrompe non senza conseguenze al Masters of death metal.
La terra trema! Succede la prima volta che vedi i Sunn 0)))
Calata dei babbari:  Dopo una nottata a dormire in Panda, ti svegli e vedi che una nutrita compagnia teutonica sta allegramente banchettando sul cofano della tua auto. Poi il loro pullman se ne va non prima di aver scaricato il WC. Sarà una punizione per aver visto Santana?
Insomma andare da solo mi fa triste… potrei (e a volte l’ho anche fatto) ma sicuramente non è la stessa cosa… Quindi quando, grazie ad un amico, si è presentata la possibilità di spezzare il digiuno l’ho colta al volo. Ho, forse colpevolmente, snobbato un po’ il locale in questione a meno di 25 km da casa, ed anche il concerto, forse non ci sarei mai andato se non fossi in pesante astinenza. Però me li ricordo ancora gli Hellacopters al Babylonia e fu davvero una gran cosa…
The Hellacopters, back in the day!
The Hellacopters, back in the day!